Spett. AUTO1 Group SE
In data 28/04/2026 ho acquistato una Citroen DS19 M del 1965 pagando contestualmente l’importo di € 13.900,00.
La vicenda ha inizio nell'aprile 2026, quando individuo un annuncio su Auto Scout 24 per una Citroen DS 19M del 1965 al prezzo di 13.900 euro. Il 20 aprile, vengo contattato su WhatsApp da un certo Federico Corti, che si presenta come agente del venditore "Private/Sale". Corti conferma la disponibilità del veicolo proponendo un prezzo scontato di 12.550 euro e indirizzandomi al sito AUTO1.com per visionare foto e dettagli.
Il 21 aprile ricevo una fattura proforma per un acconto del 50%. La documentazione include termini e condizioni molto rassicuranti: una checklist di quattro step che prevede la consegna del veicolo entro il 28 aprile, la stipula di una mini-assicurazione di 30 giorni con copertura KASKO e la garanzia "Soddisfatti o Rimborsati". Inoltre, vengono promessi 12 mesi di garanzia validi in una rete di 600 officine sul territorio nazionale e la consegna di tutta la documentazione al momento del ritiro.
Dopo aver effettuato il primo bonifico il 21 aprile, sorgono i primi sospetti. Il 22 aprile, il venditore chiede di revocare il bonifico adducendo un "errore di fatturazione". Nello stesso momento, scopro la medesima auto all'asta sul sito Carandclassic.com. Chiedo spiegazioni all’agente, che mi rassicura sulla regolarità della procedura, sostenendo che l'asta sarebbe stata chiusa una volta confermato l’acquisto; quindi, procedo con un nuovo bonifico istantaneo. Il 23 aprile, contrariamente agli accordi iniziali, AUTO1 Group richiede il pagamento a saldo totale prima della consegna, che eseguo lo stesso giorno.
Il 28 aprile, data prevista per la consegna, AUTO1 Group comunica improvvisamente la cancellazione della transazione. La motivazione addotta è che il legale del venditore avrebbe vietato la vendita per richiedere il prezzo originario di 13.900 euro. Per mediare la situazione, l'agenzia propone di includere gratuitamente nel nuovo prezzo (1.410 euro in più rispetto a quanto già pagato) il passaggio di proprietà, le commissioni d'asta, la consegna a domicilio e un voucher da 250 euro per il primo tagliando. Pur protestando, accetto e verso la differenza di 1.410 euro tramite bonifico istantaneo per garantire la consegna entro il 30 aprile.
Mentre l'asta su Carandclassic.com si chiude senza raggiungere il prezzo di riserva a una cifra di 28.000 euro, arriva il 30 aprile, nuova data di consegna. Dopo una richiesta di conferma della data di consegna, ricevo una nuova notifica di cancellazione: il venditore non avrebbe fornito i documenti idonei per il passaggio di proprietà e sarebbe irreperibile fino al 21 maggio. Contestualmente, scopro che l'auto è stata nuovamente messa in vendita sul portale Carandclassic.com alla cifra di 39.999 euro. A questo punto, interrompo le trattative richiedendo la restituzione integrale della somma versata (13.900 euro) e sono attualmente in attesa del rimborso.
In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.