Bacheca dei reclami
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Mancato rispetto della garanzia di recesso
Spett. whop In data 4 agosto ho pagato tramite la vostra piattaforma online il protocollo personalizzato di Chiara Nanne dolci/ Petit nuage pagando contestualmente l’importo di 19,99 con la garanzia - e cito testualmente, come allegato da screenshot- “Garanzia 30 giorni 100% Senza Rischi. Se non vedi alcun miglioramento nelle notti del tuo bambino, ti rimborso per intero. Senza giustificazione, senza domande“. Quasi subito ho visto peggioramenti nel sonno della mia bambina e deciso che non valesse la pena proseguire con il perdono quindi ho scelto di avvalermi del diritto di recesso ai sensi dell’art. 52 e segg. del D.Lsg. 206/05. Vi ho inviato una comunicazione in tal senso tramite mail indicata in fase di acquisto in data 11 agosto. Purtroppo, a differenza di quanto garantito in fase di acquisto non solo avete fatto domande e mi avete fatto aprire un ticket su una piattaforma dove era difficile scrivere quanto serviva, ma alla fine mi avete anche negato il recesso. Diversamente da quanto promesso. Mi sento presa in giro. Vi invito a corrispondermi quanto prima tale somma tramite riaccredito sul mezzo di pagamento utilizzato per l’acquisto a tutela dei miei diritti. Attendo un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, valendo la stessa quale messa in mora ai sensi e per gli effetti dell’art. 1219 c.c.
Richiesta di restituzione €280 – contestazione servizio informativo immobiliare
Buongiorno, in data 19/08/2026 ho sottoscritto presso la sede di QuiCasa un contratto della durata di 6 mesi relativo a un servizio informativo per la ricerca di immobili in locazione, versando anticipatamente €280. Al momento della sottoscrizione sono state comunicate le caratteristiche dell'immobile ricercato, tra cui un budget massimo di €1.200. Il contratto definisce il servizio come finalizzato a individuare, “in modo rapido”, immobili rispondenti alle caratteristiche desiderate e prevede la ricezione di informazioni e segnalazioni relative a offerte rispondenti alle caratteristiche, o similari, indicate dal cliente. La procedura consegnata da QuiCasa prevede inoltre aggiornamenti il martedì e il venerdì e specifica che, per le richieste effettuate entro le ore 16:00, gli appartamenti dovrebbero essere comunicati nel corso dello stesso pomeriggio. Nei primi giorni di servizio si sono verificati diversi problemi. Abbiamo ricevuto una prima proposta che non siamo riuscite a visualizzare a causa di un problema di download del messaggio. Nonostante avessimo immediatamente segnalato il problema, la proposta non ci è stata nuovamente inviata. Successivamente ci è stato proposto un appartamento a Desio al prezzo di €1.300 mensili, nonostante il nostro budget massimo fosse di €1.200. La stessa QuiCasa ha espressamente riconosciuto che tale immobile era “fuori dal vostro budget”. Successivamente, a fronte delle nostre contestazioni, QuiCasa ha affermato che il servizio propone “soluzioni filtrate in base alle esigenze di ognuno” e che, se le caratteristiche non coincidono, le proposte non vengono inviate “al fine di evitare perdite di tempo”. Riteniamo pertanto contraddittorio che venga proposta consapevolmente una soluzione che la stessa società riconosce essere fuori dal budget comunicato. Inoltre, avevamo individuato autonomamente un immobile che rispondeva alle nostre esigenze e per il quale ci siamo rivolte a QuiCasa. Non siamo mai state messe in contatto con il proprietario. Successivamente ci è stato comunicato che l'immobile corrispondeva alle nostre richieste, ma che non era possibile procedere al contatto. Già in data 21/08/2026, quindi appena due giorni dopo la sottoscrizione del contratto, ho inviato a QuiCasa una PEC