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Voli cancellati per la scarsità di carburante? E se aumenta il prezzo? Cosa fare e i diritti dei passeggeri

La crisi del carburante legata alla guerra in Medio Oriente mette a rischio voli e vacanze. Cosa succede se il tuo volo viene cancellato, quando hai diritto al rimborso, quando all’indennizzo, perché l’assicurazione non sempre basta e a quali condizioni le compagnie possono aumentare il prezzo del biglietto dopo l’acquisto.

Con il contributo esperto di:
articolo di:
22 aprile 2026
passeggero bagaglio a mano aeroporto

La guerra in Iran e le tensioni che stanno interessando tutto il Medio Oriente (al netto della tregua di due settimane annunciata nella notte) rischiano di avere effetti concreti anche sui viaggi di chi deve spostarsi in aereo. Il nodo è quello del cherosene, il carburante utilizzato dagli aerei, sempre più difficile da reperire e più costoso a causa della crisi internazionale e della possibilità delle petroliere di attraversare o meno lo stretto di Hormuz. Per ora non siamo davanti a un blocco generalizzato del traffico aereo, ma i segnali di allarme ci sono tutti: le compagnie stanno rivedendo i propri piani, in alcuni aeroporti si registrano già limitazioni ai rifornimenti e il rischio di rincari o cancellazioni nei prossimi mesi viene considerato concreto. Il presidente dell’Enac (l’Ente nazionale per l’aviazione civile) Pierluigi Di Palma ha escluso un’emergenza immediata, ma ha anche spiegato che, se il conflitto dovesse proseguire per settimane o mesi, il pericolo di interruzioni nelle forniture sarebbe reale. Anche per questo il periodo tra maggio e settembre viene indicato come il più delicato.

In una situazione del genere, i più penalizzati rischiano di essere i passeggeri nel momento in cui alcuni voli vengano cancellati o diventi molto più costoso viaggiare in aereo.

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Cosa fare se il volo viene cancellato

Se il passeggero è in partenza e il suo il volo viene cancellato per mancanza di carburante, non resta senza tutele. Chi si trova in questa situazione può scegliere tra il rimborso del biglietto e un volo alternativo, da effettuare non appena possibile oppure in un’altra data di suo gradimento. Inoltre, se il volo viene cancellato all’ultimo momento e la cancellazione crea una lunga attesa in aeroporto, restano dovute anche le misure di assistenza, quindi pasti, eventuale pernottamento e la possibilità di effettuare comunicazioni come da regolamento europeo. In questi casi il primo interlocutore del passeggero deve essere la compagnia aerea, chiamata a farsi carico di quanto previsto dalla normativa.

È previsto un indennizzo?

Il punto più delicato riguarda invece l’indennizzo ulteriore, cioè quella compensazione economica che normalmente può andare da 250 a 600 euro a seconda della tratta. In questo caso non scatterà in automatico. La ragione è che la compagnia può sottrarsi al pagamento dell’indennizzo se dimostra che la cancellazione è dovuta a circostanze eccezionali non imputabili alla sua responsabilità. La mancanza di carburante dovuta a un conflitto internazionale si configurerebbe come una circostanza eccezionale, come spiegato anche dal commissario Ue ai trasporti Apostolos Tzitzikostas. Questo significa che il passeggero conserva il diritto al rimborso o alla riprotezione e all’assistenza, ma non è detto che abbia anche diritto alla compensazione pecuniaria. Lo stesso commissario ha invece specificato che l’indennizzo è dovuto se il volo viene cancellato per l’eccessivo costo del carburante. A questo punto, chiediamo che ci sia la massima trasparenza sui motivi della cancellazione dei voli da parte degli enti preposti.

Va anche ricordato che, a prescindere dai motivi, l’indennizzo non è dovuto se il passeggero è stato informato della cancellazione almeno due settimane prima della partenza e gli è stato offerto un volo alternativo in un orario vicino a quello originario. Sono dettagli importanti, perché nelle prossime settimane non è escluso che le compagnie puntino sempre più sulla riprotezione o sulla comunicazione anticipata delle modifiche operative proprio per contenere il proprio esborso economico.

Chi ha acquistato il viaggio tramite tour operator si trova in una posizione diversa. Se il pacchetto viene annullato, il viaggiatore ha diritto al rimborso dell’intera somma versata

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Può essere utile acquistare l’assicurazione delle compagnie aeree?

Per chi non ha ancora comprato il biglietto, l’istinto naturale è pensare subito a un’assicurazione. È una reazione comprensibile, ma va gestita con attenzione. In una fase di incertezza come questa, una polizza viaggio può avere senso, soprattutto per coprire i problemi sanitari, le spese mediche, il bagaglio, l’interruzione del viaggio o alcune ipotesi di annullamento personale. Quello che non bisogna fare, però, è immaginare che l’assicurazione risolva automaticamente il problema di una cancellazione legata alla guerra o alla crisi del carburante.

