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Clienti Intesa ceduti a Cariparma Credit Agricole

26 maggio 2011

26 maggio 2011

Alcune filiali del gruppo Banca Intesa, in diverse parti d’Italia, sono state cedute al gruppo Cariparma Credit Agricole. Cosa cambia? Intanto sono molti i disagi segnalati dai correntisti, che devono essere liberi di scegliere e di non subire decisioni altrui.

Alcune filiali del gruppo Banca Intesa, in diverse parti d’Italia, sono state cedute al gruppo Cariparma Credit Agricole. Cosa cambia? Intanto sono molti i disagi segnalati dai correntisti, che devono essere liberi di scegliere e di non subire decisioni altrui.

Cosa cambia per i correntisti?
Chi aveva un conto con Intesa San Paolo continuerà a mantenerlo, così come il mutuo, il prestito… I rapporti ceduti sono stati trasferiti con le stesse condizioni economiche e giuridiche fissate da Intesa San Paolo. Eventuali variazioni delle condizioni dovranno essere comunicate con 60 giorni di anticipo, entro i quali (come previsto dall’articolo 118 del testo unico bancario) i correntisti potranno recedere senza spese.
Cambieranno però le coordinate bancarie per i conti correnti, i codici di accesso ai servizi internet, mobile e phone banking. Così come andranno sostituiti il bancomat e la carta di credito. Sono proprio questi i principali disagi manifestati dai correntisti, che si sono trovati costretti a rivedere le domicilazioni sul conto, a comunicare il nuovo numero al datore di lavoro, a utilizzare una nuova carta di credito, che magari veniva utilizzata per pagamenti automatici…

Poca informazione
Ad accentuare il disagio dei risparmiatori, il fatto di aver ricevuto comunicazione del cambiamento all’ultimo momento. Questo per effetto di quanto stabiliscono le norme vigenti, in base alle quali la cessione di filiali bancarie deve essere pubblicata con un certo anticipo ma in Gazzetta Ufficiale, mentre la comunicazione ad personam da parte della banca avviene alla prima occasione utile (primo estratto conto, rata del mutuo…).

Meno sportelli bancomat
Tra i danni subiti dai clienti c’è sicuramente la minore presenza territoriale di Cariparma rispetto a Intesa San Paolo e dunque il rischio di pagare con maggiore frequenza le commissioni per i prelievi di denaro al bancomat, che scatta (nella misura di 2,10 euro) quando ci si rivolge a sportelli di altri istituti.

Catene allo sportello?
Quando ci sono trasformazioni o fusioni fra banche, i correntisti si trovano nella condizione di doversi adeguare. E il cambio può risultare meno conveniente per loro, sicuramente in termini di disagio, in alcuni casi anche di peggioramento delle condizioni.
Il correntista ha il diritto di scegliere la banca che preferisce (a questo proposito, può essere utile consultare il nostro calcolatore ) e di lasciarla senza smenarci se questa compie scelte senza averlo interpellato. Le richieste che abbiamo avanzato e continuiamo a presentare alla Banca d’Italia e alle altre autorità competenti è che il cliente debba essere preventivamente informato. Almeno 90 giorni prima che la cessione agli sportelli diventi operativa, la banca ceduta deve inviare al cliente una comunicazione in cui lo avvisa della cessione, indicando in maniera chiara e completa i costi dei vari servizi della nuova banca. Il cliente deve poter cambiare senza costi prima che la cessione sia operativa.


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