con formale contestazione del servizio, richiesta di interruzione del rapporto e richiesta di restituzione integrale dei €280. Nella PEC ho inoltre chiesto che, qualora QuiCasa ritenesse di non dover procedere al rimborso, venissero indicate per iscritto e dettagliatamente le ragioni per cui la società riteneva di aver integralmente adempiuto agli obblighi contrattuali. A tale PEC non è mai stato fornito alcun riscontro. Abbiamo successivamente rinnovato la richiesta di rimborso tramite WhatsApp. QuiCasa ha rifiutato la restituzione richiamando il punto 4 del contratto, secondo il quale, in caso di recesso anticipato, la somma versata viene trattenuta “a titolo di rimborso spese e compenso per l'attività svolta”. Preciso che la nostra richiesta di rimborso non deriva semplicemente dal fatto di non aver trovato casa dopo pochi giorni, bensì dalla contestazione delle modalità concrete di erogazione del servizio, della mancata corrispondenza delle proposte rispetto alle caratteristiche comunicate e dalla richiesta di verificare la conformità del servizio a quanto previsto contrattualmente. Chiedo pertanto la restituzione integrale dei €280 versati e chiedo ad Altroconsumo di valutare la legittimità della clausola che consente a QuiCasa di trattenere integralmente tale importo, nonché la conformità del servizio effettivamente prestato rispetto a quanto previsto dal contratto e dalla procedura consegnata. Allego contratto, procedura del servizio, PEC del 21/08/2026, documentazione relativa alla PEC e conversazioni WhatsApp intercorse con QuiCasa.
Pacco mai consegnato
Se volete ricevere il vostro pacco, non affidatevi a questa compagnia. Tentativo 1 di consegna: il corriere mai passato, ma il sito indica il tentativo di consegna fallito anche se ero in casa e nessuno ha mai citofonato. Contatto l'azienda e mi viene risposto che consegneranno entro 3 giorni. Questo, ovviamente, non succede. Scrivo allora una recensione su Trustpilot, successivamente l'azienda mi contatta e mi dice che 1.l'indirizzo è errato 2.loro non coprono il mio vero CAP. Dunque procedono a bloccare la consegna. Insospettita, chiamo subito dopo, ma risponde un altro operatore, che mi dice che conoscono benissimo il mio indirizzo e che il corriere è in zona. La telefonata si chiude dicendo che la consegna avverrà nei prossimi 3 giorni lavorativi, esattamente come stanno dicendo via mail da giorni (ma se poi ho ricevuto la chiamata in cui sostenevano di avere l'indirizzo sbagliato, a cosa bisogna credere?). Come chiudo la chiamata, mi arriva una mail dicendo che hanno bloccato la consegna (indicato come tentativo 2 di consegna). Dunque aggiorno la recensione, e vengo contattata nuovamente dalla stessa operatrice di prima. Mi viene apparentemente proposta una soluzione per la consegna, cambiando indirizzo di spedizione, e mi viene di nuovo ripetuto che consegneranno entro un paio di giorni. Vengo contattata ancora dalla stessa operatrice, che mi dice di tenermi pronta perchè il pacco arriverà nel pomeriggio, o al più tardi il giorno seguente. Non succede di nuovo, e in più come motivazione per la terza consegna fallita viene indicato che il destinatario non c'era, impossibile anche questa volta, siccome il nuovo indirizzo era di un negozio, aperto all'ora della presunta consegna fallita. Dunque, effettuati tre falsi tentativi di consegna, deduco che il pacco non verrà mai consegnato. Non fatevi prendere in giro, evitate Gofo, anche quando fanno finta di interessarsi: continueranno a chiamarvi senza risolvere in realtà nulla. In tutto questo, dunque, sono costretta a contattare il venditore del mio ordine, che a sua volta contatterà la logistica della piattaforma tramite cui ho fatto l'acquisto, per assicurarsi che successivi ordini non vengano più affidati a Gofo.
