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Crisi finanziaria, che fare?

07 settembre 2011
Crisi finanziaria, che fare?

07 settembre 2011

Azioni, titoli di Stato, differenziale sono le parole che caratterizzano questa fase di turbolenza dei mercati finanziari. Che fare? Ecco i consigli per i risparmiatori.

Le turbolenze finanziarie di queste ultime settimane hanno portato l’indice della Borsa Italiana a valori minimi, ha ridotto pesantemente il valore azionario di molte società italiane quotate in Borsa (in primis le banche) e ha aumentato il differenziale tra il rendimento dei titoli italiani e quelli tedeschi arrivato a quota 400. Vediamo come comportarsi.

Cos’è il differenziale o spread?
Il debito pubblico di ogni Stato (rappresentato dai titoli di Stato che vengono venduti sul mercato per finanziare il debito dello Stato) ha un parametro molto importante che ne misura la solidità in un certo momento ed è rappresentato dal differenziale di rendimento dei propri titoli rispetto a quelli di un altro Stato considerato più sicuro e solido. Maggiore è la fiducia degli investitori sul fatto che i titoli a scadenza saranno rimborsati, minore è il tasso di rendimento che lo Stato deve pagare per avere persone disposte ad acquistare il suo debito. Per lo spread o differenziale italiano, ci si riferisce alla differenza di rendimento tra i BTp italiani scadenza 10 anni e i Bund tedeschi con analoga scadenza. I rendimenti si riferiscono a titoli tenuti fino alla loro naturale scadenza. La Germania è oggi considerata il Paese più sicuro dal punto di vista della solidità creditizia. Se i titoli italiani hanno dei rendimenti molto più alti di quelli tedeschi significa che oggi sui mkt internazionali l’Italia è considerata un Paese rischioso.

Quali rischi si corrono?

  • BTp e Titoli di stato. E’ bene ricordare che l’aumento del differenziale rispetto ai Bund non si traduce immediatamente in perdite per il piccolo investitore. Lo spread aumenta perché tutti corrono a rifugiarsi nei Bund spingendo il rendimento del titolo tedesco ai minimi storici (1,85% per la scadenza decennale) e perché, viceversa, gli operatori vendono i BTp (i cui rendimenti sono saliti fino al 5,59%). Ogni aumento di un punto percentuale del tasso si traduce automaticamente in un calo del prezzo del titolo in mano al risparmiatore, tanto più marcato quanto più lontana è la scadenza (è per questo che si parla tanto di BTp e meno di CcT e BoT che con le loro scadenze brevi sono meno soggetti alle turbolenze).
    Stiamo comunque parlando di perdite potenziali: se l'investitore si comporta da «cassettista» e conserva l'obbligazione fino alla naturale scadenza otterrà indietro l'intero capitale investito. Se invece decide oggi di vendere avrà una perdita legata alla riduzione di prezzo del titolo sul mercato rispetto al momento dell’acquisto. Riteniamo ancora sicuri i titoli italiani; il rischio di bancarotta, vale a dire il Tesoro non più in grado di onorare i propri impegni, ci sembra davvero molto lontano. Peraltro una bancarotta dell’Italia porterebbe ad una crisi dell’intera Unione monetaria europea.
    Dunque, se potete, tenete i BTp fino alla loro naturale scadenza. Questi strumenti invece non sono adatti a chi non può vincolare il proprio denaro per un po’: una vendita prima della scadenza potrebbe portare perdite davvero rilevanti.
  • Azioni. L’investimento in azioni da sempre è consigliato solo a chi ha un orizzonte temporale di lungo periodo. Dunque investite in titoli azionari solo se potete permettervi di tenere il capitale immobilizzato per un periodo di almeno 10 anni; la fretta è cattiva consigliera e se non avete l’acqua alla gola è meglio aspettare per liquidare le posizioni. Se avete azioni in portafoglio certo vendere adesso significa realizzare le perdite; il consiglio è di aspettare per vendere in tempi migliori. Tenete sotto controllo gli andamenti di mercato sul nostro sito soldi.it 
  • Mutui.  Buone notizie per chi ha accesso un mutuo a tasso variabile; la crisi finanziaria ha ridotto i tassi di mercato, l’Euribor, il parametro di riferimento dei mutui indicizzati, da agosto è in continua discesa, dunque le vostre rate trarranno qualche vantaggio dalla crisi.

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