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Caraffe filtranti: guida all'acquisto

22 dicembre 2015
caraffe filtranti

22 dicembre 2015

La caraffa filtrante è utile se l’acqua che sgorga dal rubinetto di casa non ci piace o se si ha voglia di bere un’acqua più dolce, meno dura e con meno calcare. Ecco una guida per scegliere quella giusta.

Iniziamo con il ricordare che il nuovo decreto ministeriale (25/2012) del ministero della Salute sui filtri domestici impone regole più severe sull’etichettatura: devono essere specificate le sostanze su cui il filtro agisce e non si deve indurre l’idea che l’acqua potabile sia inquinata.

Ma perché comprarle?

La caraffa filtrante è utile se l’acqua che sgorga dal rubinetto di casa non ci piace: il gusto, infatti, è uno dei principali motivi che spinge gli italiani a comprare l’acqua in bottiglia o le caraffe filtranti (in forte calo di vendita nell’ultimo anno, -41% secondo la stima GFK). Un altro motivo è la voglia di avere un’acqua più dolce, meno dura e con meno calcare. È utile anche per chi ha problemi puntuali di inquinamento (come i nitrati) che, benché rari, possono essere presenti in alcune aree geografiche. Ricordiamoci che le caraffe devono essere usate solo con acqua potabile, non servono a purificare un’acqua inquinata.

Quando sono utili

Le caraffe filtranti sono risultate efficaci per ridurre alcuni inquinanti e la durezza dell’acqua.

  • Inquinanti. Abbattere solventi e trialometani, responsabili del cattivo odore e sapore dell’acqua potabile, è il pregio principale delle caraffe filtranti: il carbone attivo contenuto nelle cartucce è efficace nel trattenerli. Risultati buoni anche per i nitrati, anche questi in passato tallone d’Achille delle caraffe. I giudizi buoni di Ariete, Bwt, Coop stanno a indicare che la caraffa ha abbattuto il 30% di questi inquinanti. Ricordiamo che è molto raro che nell’acqua potabile ci sia una presenza di nitrati elevata, dannosa per la salute.
  • Addolcimento. È una questione di gusto, ma è comune non gradire l’acqua con una durezza elevata, ritenendo erroneamente che possa dare problemi di salute. Più viene addolcita e più somiglia alla minerale: questo è probabilmente uno dei motivi per cui l’Italia è il Paese con i maggiori dati di vendita di acqua in bottiglia. Non è bene esagerare con l’addolcimento però, perché il primo effetto è l’alterazione del pH, ovvero l’acqua diventa troppo acida, come accade alle caraffe Coop, Ariete e alle due Brita.

La potabile conviene comunque 

Anche se alcune caraffe del test sono migliorate rispetto al passato, bere dal rubinetto resta la scelta migliore e la più conveniente: costa meno di un euro all’anno, non obbliga a portare pesi a casa e i controlli frequenti previsti per legge garantiscono una qualità buona. E poi: niente plastica e zero inquinamento da trasporto merci. Il costo medio dell’acqua filtrata, tra la spesa di acquisto e il costo delle cartucce, che vanno cambiate una volta al mese per essere sicuri di bere un’acqua pulita, è in media di 97 euro l’anno. Bere solo acqua in bottiglia è ben più costoso: la spesa media annua si aggira sui 160 euro per la naturale, ovvero il 39% in più rispetto al costo per dissetarsi con le caraffe.


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