Oggetto: Contestazione formale a SK Idraulica Milano fattura n. 59 e 60 del 24/08/2026
Spett. SK Idraulica Io sottoscritto Marco Parolini, in data 24/08/2026 ho chiamato la Vostra Ditta SK Idraulica Milano (https://www.sk-idraulicomilano.com/) al numero di telefono presente sul sito, per un problema di intasamento dello scarico della doccia e per il fissaggio della vite della griglia al sifone di quest'ultima presso il mio appartamento a Milano. A questo proposito si contesta formalmente l'utilizzo di pratiche commerciali ingannevoli, aggressive e l'importo totalmente gonfiato, scorretto e sproporzionato presente nella fattura n.60 di 2269,20 euro richiesto e fatto pagare in via anticipata prima di eseguire i lavori di pronto intervento idraulico ( che sono stati di fissaggio della vite al sifone della doccia e di spurgo e pulizia del mio scarico per liberare l'intasamento.) eseguiti presso l'immobile. Si evidenziano gravi irregolarità, falsità e una palese condotta abusiva e scorretta da parte della vostra ditta per i seguenti motivi: 1. PAGAMENTO ANTICIPATO E SPROPORZIONE DELLE TARIFFE PER L'INTERVENTO ESEGUITO: Dai tabulati telefonici e dalle ricevute in mio possesso risulta che la chiamata di contatto per l'arrivo della vostra ditta è avvenuta alle ore 17:50, mentre il pagamento elettronico da me fatto(tramite carta di credito) di 2269,20 euro è stato preteso ed eseguito alle ore 18:37. Ciò dimostra che l'operatore ha imposto il saldo della cifra prima di terminare (o persino di avviare) la prestazione, sfruttando lo stato di necessità e di ansia del cliente. E anche se non fosse così ciò dimostrerebbe addirittura che l'intera prestazione (comprensiva di tempi di viaggio, sopralluogo, pretesa del pagamento anticipato ed esecuzione dei lavori) è durata complessivamente meno di 47 minuti richiedendo una cifra totalmente ingiustificata sotto qualsiasi punto di vista etico. Anche considerando la durata complessiva dell'intervento reale, che è stato di circa un'ora e mezza, una tariffa del genere per un giorno feriale (lunedì) è del tutto speculativa e priva di giustificazione tecnica. l'Intervento che è stato compiuto dal Vostro operatore è stato davvero solo di fissaggio della vite al sifone della doccia e di spurgo e pulizia del mio scarico per liberare l'intasamento. 2. ADDEBITO PER PRESTAZIONI NON CHIARE, NON ESEGUITE E CON MANCANZA DI UN PREVENTIVO CHIARO E COMPLETO CHE GIUSTIFICA IL LAVORO SVOLTO: La vostra fattura semplificata, come si può vedere dall'allegato, è stata scritta in maniera confusionaria e a tratti quasi illeggibile, però da quello che si può decifrare sono stati aggiunti vari interventi MAI eseguiti che però in ogni caso non farebbero mai lievitare ad una cifra così sproporzionata e totalmente scorretta. In un primo momento il vostro operatore mi aveva parlato della possibilità di dover rompere il sotto della piano doccia per poter riagganciare la vite al sifone, e in quel caso si sarebbe parlato di un lavoro da 2500 euro, però questo non è mai avvenuto, l'incollatura della vite al sifone è avvenuta senza dover spaccare nulla quindi non si può davvero spiegare l'importo che mi è stato fatto pagare. Infine non è mai stato presentato un preventivo chiaro e leggibile con tutte le voci relative alla prestazione eseguita e ai materiali utilizzati per giustificare un simile prezzo. 