Da Antitrust stop alle tariffe Volotea adeguate in base al caro carburante. Cosa fare se hai già prenotato
Con l'intervento dell'autorità Antitrust, la compagnia aerea Volotea mette fine alla "Fair Travel Promise", la politica di rimodulazione del prezzo dei biglietti già acquistati, legata al costo del carburante. La novità si applica a tutte le nuove emissioni dal 10 giugno 2026, ma anche chi ha prenotato un volo in precedenza ha diritto a ricevere il rimborso di quanto pagato ingiustamente. Invia un reclamo e chiedi indietro quanto ti spetta.
Cosa prevede la Fair Travel Promise
Per i biglietti acquistati a partire dallo scorso 16 marzo 2026 Volotea ha introdotto nelle sue condizioni di vendita una clausola contrattuale chiamata “ Fair Travel Promise”. In base a questa clausola la compagnia aerea, sette giorni prima della partenza, prendeva come riferimento i prezzi di mercato del carburante rilevati da fonti pubbliche e, se necessario, adeguava di conseguenza il costo del biglietto. In caso di aumento del carburante oltre il valore di riferimento indicato nella Fair Travel Promise, la compagnia ha applicato un supplemento fino a un massimo di 14 euro per passeggero e per volo; al contrario, se i prezzi fossero scesi al di sotto della soglia, la compagnia avrebbe rimborsato ai clienti la differenza, fino allo stesso importo (ovviamente ipotesi mai verificata in questi mesi). Sul sito di Volotea si trova anche una tabella con tutte le indicazioni puntuali circa i supplementi.
Torna all'inizioL'intervento dell'Antitrust
Con il suo intervento, l’Antitrust ha evidenziato problemi di vessatorietà nella clausola contrattuale “Fair Travel Promise” che, in base al Codice del Consumo, sarebbe vessatoria perché la modifica unilaterale al prezzo del biglietto aereo da un lato, può indurre il consumatore a scegliere il volo da acquistare sulla base di un’informazione incompleta e ingannevole (il prezzo mostrato al momento dell’acquisto) e, dall’altro, può limitare la libertà di scelta del passeggero quando, a ridosso della partenza, il consumatore di fronte alla scelta fra pagare il supplemento o riprogrammare il viaggio, è indotto ad accettare la modifica. E non a caso da comunicazione della stessa compagnia aerea ad oggi ben il 97% dei passeggeri ha deciso di confermare il viaggio nonostante il supplemento. Con lo stesso procedimento Antitrust ha chiesto a Volotea di cessare la pratica scorretta immediatamente: la compagnia ha comunicato che la clausola non sarà più applicata sulle prenotazioni effettuate a partire dal 10 giugno 2026.
Torna all'inizioCosa fare se hai già prenotato
La sospensione della pratica scorretta è buona notizia, ma cosa succede a chi ha già acquistato un biglietto? Volotea ha applicato questa clausola di revisione del prezzo ai suoi clienti. E, a nostro avviso, ci sono gli estremi per protestare, chiedendo il rimborso del sovrapprezzo pagato.
Se anche tu sei tra i passeggeri che hanno pagato il sovrapprezzo protesta con noi: invia un reclamo a Volotea attraverso il nostro servizio Reclama facile.
Torna all'inizioChiediamo il rimborso di quanto pagato
Insieme a Euroconsumers, la rete di organizzazioni di consumatori a livello internazionale di cui siamo parte, abbiamo inviato formale diffida a Volotea. Pur apprezzando il blocco della clausola scorretta sulle prenotazioni effettuate dal 10 giugno 2026 in avanti, resta il fatto che non viene fornito alcun riscontro in merito al risarcimento finanziario dovuto alle migliaia di consumatori che sono stati costretti a pagare questo sovrapprezzo illegittimo negli ultimi tre mesi. Per questo, con diffida formale, abbiamo chiesto a Volotea di rimborsare integralmente tutti i passeggeri interessati del supplemento illegittimo già pagato effettuando il rimborso sul mezzo di pagamento usato dal passeggero entro 30 giorni dalla diffida.
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