Estinzione anticipata prestiti: calcola il rimborso delle spese che ti spetta
L’estinzione anticipata di un prestito permette al consumatore di rimborsare il finanziamento prima della scadenza naturale, in tutto o in parte. È una possibilità riconosciuta dalla legge, ma i suoi effetti economici non sono automatici né uguali per tutti: dipendono dal tipo di contratto, dalla durata residua e dal modo in cui sono stati strutturati interessi e costi. Per questo, prima di valutare se e quanto la chiusura anticipata possa incidere sull’importo complessivo da versare, è utile comprendere come funziona il meccanismo e quali voci entrano in gioco nel ricalcolo effettuato dall’intermediario.
Cosa si intende per estinzione anticipata del prestito
Con estinzione anticipata si intende il rimborso, totale o parziale, dell’importo dovuto prima del termine stabilito dal contratto. È un diritto del consumatore, esercitabile in qualsiasi momento, senza dover fornire motivazioni. Dal punto di vista tecnico, però, non equivale a interrompere semplicemente il pagamento delle rate: comporta un ricalcolo del debito residuo e del costo complessivo del credito, secondo regole precise stabilite dalla legge e dal contratto.
Come funziona l’estinzione anticipata del prestito
Il passaggio centrale è la richiesta del conteggio estintivo. Si tratta del documento con cui il finanziatore indica l’importo necessario per estinguere il prestito in una determinata data. In questo calcolo rientrano:
- il capitale residuo;
- gli interessi maturati fino al momento del rimborso;
- le altre voci di costo previste dal contratto, comprese eventuali penali nei limiti di legge.
Solo attraverso il conteggio estintivo è possibile conoscere con precisione la somma richiesta e valutare l’impatto economico della chiusura anticipata.
Chiusura totale e chiusura parziale: quali differenze esistono
L’estinzione può avvenire in forma totale, quando il finanziamento viene chiuso definitivamente, oppure in forma parziale, quando si rimborsa solo una parte del capitale residuo. In caso di estinzione parziale, il contratto prosegue con un piano di ammortamento aggiornato, che può prevedere una riduzione della rata o della durata, a seconda di quanto stabilito dalle condizioni contrattuali. La distinzione è rilevante perché gli effetti economici e il ricalcolo dei costi non coincidono nei due casi.
Come avviene l’estinzione di un finanziamento e quali effetti economici comporta
Quando il rimborso anticipato viene effettuato, la maturazione degli interessi passivi sul capitale rimborsato si interrompe immediatamente. Questo significa che il consumatore non paga più gli interessi riferiti al periodo futuro in cui il finanziamento non è più in essere. La legge stabilisce inoltre che, in caso di estinzione anticipata, il consumatore abbia diritto a una riduzione del costo totale del credito proporzionata alla durata residua del contratto. Questa riduzione riguarda gli interessi e tutti i costi compresi nel costo totale del credito, con esclusione delle imposte. Il principio di fondo è che non possono restare a carico del consumatore costi riferiti a un periodo in cui il contratto è stato chiuso anticipatamente, salvo le eccezioni previste dalla normativa.
Quali costi possono essere ridotti o rimborsati
In generale, possono essere oggetto di riduzione gli interessi non ancora maturati e i costi collegati alla durata del finanziamento. La giurisprudenza europea ha chiarito che la riduzione non può essere limitata ai soli costi ricorrenti, ma può riguardare anche spese sostenute all’inizio del rapporto, purché incluse nel costo totale del credito e collegate alla vita del contratto. Questo serve a evitare che i costi vengano concentrati interamente nella fase iniziale del finanziamento, a svantaggio del consumatore in caso di rimborso anticipato.
Quali costi possono restare a carico del consumatore
Non tutte le voci vengono necessariamente ridotte. Possono restare a carico del consumatore le imposte, i costi una tantum relativi a prestazioni già interamente svolte e gli eventuali indennizzi previsti nei limiti di legge. È anche per questo motivo che il conteggio estintivo può risultare diverso da quanto ci si aspetta guardando solo alle rate residue.
Le penali massime previste per i prestiti al consumo
La normativa consente al finanziatore di richiedere un indennizzo per il rimborso anticipato, ma solo se previsto dal contratto e entro limiti ben precisi. Per i prestiti al consumo, l’indennizzo non può superare l’1% del capitale rimborsato anticipatamente se la durata residua del finanziamento è superiore a un anno, e lo 0,5% se la durata residua è pari o inferiore a un anno. In ogni caso, la penale non può superare l’importo degli interessi che il consumatore avrebbe pagato per la durata residua del contratto. La legge prevede inoltre che l’indennizzo non sia dovuto quando l’importo rimborsato anticipatamente, pari all’intero debito residuo, è uguale o inferiore a 10.000 euro, così come in alcune tipologie contrattuali specifiche, come le aperture di credito o i rimborsi effettuati tramite contratti assicurativi a garanzia del credito.
Come tutelarsi se il conteggio estintivo non è chiaro
Se il conteggio estintivo presenta voci poco comprensibili o importi inattesi, è utile verificare la coerenza con il contratto e con il piano di ammortamento, controllare quali costi sono stati ridotti e quali no e chiedere chiarimenti all’intermediario prima di procedere al rimborso. Se invece i dubbi emergono dopo che il rimborso è già stato effettuato, il consumatore può rivolgersi all’ufficio reclami dell’intermediario o del finanziatore, chiedendo una verifica puntuale del conteggio applicato. Qualora la risposta non arrivi nei tempi previsti o non sia ritenuta soddisfacente, è possibile presentare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), il sistema di risoluzione alternativa delle controversie in materia bancaria e finanziaria. Il ricorso all’ABF è uno strumento stragiudiziale, accessibile senza assistenza legale obbligatoria, che consente di ottenere una valutazione indipendente del caso.
Normativa e sentenze sul rimborso delle spese in caso di estinzione anticipata
In caso di estinzione o rimborso anticipato di un finanziamento, il diritto del consumatore a una riduzione dei costi trova fondamento sia nella normativa italiana sia in quella europea. Tuttavia, la portata di questo diritto può variare in base al tipo di credito. Per il credito ai consumatori, come prestiti personali, cessioni del quinto e finanziamenti finalizzati, l’articolo 125-sexies del Testo unico bancario prevede che il consumatore abbia diritto a una riduzione del costo totale del credito proporzionata alla durata residua del contratto, con esclusione delle imposte. Questo principio deriva dalla Direttiva europea 2008/48/CE ed è stato chiarito dalla Corte di giustizia dell’Unione europea con la sentenza Lexitor dell’11 settembre 2019. Secondo la Corte, la riduzione non può essere limitata ai soli interessi o ai costi maturati nel tempo, ma può riguardare tutti i costi inclusi nel costo complessivo del finanziamento, anche se sostenuti all’inizio del rapporto, purché collegati al contratto.
Le informazioni fornite hanno carattere generale. L’applicazione concreta dipende dal contratto e dal tipo di finanziamento sottoscritto.