3. FALSA APPLICAZIONE DELLA TARIFFA FESTIVA: Viene anche contestata la dicitura "uscita festivo" relativa alla fattura n.59 allegata, . Il giorno 24 agosto 2026 era un lunedì (giorno feriale ordinario) e l'orario dell'intervento (circa le 18:00) rientrava pienamente nelle fasce feriali diurne/tardo-pomeridiane, e anche in questo caso di evince la totale scorrettezza facendomi pagare 158,60 euro indicando l'uscita come "Festivo". Inoltre come si può vedere dalle fatture che ho allegato i anche dati relativi alla Vostra AZIE NDA sono parzialmente illegibili perchè il timbro non è per niente nitido(quasi totalmente sbiadito) e in più è stata messa sopra la firma dell'operatore. Una cifra di 2269,20 € per una prestazione feriale di circa 90 minuti è totalmente fuori da ogni logica di mercato e viola i principi di buona fede (Art. 1375 c.c.) e le tutele del Codice del Consumo contro le pratiche commerciali ingannevoli e aggressive. Tutto ciò premesso, dopo aver avuto una prima consulenza legale, vi INVITO E DIFFIDO a restituire, entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della presente, la somma corrisposta in eccedenza pari a 1.700,00 euro attraverso la modalità di pagamento da me effettuata(CARTA DI CREDITO), oppure tramite Bonifico Bancario sul mio conto corrente contattandomi per l'IBAN, trattenendo quindi la cifra di circa 500,00 euro, ampiamente sufficiente e remunerativa per un intervento di spurgo dello scarico e di fissaggio di una vite al sifone della doccia. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò, ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti. E procederò senza ulteriore preavviso a sporgere formale denuncia alla Guardia di Finanza allegando le prove orarie del vostro intervento totalmente scorretto e ingannevole, e a segnalare la ditta all' AGCM per pratica commerciale aggressiva e scorretta. Ho allegato a questa comunicazione parte della documentazione.
Reclamo per mancata sostituzione del contatore dell'acqua e richiesta di indennizzo
Sono Alessia Serli, codice cliente 1006359308, residente in Via Giacomo Matteotti 4, 34138 Trieste (TS). Desidero segnalare un grave disservizio relativo alla programmata sostituzione del contatore dell'acqua presso la mia abitazione. A seguito di un avviso lasciato presso il mio domicilio, mi è stato comunicato che in data 24/08/2026 sarebbe stato effettuato l'intervento di sostituzione del contatore. Per consentire l'accesso ai tecnici incaricati, ho richiesto una giornata di ferie dal lavoro e sono rimasta presso l'abitazione per l'intera giornata. Nonostante ciò, nessun operatore si è presentato e non ho ricevuto alcuna comunicazione preventiva circa il mancato intervento. A fronte di tale disservizio ho contattato il servizio clienti AcegasApsAmga, che ha riconosciuto la mancata esecuzione dell'attività e ha provveduto a fissare un nuovo appuntamento per la mattina del 27/08/2026. Anche in questa seconda occasione ho dovuto richiedere ulteriori ore di ferie per garantire la mia presenza nell'immobile. Tuttavia, nemmeno al secondo appuntamento si è presentato alcun tecnico incaricato della sostituzione del contatore dell'acqua e non mi è stata fornita alcuna informazione preventiva sul mancato intervento. Il comportamento dell'azienda mi ha causato un evidente disagio personale e un danno economico concreto. Complessivamente ho dovuto utilizzare 10 ore di ferie lavorative, quantificabili in circa 200 euro, esclusivamente a causa dei due appuntamenti non rispettati. Ritengo inaccettabile che il cliente sia costretto a organizzare la propria attività lavorativa, richiedere ferie e restare a disposizione presso il domicilio senza che l'intervento venga effettuato e senza alcuna comunicazione tempestiva da parte del gestore. Chiedo pertanto: -il riconoscimento di un indennizzo pari a 200 euro, da accreditare e compensare sulle prossime bollette; -la fissazione di un nuovo appuntamento certo e rispettato per la sostituzione del contatore dell'acqua.
Truffe e reso
Sono stato ingannato ho pagato 397€ per un servizio di prenotazione delle lezioni, esami di guida teorici e pratici, hanno fatto scadere la visita medica chi costano 120€e non mi hanno mai prenotato gli esami, che ora sono scaduti e non ho mai sostenuto nessuno di essi ho chiamato mille di volte ho scritto solo bugie. Voglio il soldi chi ho pagado in mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.
