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Segnalazione corso non conforme e richiesta supporto per rimborso – RIPAM 2026

Risolto Pubblico

Istituto capellari

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Tipologia di problema:

Altro

Reclamo

D. 8.

A: Istituto capellari

09/02/2026

Con la presente contesto formalmente l'acquisto del corso di formazione per il concorso RIPAM 2026 (profilo Assistente Amministrativo), pagato 480 euro. Nonostante la richiesta di rimborso sia stata inviata entro i termini di legge (13° giorno), l'Istituto Cappellari rifiuta illegittimamente la restituzione della somma. Il prodotto è gravemente non conforme ai sensi dell'Art. 129 del Codice del Consumo per i seguenti motivi: Normativa obsoleta e leggi abrogate: Il corso viene venduto come aggiornato per il 2026, ma tratta istituti giuridici ormai cancellati, come il reato di Abuso d'Ufficio (abrogato definitivamente dalla L. 114/2024). Fornire materiale didattico basato su leggi non più vigenti rende il prodotto totalmente inidoneo allo scopo e pericoloso per la preparazione concorsuale. Prodotto difforme dalle promesse: Il corso è pubblicizzato come “specifico e mirato” per il profilo Assistente Amministrativo (diplomati), ma consiste in lezioni universitarie generiche, lente e prolisse, prive di focus sul metodo RIPAM e sulla semplificazione necessaria per un concorso pubblico. Inadempimento contrattuale: La vendita di materiale accademico riciclato al posto di una preparazione specifica configura un grave inadempimento contrattuale. Il corso non rispetta quanto promesso nella pubblicità e nel programma ufficiale, risultando non idoneo allo scopo dichiarato di preparazione al concorso RIPAM 2026. Ciò comporta un evidente danno per il consumatore che ha pagato una somma significativa per un servizio non conforme. Rifiuto illegittimo di rimborso: L’Istituto Cappellari sostiene che non spetti alcun rimborso in caso di “fruizione anche parziale” del corso. Tale condizione non è sufficiente a privare il consumatore del diritto di recesso, che resta valido ai sensi degli artt. 52 e seguenti del D.Lgs. 206/2005, salvo rinuncia espressa, la quale nel mio caso non risulta. Ho tentato di ottenere il rimborso sia tramite PayPal sia tramite PEC senza esito. Alla luce di quanto sopra, il rifiuto del rimborso appare ingiustificato e contrario alla normativa vigente. Si richiede quindi la restituzione integrale della somma pagata di 480 euro e la presa in carico del caso da parte di Altroconsumo per tutelare i miei diritti di consumatore.


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