Anzi, leggendo le condizioni delle polizze vendute in fase di acquisto del biglietto, emerge il contrario. La polizza di EasyJet, per esempio, esclude espressamente terrorismo, guerra, ostilità, disordini civili ed eventi simili. Quella di Ita Airways esclude guerra, guerra civile, invasione, rivoluzione o eventi analoghi. La copertura Ryanair, invece, precisa che i reclami derivanti dai conflitti attuali in Medio Oriente non sono coperti e, più avanti, include tra le esclusioni guerra, ostilità e operazioni belliche. In altre parole, proprio l’evento che oggi preoccupa di più i viaggiatori rischia di essere fuori dalla copertura.

Questo non vuol dire che l’assicurazione sia inutile. Vuol dire che va scelta per quello che davvero copre. Se il l’obiettivo è proteggersi da una malattia, da un infortunio, da spese mediche impreviste o da alcuni eventi che possano impedire la partenza per ragioni personali, una polizza può essere una rete di sicurezza sensata. Se invece si pensa di assicurarsi contro il caos internazionale, contro la scarsità di cherosene o contro decisioni delle compagnie legate al conflitto, è molto probabile che la copertura sia parziale o addirittura assente. Il consiglio è di leggere con attenzione le condizioni della polizza che eventualmente si decide di acquistare per evitare sorprese.

Meglio biglietti flessibili e rimborsabili

In questa fase, per chi deve ancora prenotare, spesso è più utile puntare su biglietti flessibili e rimborsabili (che però costano di più), scegliere quando possibile voli diretti e tenere presente che le tratte più esposte sembrano essere quelle meno turistiche, meno frequentate e, in generale, quelle verso l’Asia o che dipendono da scali oggi più fragili come quelli nei paesi del Medio Oriente. I collegamenti brevi europei e quelli verso Nord e Sud America, al momento appaiono relativamente più sicuri, anche se il quadro resta fluido.

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Adeguamento carburante: quando il prezzo del viaggio può cambiare

Un aspetto che può incidere sul costo finale del viaggio, soprattutto per chi ha acquistato un pacchetto turistico con largo anticipo, è quello dell’adeguamento carburante. Si tratta di una variazione del prezzo legata all’oscillazione del costo del petrolio: i tour operator, infatti, costruiscono le offerte mesi prima della partenza sulla base di stime che possono cambiare, e se il prezzo del jet fuel aumenta in modo significativo le compagnie possono applicare un supplemento che si riflette sul pacchetto. La legge consente queste modifiche solo in casi precisi – aumento del costo dell’energia, variazione di tasse aeroportuali o cambi valutari – e stabilisce regole stringenti a tutela dei consumatori. Per i pacchetti viaggio acquistati tramite tour operator, l’aumento deve essere comunicato in modo trasparente, con indicazione chiara delle modalità di calcolo, non può essere richiesto nei 20 giorni precedenti alla partenza e non può superare l’8% del prezzo totale: oltre questa soglia il viaggiatore ha diritto a recedere senza penali. Per i biglietti aerei comprati direttamente dalle compagnie il prezzo, una volta pagato, resta in genere bloccato. A meno che la stessa compagnia, in fase di acquisto, non spieghi in maniera chiara all’acquirente che c’è la possibilità di una successiva modifica di prezzo al verificarsi di determinate condizioni.

Il caso Volotea

Un esempio è il caso Volotea: la compagnia low cost spagnola, infatti, ha annunciato che, a causa dell’instabilità internazionale che si riflette sul prezzo del carburante, potrebbe rivedere il prezzo del biglietto con un aumento o una riduzione di 14 euro. Per l’occasione Volotea dà gratuitamente ai passeggeri la possibilità di cancellare la prenotazione entro 4 ore dalla partenza del volo e, di fatto, dal 16 marzo 2026 offre a tutti i viaggiatori il piano Volotea Flex gratis (che consente di modificare la data del volo senza supplementi, fatta salva l'eventuale differenza tariffaria applicabile, o di cancellare la prenotazione fino a 4 ore prima della partenza, ricevendo un credito Volotea per un uso futuro).

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Cosa fare prima di andare in aeroporto

La prima cosa utile è monitorare costantemente lo stato del volo. Suggeriamo di scaricare l’app della compagnia aerea e di seguire i suoi canali ufficiali, perché è il modo più rapido per ricevere notifiche su cancellazioni, ritardi o riprotezioni. È altrettanto importante conservare biglietti, ricevute e tutte le comunicazioni della compagnia, perché in caso di contestazione o richiesta di rimborso saranno proprio questi documenti a fare la differenza.

Un altro punto da non sottovalutare riguarda i voucher. In caso di volo annullato, la compagnia può proporre un buono, un credito o una riprenotazione. Ma se si preferisce il rimborso in denaro, non si è obbligati ad accettare il voucher. Questo è un passaggio essenziale, perché nelle situazioni di crisi le compagnie tendono a spingere molto su soluzioni che permettano loro di trattenere liquidità. Anche alcune polizze assicurative, peraltro, escludono l’indennizzo quando la compagnia ha già offerto voucher, credito, rimborso o riprotezione, il che rende ancora più importante capire subito quale strada si vuole seguire.

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