Reclamo formale per inadempimento contrattuale, variazione unilaterale del prezzo e mancata restituz
Spett.le Legatoria San Francesco, In data 12 luglio 2026 è stato stipulato verbalmente un contratto d'opera per la riparazione di una scatola in pelle rossa (anni '70 a marchio Cartier), nello specifico per la sistemazione della cerniera e della chiusura a libro. Il prezzo complessivo concordato ed espressamente accettato tra le parti è stato fissato in € 35,00, di cui € 30,00 per la manodopera ed € 5,00 per la spedizione a domicilio. Nelle settimane successive, a fronte di ripetuti solleciti da parte del committente per conoscere lo stato di avanzamento dei lavori, la legatoria ha continuato a posticipare i tempi di consegna senza mai comunicare la necessità di interventi supplementari né richiedere l'approvazione preventiva per un eventuale aumento dei costi. In data 19 agosto 2026, a lavorazione ormai ultimata, la legatoria ha trasmesso le fotografie del manufatto richiedendo unilateralmente il pagamento di € 60,00 (pari quasi al raddoppio del costo pattuito), adducendo a posteriori una presunta impossibilità di quantificare preventivamente la complessità tecnica dell'intervento. Nonostante sia stata confermata la piena disponibilità da parte del committente a saldare la cifra originariamente concordata (€ 35,00), la controparte ha opposto un netto rifiuto alla spedizione pattuita, pretendendo il ritiro a mano in loco o l'accettazione della maggiorazione indebita, trattenendo di fatto il bene. Anche a fronte di un tentativo bonario di conciliazione a € 40,00 proposto per mero spirito collaborativo, la legatoria ha risposto con toni irridenti, ribadendo l'obbligo di ritiro a mano per "risparmiare". Con la presente si contestano formalmente le seguenti violazioni: - Artt. 1372 e 2222 c.c. (Efficacia del contratto e contratto d'opera): Il preventivo accettato costituisce un vincolo contrattuale a tutti gli effetti. Nessun prestatore d'opera può modificare unilateralmente il corrispettivo economico a lavoro concluso; - Artt. 2225, 1175 e 1375 c.c. (Correttezza e buona fede nell'esecuzione): L'artigiano aveva il preciso dovere di informare tempestivamente il committente in corso d'opera dell'eventuale necessità di lavorazioni extra, subordinando la prosecuzione all'autorizzazione del nuovo importo; - D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo): L'omissione di informazioni essenziali e la successiva imposizione di un prezzo raddoppiato configurano una pratica commerciale scorretta e ingannevole; - Art. 646 c.p. (Illegittimo trattenimento del bene): La mancata restituzione del manufatto a fronte della formale disponibilità all'adempimento della cifra pattuita (€ 35,00) è priva di presupposti giuridici e configura un trattenimento indebito. Si richiede pertanto di: - Rispettare le condizioni economiche originariamente pattuite, accettando il saldo complessivo di € 35,00; - Fornire tempestivamente le coordinate bancarie per il pagamento e provvedere alla spedizione tracciata del bene al domicilio indicato dal committente; - Desistere da qualunque pretesa economica non concordata preventivamente. In mancanza di un riscontro positivo entro e non oltre 7 giorni dal ricevimento della presente, si procederà senza ulteriore indugio per le vie legali competenti
Problema di riparazione asciugatrice Whirpool
Buongiorno, ho sottoscritto due contratti EasyCare con Servizi Domestic & General Italia S.r.l., relativi a una lavatrice e a un’asciugatrice Whirlpool. La controversia nasce dall’intervento effettuato sull’asciugatrice, coperta dal contratto EasyCare n. WI30022515. L’elettrodomestico presentava inizialmente un’anomalia specifica: la segnalazione della vaschetta dell’acqua risultava attiva anche quando la vaschetta era vuota e quindi, a seguito della richiesta di assistenza, il centro autorizzato incaricato da Domestic & General ha preso in carico il prodotto. L’intervento non ha risolto il problema. Al contrario, dopo la riconsegna l’asciugatrice presentava ulteriori anomalie: • perdita