Voli cancellati per la scarsità di carburante? Serve l’assicurazione? Cosa fare e i diritti dei passeggeri
La crisi del carburante legata alla guerra in Medio Oriente mette a rischio voli e vacanze. Cosa succede se il tuo volo viene cancellato, quando hai diritto al rimborso e perché l’assicurazione non sempre basta.
La guerra in Iran e le tensioni che stanno interessando tutto il Medio Oriente rischiano di avere effetti concreti anche sui viaggi di chi deve spostarsi in aereo. Il nodo è quello del cherosene, il carburante utilizzato dagli aerei, sempre più difficile da reperire e più costoso a causa della crisi internazionale e della chiusura dello stretto di Hormuz. Per ora non siamo davanti a un blocco generalizzato del traffico aereo, ma i segnali di allarme ci sono tutti: le compagnie stanno rivedendo i propri piani, in alcuni aeroporti si registrano già limitazioni ai rifornimenti e il rischio di rincari o cancellazioni nei prossimi mesi viene considerato concreto. Il presidente dell’Enac (l’Ente nazionale per l’aviazione civile) Pierluigi Di Palma ha escluso un’emergenza immediata, ma ha anche spiegato che, se il conflitto dovesse proseguire per settimane o mesi, il pericolo di interruzioni nelle forniture sarebbe reale. Anche per questo il periodo tra maggio e settembre viene indicato come il più delicato.
In una situazione del genere, i più penalizzati rischiano di essere i passeggeri nel momento in cui alcuni voli vengano cancellati o diventi molto più costoso viaggiare in aereo.
Torna all'inizioCosa fare se il volo viene cancellato
Se il passeggero è in partenza e il suo il volo viene cancellato per mancanza di carburante, non resta senza tutele. Chi si trova in questa situazione può scegliere tra il rimborso del biglietto e un volo alternativo, da effettuare non appena possibile oppure in un’altra data di suo gradimento. Inoltre, se il volo viene cancellato all’ultimo momento e la cancellazione crea una lunga attesa in aeroporto, restano dovute anche le misure di assistenza, quindi pasti, eventuale pernottamento e la possibilità di effettuare comunicazioni come da regolamento europeo. In questi casi il primo interlocutore del passeggero deve essere la compagnia aerea, chiamata a farsi carico di quanto previsto dalla normativa.
È previsto un indennizzo?
Il punto più delicato riguarda invece l’indennizzo ulteriore, cioè quella compensazione economica che normalmente può andare da 250 a 600 euro a seconda della tratta. In questo caso, molto probabilmente, non scatterà in automatico. La ragione è che la compagnia può sottrarsi al pagamento dell’indennizzo se dimostra che la cancellazione è dovuta a circostanze eccezionali non imputabili alla sua responsabilità. La mancanza di carburante dovuta a un conflitto internazionale potrebbe configurare una circostanza eccezionale. Questo significa che il passeggero conserva il diritto al rimborso o alla riprotezione e all’assistenza, ma non è detto che abbia anche diritto alla compensazione pecuniaria.
Va anche ricordato che l’indennizzo non è dovuto neppure se il passeggero è stato informato della cancellazione almeno due settimane prima della partenza o se gli è stato offerto un volo alternativo in un orario vicino a quello originario. Sono dettagli importanti, perché nelle prossime settimane non è escluso che le compagnie puntino sempre più sulla riprotezione o sulla comunicazione anticipata delle modifiche operative proprio per contenere il proprio esborso economico.
Chi ha acquistato il viaggio tramite tour operator si trova in una posizione diversa. Se il pacchetto viene annullato, il viaggiatore ha diritto al rimborso dell’intera somma versata.
Torna all'inizioPuò essere utile acquistare l’assicurazione delle compagnie aeree?
Per chi non ha ancora comprato il biglietto, l’istinto naturale è pensare subito a un’assicurazione. È una reazione comprensibile, ma va gestita con attenzione. In una fase di incertezza come questa, una polizza viaggio può avere senso, soprattutto per coprire i problemi sanitari, le spese mediche, il bagaglio, l’interruzione del viaggio o alcune ipotesi di annullamento personale. Quello che non bisogna fare, però, è immaginare che l’assicurazione risolva automaticamente il problema di una cancellazione legata alla guerra o alla crisi del carburante.
Anzi, leggendo le condizioni delle polizze vendute in fase di acquisto del biglietto, emerge il contrario. La polizza di EasyJet, per esempio, esclude espressamente terrorismo, guerra, ostilità, disordini civili ed eventi simili. Quella di Ita Airways esclude guerra, guerra civile, invasione, rivoluzione o eventi analoghi. La copertura Ryanair, invece, precisa che i reclami derivanti dai conflitti attuali in Medio Oriente non sono coperti e, più avanti, include tra le esclusioni guerra, ostilità e operazioni belliche. In altre parole, proprio l’evento che oggi preoccupa di più i viaggiatori rischia di essere fuori dalla copertura.
Questo non vuol dire che l’assicurazione sia inutile. Vuol dire che va scelta per quello che davvero copre. Se il l’obiettivo è proteggersi da una malattia, da un infortunio, da spese mediche impreviste o da alcuni eventi che possano impedire la partenza per ragioni personali, una polizza può essere una rete di sicurezza sensata. Se invece si pensa di assicurarsi contro il caos internazionale, contro la scarsità di cherosene o contro decisioni delle compagnie legate al conflitto, è molto probabile che la copertura sia parziale o addirittura assente. Il consiglio è di leggere con attenzione le condizioni della polizza che eventualmente si decide di acquistare per evitare sorprese.
Meglio biglietti flessibili e rimborsabili
In questa fase, per chi deve ancora prenotare, spesso è più utile puntare su biglietti flessibili e rimborsabili (che però costa di più), scegliere quando possibile voli diretti e tenere presente che le tratte più esposte sembrano essere quelle meno turistiche, meno frequentate e, in generale, quelle verso l’Asia o che dipendono da scali oggi più fragili come quelli nei paesi del Medio Oriente. I collegamenti brevi europei e quelli verso Nord e Sud America, al momento appaiono relativamente più sicuri, anche se il quadro resta fluido.
Torna all'inizioCosa fare prima di andare in aeroporto
La prima cosa utile è monitorare costantemente lo stato del volo. Suggeriamo di scaricare l’app della compagnia aerea e di seguire i suoi canali ufficiali, perché è il modo più rapido per ricevere notifiche su cancellazioni, ritardi o riprotezioni. È altrettanto importante conservare biglietti, ricevute e tutte le comunicazioni della compagnia, perché in caso di contestazione o richiesta di rimborso saranno proprio questi documenti a fare la differenza.
Un altro punto da non sottovalutare riguarda i voucher. In caso di volo annullato, la compagnia può proporre un buono, un credito o una riprenotazione. Ma se si preferisce il rimborso in denaro, non si è obbligati ad accettare il voucher. Questo è un passaggio essenziale, perché nelle situazioni di crisi le compagnie tendono a spingere molto su soluzioni che permettano loro di trattenere liquidità. Anche alcune polizze assicurative, peraltro, escludono l’indennizzo quando la compagnia ha già offerto voucher, credito, rimborso o riprotezione, il che rende ancora più importante capire subito quale strada si vuole seguire.
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