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Termometro Altroconsumo: il difficile bilancio economico delle famiglie italiane

Il Termometro Altroconsumo 2025 misura la capacità delle famiglie italiane di sostenere le spese: l’indice sale a 49,3 ma il quadro resta fragile. Casa e salute sono le voci più problematiche, mentre per il 35% è difficile risparmiare. E per il 2026 oltre la metà degli italiani teme un peggioramento della situazione economica.

articolo di:
19 marzo 2026
Borsellino giallo e metro

Quanto è stato difficile affrontare le spese di famiglia nel 2025? C'è stato un margine per fare investimenti o mettere i soldi da parte? E quali sono gli aspetti che mettono più in difficoltà il bilancio familiare? A queste e altre domande risponde il Termometro Altroconsumo, l'inchiesta annuale con la quale misuriamo la situazione economica delle famiglie italiane. L'indice esprime la capacità di sostenere le spese principali, questa volta si attesta a 49,3 punti (su 100), indicando una conferma della ripresa registrata nel 2024 dopo anni di flessione. Non c'è da esultare, però: nel 2025, il 17% delle famiglie è risultata sottoposta a una forte pressione economica, cioè ha avuto difficoltà in tutti i principali ambiti di spesa affrontati e per il 35% delle famiglie è stato molto difficile se non impossibile risparmiare.

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Spese delle famiglie: nel 2026 atteso un peggioramento

Anche il futuro sembra piuttosto incerto. Per il 2026 le famiglie prevedono un netto peggioramento della situazione, l’indice che riflette le aspettative future è pari a 47,5, quindi inferiore di quasi due punti rispetto a quello registrato per il 2025. Più della metà degli intervistati (52%) ritiene infatti che la propria famiglia avrà maggiori difficoltà a sostenere le spese nel 2026 rispetto a quanto avvenuto nel 2025. Una su tre prevede che sarà più facile, mentre il 16% pensa che la situazione resterà invariata.
Per quanto riguarda la capacità di risparmio, le aspettative per il 2026 sono in linea con quanto avvenuto l’anno trascorso. Il 69% degli intervistati prevede che sarà difficile per la propria famiglia mettere soldi da parte nel corso del 2026 (il 37% pensa che sarà molto difficile se non impossibile farlo). E in effetti lo scenario internazionale che si è creato a inizio 2026 lo farebbe pensare. La prospettiva di un aumento dei prezzi, combinato con un possibile indebolimento dell’economia, molto probabilmente ridurrà il potere d’acquisto delle famiglie italiane. Le spese obbligate, dall’abitazione all’energia, dagli alimentari ai trasporti, assorbiranno una quota crescente dei bilanci familiari, comprimendo altre voci di spesa. Torna all'inizio
Ci sono una serie di spese che non riguardano tutte le famiglie, ma che spesso creano difficoltà a chi deve affontarle. È il caso dei costi legati all’istruzione dei figli, il mutuo o l’affitto, l’assistenza psicologica. L’educazione dei figli più grandi (che vanno all’università) mette in difficoltà il 62% delle famiglie. Anche l‘assistenza scolastica dei piccoli che vanno all’asilo nido pesa sul bilancio del 55% delle famiglie. C’è poi il grosso carico di chi paga un mutuo, chiesto da una famiglia su tre: circa la metà dice di affrontarlo con difficoltà. Pesante da sostenere anche il costo di un affitto per il 43% degli intervistati. Infine, c’è grande fatica a poter usufruire di un sostegno psicologico, a cui ricorrono poche famiglie (una su tre), ma che crea difficoltà nella metà dei casi.
 
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Casa e salute restano le spese più difficili da sostenere

Nel 2025 casa e salute restano gli ambiti che creano più difficoltà: il 47% delle famiglie fatica a sostenere i costi dell’abitazione e il 43% quelli sanitari.
Seguono le spese per cultura e tempo libero (39%), alimentari e spostamenti (35% per entrambe) e istruzione (21%). Molte famiglie dichiarano di non avere sostenuto spese scolastiche, ma tra quelle che lo hanno fatto il 44% ha incontrato difficoltà. Torna all'inizio

Auto, vacanze e dentista: le spese che pesano di più

Entrando nel dettaglio delle voci più gravose, dalle risposte emerge che quelle che nel 2025 hanno generato problemi a più famiglie sono state: le spese per mantenere e usare l'automobile (il 52% ha dichiarato di avere fatto fatica), viaggi e vacanze (51%), cure odontoiatriche (47%), visite mediche (46%), bollette (41%), spesa alimentare in particolare per carne, pesce e alternative vegeteriane (40%), ma anche frutta e verdura (34%). Torna all'inizio

Rispetto al 2024 meno famiglie sono in difficoltà

Nel complesso, rispetto all’anno precedente c’è stato un miglioramento. Il Termometro Altroconsumo 2025 ha un valore pari a 49,3, si riconferma quindi una leggera ripresa della capacità delle famiglie italiane di sostenere le spese principali, dopo tre anni (dal 2021 al 2023) segnati da un forte calo del potere d’acquisto delle famiglie. Nel periodo post Covid si è registrata una ripresa di voci di spesa congelate dalla pandemia, come spostamenti e viaggi, dall’inflazione e dall’aumento del costo dell’energia.
Se facciamo un confronto con il Termometro Altroconsumo del 2024, per gran parte delle sei voci analizzate si riduce la percentuale di famiglie in difficoltà, soprattutto nell’ambito dei costi legati alla salute, come le cure dentistiche (nel 2025 risultate pari al 47%, mentre erano al 55% l’anno precedente). Così anche i problemi legati alle visite mediche, scesi dal 52% al 46%. Diminuiscono anche le difficoltà per alcune spese legate alla casa, come le bollette (nel 2025 al 41%, contro il 47% del 2024) e il peso del mutuo (sceso di 6 punti percentuali). Migliora anche il carico delle famiglie rispetto ai costi dovuti alla mobilità e all’istruzione. Diverse voci, però, restano un problema, tra queste la crescita di famiglie in difficoltà nel permettersi piccole gite o soggiorni nel weekend (34%). Torna all'inizio
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Federico Cavallo
Responsabile Public Affairs & Media Relations Altroconsumo
Il Termometro di Altroconsumo 2024 ci restituisce l’immagine di un’Italia ancora in difficoltà. Se da un lato si intravede un miglioramento dell’indice rispetto all’anno scorso, dall’altro resta evidente il peso che le spese essenziali continuano ad avere sui bilanci familiari. Non è quindi un caso che le aspettative per il 2025 siano fosche. È allarmante innanzitutto che il 70% delle famiglie fatichi a risparmiare e che oltre un terzo non riesca proprio a farlo: senza risparmio, le famiglie non possono pianificare il futuro né affrontare imprevisti. Questo dato è il riflesso diretto di una perdita di potere d’acquisto che gli aumenti salariali non hanno compensato.