d’acqua dalla parte inferiore; • persistenza del problema originario; • oblò disallineato e divenuto difficoltoso da chiudere; • danni estetici prima inesistenti; • anomalie nella durata dei programmi. La perdita d’acqua era particolarmente grave perché l’asciugatrice era installata in colonna sopra la lavatrice. Non solo: per rendere possibile il primo ritiro avevo inoltre dovuto sostenere personalmente €50 per lo smontaggio dell’apparecchio, dopo che l’operatore incaricato aveva rifiutato di eseguire la movimentazione. Domestic & General ha successivamente sostenuto che il prodotto sarebbe stato “utilizzato senza filtro”, richiamando la documentazione del centro tecnico. Tale ricostruzione è già stata contestata dato che, l’asciugatrice non era mai stata utilizzata senza filtro e, - molto semplicemente, visto che era stato appena sostituito -, era stato rimosso prima della consegna al tecnico. La circostanza che il tecnico abbia eventualmente “trovato” l’apparecchio privo del filtro non dimostra affatto che esso fosse stato precedentemente utilizzato in tali condizioni e inoltre, la documentazione tecnica risulta quantomeno poco chiara. Domestic & General ha prodotto un rapporto n. 0372, datato 17/06/2026, che non mi era mai stato precedentemente consegnato; quello materialmente consegnatomi dal centro assistenza era il n. 0358, datato 18/06/2026. I due rapporti presentano numerazione, date e annotazioni tecniche differenti, con riferimenti non coincidenti alla pompa di scarico/pompa drenaggio: non formulo alcuna ipotesi sulla ragione di tali differenze, ma ho chiesto chiarimenti documentali che non mi sono stati forniti in modo soddisfacente. Persistendo il malfunzionamento, in data 02/07/2026 sono stato costretto a rivolgermi a un tecnico indipendente e, la ricevuta rilasciata indica espressamente come difetto: “segnala vaschetta piena quando è vuota, ma perde acqua” e documenta un “intervento di pulizia totale” per €140. Dopo tale intervento l’asciugatrice ha cessato di perdere acqua ed è tornata a funzionare regolarmente. Il contratto EasyCare prevede inoltre che le riparazioni siano completate entro dieci giorni lavorativi e che la riparazione si consideri completata quando il prodotto “torna a funzionare regolarmente” ma ciò, nel caso in esame, non è avvenuto tramite il centro incaricato da Domestic & General. le condizioni contrattuali prevedono, in caso di mancato completamento della riparazione entro tale termine, una penale di €100. Ho quindi richiesto: • il pagamento della penale contrattuale di €100; • il rimborso dei €140 sostenuti per l’intervento indipendente; • il rimborso dei €50 sostenuti per lo smontaggio; • il risarcimento degli ulteriori danni provocati dall’intervento; • la cessazione dei contratti EasyCare. Dopo ripetute PEC, diffide e una comunicazione del mio legale, Domestic & General ha infine confermato la cancellazione dei contratti e disposto il rimborso di alcuni addebiti successivi al recesso ma senza prendere in nessuna considerazione le ulteriori e documentate pretese, continuando a fondare la propria posizione sull’asserito utilizzo dell’asciugatrice senza filtro, circostanza che contesto integralmente e che, a mio avviso, non risulta dimostrata dalla documentazione prodotta. Chiedo pertanto ad Altroconsumo di intervenire nei confronti di Servizi Domestic & General Italia S.r.l. affinché vengano riconosciuti almeno: • €100 a titolo di penale contrattuale; • €140 quale costo dell’intervento indipendente resosi necessario per ripristinare il corretto funzionamento dell’asciugatrice; • €50 già sostenuti per lo smontaggio resosi necessario per consentire il ritiro; oltre alla valutazione degli ulteriori danni già contestati e documentati. Dispongo di: • contratto EasyCare; • condizioni contrattuali; • rapporti tecnici n. 0358 e n. 0372; • documentazione fotografica dei danni e della perdita d’acqua; • ricevuta del tecnico indipendente da €140; • PEC di reclamo, diffide e recesso; • comunicazione del legale; • risposta scritta di Domestic & General.
