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Manovra destate facciamo i conti

16 agosto 2011

16 agosto 2011

Dai prelievi straordinari all’anticipo dell’adeguamento dell’età pensionabile tra uomini e donne, passando per l’abolizione delle festività nazionali. Sotto l’ombrellone, gli italiani fanno i conti con le novità introdotte dal Decreto Legge d’agosto.

Dai prelievi straordinari all’anticipo dell’adeguamento dell’età pensionabile tra uomini e donne, passando per l’abolizione delle festività nazionali. Sotto l’ombrellone, gli italiani devono fare i conti con le novità introdotte dal Decreto Legge d’agosto.

La scure sulle agevolazioni fiscali
Il taglio indiscriminato sulle detrazioni e deduzioni introdotto con la precedente manovra di luglio viene anticipata di un anno. In pratica,  se non verrà prima fatta una riforma strutturale che comporti un’analisi voce per voce di deduzioni e detrazioni (quelle che inseriamo nel 730 o troviamo in busta paga, per intenderci), il taglio del 5% tutte le agevolazioni fiscali scatterà dal 2012, e dal 2013 si ridurranno ancora del 20%.

Addizionali Regionale e Comunale
Viene anticipato di un anno il concorso degli enti locali alla riduzione della spesa pubblica. Dal 2012 e Regioni potranno aumentare le addizionali da 0,5 punti percentuali in più per i prossimi due anni a 1,1 punti percentuali per il 2014 e 2,1 punti per il 2015. Per rendere operative le variazioni dobbiamo aspettare che venga stilato il nuovo patto di stabilità interno tra Regioni e Stato. Purtroppo, questa sospensione temporanea delle modifiche alle addizionali regionali non vale per le addizionali comunali, che sono libere da vincoli. 

Pensionamento a 65 anni
Già nella manovra di luglio era stato introdotto il graduale adeguamento dell’età pensionabile tra uomini e donne a 65 anni. La nuova misura ha anticipato di 4 anni l’iter, di conseguenza arriveremo a regime al 2028.

Le festività nazionali
Entro in 30 novembre di ogni anno il consiglio dei ministri deve deliberare le date in cui ricorrono le festività nazionali. In pratica a novembre di quest’anno il Governo dovrà stabilire se 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno e i santi patroni saranno posticipati alla prima domenica successiva a quando cadono, perdendo di conseguenza il diritto alla festività lavorativa, o se inserire la festività  il venerdì o il lunedì, così da evitare i ponti che creano problemi alla produttività aziendale e adeguarci agli standard europei. Non vengono toccate le festività religiose, che essendo inserite in un accordo tra Stato e Chiesa non possono essere oggetto di revisione in tempi brevi.
Da quanto scritto nel testo di legge non si capisce se la festività non goduta venga comunque retribuita o se quanto meno faccia maturare un giorno di ferie alternativo al lavoratore.

Antiriciclaggio
Il limite all’utilizzo del denaro contante nelle transazioni viene ridotto a 2.500 euro. Oltre questa cifra si devono usare assegni, bonifici… Il limite precedente era di 5.000 euro.

Redditi da capitale
Dopo anni di promesse mai mantenute di riforma del prelievo sui redditi da capitale, siamo arrivati con questa manovra a uniformare la tassazione delle rendite finanziarie.
In pratica, a decorrerre dal 1 gennaio 2012 tutte i proventi realizzati dai contribuenti persone fisiche per interessi su titoli, depositi, conti correnti, dividenti da azioni e partecipazioni non qualificate, da capital gain, titoli e strumenti finanziari a gestione sia individuale che collettiva saranno tassati al 20%. Le aliquote fin’ora previste erano due, una del 12,5% per tutte le rendite finanziarie che non fossero interessi su depositi e conti correnti dove vigeva l’aliquota del 27%. Le uniche rendite che non vengono toccate e rimangono con l’aliquota originale del 12,5% sono gli interessi e i capital gain sui titoli di  Stato italiani e di Paesi esteri non a fiscalità agevolata, e le previdenze complementari.

Contributo di solidarietà
Questo è il nome del tanto dibattuto prelievo straordinario sui redditi alti. Il contributo è del 5% del reddito lordo, calcolato sulla differenza tra il reddito stesso e 90.000 euro e diventa del 10% per i redditi superiori ai 150.000 euro, sui quali il prelievo avviene sempre sottraendo dal reddito quest’ultimo importo. Ma facciamo i conti.

Reddito lordo annuo90.000100.000130.000150.000200.000300.000
netto 13 mensilità4.4724.9106.2257.1029.29513.679
contributo05002.0003.0008.00023.000
prelievo per  13 mensilità022881323511.008
riduzione percentuale 0,40%1,40%1,90%3,80%7,40%
i valori possono variare in caso di presenza di figli e/o oneri deducibili, non si considerano le addizionali locali

Sicuramente per chi guadagna più di 13 mila euro al mese la riduzione di 1.000 euro non è poca cosa, ma è altrettanto vero che il potere di acquisto di una famiglia con questo reddito non viene toccato dalla manovra. Pesa molto di più, in questo senso, il taglio di detrazioni e deduzioni, che va a pesare sui redditi più bassi.
Certo è che calcolare in questo modo il contributo rischia nuovamente di colpire le famiglie, infatti se il reddito di 150.000 euro è dato da 75.000 euro guadagnati a testa da una coppia, il contributo non scatta.

E i parlamentari?
Contributo di solidarietà doppio per i parlamentati, per dare il buon esempio. Il Governo si è premurato di inserire nella norma che l’effetto del contributo non ha valore ai fini previdenziali. In pratica, il contributo non va a intaccare le pensioni e i vitalizi che prenderanno per il lustro prestato all’attività parlamentare.

Redditi parlamentari90000100000130000150000200000300000
netto 13 mensilità4472491062257102929513679
contributo01000400060001600046000
prelievo per  13 mensilità0441752637022017
riduzione percentuale 0,90%2,80%3,70%7,50%14,70%


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