Contestazione trattamento laser, richiesta rimborso e riscontro criticità
Buonasera, scrivo per formalizzare una contestazione e richiedere un rimborso in merito ai trattamenti di epilazione laser viso effettuati presso il vostro centro a Ferrara. In data 7 luglio ho concluso il ciclo di 18 mesi previsto dal contratto firmato l'8 gennaio 2025 . Desidero evidenziare diverse criticità riscontrate nel corso del percorso: Aggressività e gestione scorretta delle ultime sedute: Le ultime tre sedute sono state particolarmente dolorose e aggressive per la mia pelle. L'operatrice Marta Coletta ha adottato modalità troppo invasive, focalizzandosi unicamente sulla chiusura del ciclo contrattuale anziché sulla reale efficacia del trattamento e sulla cura della cliente. La seduta del 7 luglio: Sono arrivato con una cute ipersensibile a causa dello stress accumulato nelle sedute precedenti. Anziché valutare di posticipare il trattamento, l'operatrice mi ha sottoposto a un'ora e mezza di vero e proprio calvario, costellato di pause obbligate perché la mia pelle era ormai al limite della sopportazione. Nonostante avessi chiesto la possibilità di valutare sedute aggiuntive che sicuramente avrei pagato— consapevole che, data la mia situazione ormonale e finché non inizierò la terapia con antiandrogeni, ci sarebbero state inevitabili ricrescite — mi è stato categoricamente escluso. Scarsa professionalità al controllo del 31 luglio: In occasione del controllo, il personale è apparso scocciato per un ritardo di appena 5 minuti. La situazione è stata liquidata in modo sbrigativo, limitandosi a constatare una caduta parziale dei peli, nonostante fossero ancora ben evidenti e localizzati su baffi, pizzetto e sotto il mento. Inefficacia del macchinario: Ad oggi, a un solo mese e mezzo di distanza, la situazione è nettamente peggiorata, come dimostrato dalla documentazione fotografica in mio possesso. Questo dimostra che i macchinari utilizzati (diodo) sono depotenziati e del tutto insufficienti ed inefficaci sulle zone ormonali. A causa di un trattamento incompleto, poco professionale e inadeguato alle mie caratteristiche fisiche, sarò costretto a rivolgermi a un medico estetico per completare il percorso, sostenendo ulteriori spese. A ciò si aggiungono i notevoli disagi psicologici derivanti da un problema estetico rimasto irrisolto. Per tutti questi motivi, chiedo formalmente il rimborso di una quota di quanto speso. Resto in attesa di un vostro riscontro in tempi brevi. Cordiali saluti
mancata corrispondenza e difetto di conformità struttura - hotel Azur Beach Congress
Spettabile direzione , servizio clienti Con la presente intendo contestare formale difetto di conformità relativo al soggiorno presso l'Hotel Sol Azur Beach Congres (Hammamet, Tunisia) dal 15/08/2026 al 22/08/2026, ,effettuato dal sottoscritto Raffaele Marco Di Dona e da Emanuela Pompa, oggetto della prenotazione n. 1781558 / Voucher n. 8940744812. All'arrivo presso la struttura e per l'intera durata del soggiorno, abbiamo riscontrato una gravissima difformità tra i servizi/condizioni promessi dal materiale promozionale e la reale situazione della struttura. Nello specifico, le condizioni generali dell'hotel, delle camere e delle aree comuni non corrispondevano a quanto rappresentato, causando un notevole disagio e vanificando l'esperienza di vacanza concordata. Considerato l'inadempimento contrattuale e la scarsa trasparenza delle informazioni fornite, chiediamo un parziale rimborso della somma corrisposta per il soggiorno a titolo di indennizzo per i disservizi subiti e per il minor valore del servizio effettivamente fruito. Restiamo in attesa di un vostro tempestivo riscontro per definire bonariamente la vicenda, riservandomi di adire le vie legali e le competenti associazioni di tutela in difetto di riscontro.
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