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Bonus acqua potabile: cos’è e come ottenerlo

Approvato con la legge di bilancio 2021, da oggi è diventato operativo. Il bonus acqua potabile prevede il riconoscimento di un credito d’imposta fino a 500 euro per l’acquisto di depuratori d’acqua nella propria abitazione. Lo scopo è quello di ridurre l’utilizzo di bottiglie di plastica destinate alle acque per uso potabile. Ecco come funziona e come ottenerlo.

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Michela Di Mario
17 giugno 2021
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Michela Di Mario
bonus acqua potabile

Hai deciso di installare un depuratore per il trattamento dell’acqua di casa? Da oggi, grazie al bonus acqua potabile, puoi recuperare fino a 500 euro sul totale della spesa sostenuta per l’acquisto. Istituito con la legge di bilancio 2021 il bonus può essere utilizzato per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare E290.

Scopo del bonus è la riduzione dell’utilizzo di bottiglie di plastica destinate alle acque per uso potabile. L'Enea, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, si occuperà di raccogliere i dati del reale impatto ambientale che questa misura comporterà nei prossimi due anni. Ma come funziona precisamente? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Che cos’è il bonus acqua potabile

Il bonus viene riconosciuto attraverso un credito d’imposta pari al 50% della spesa sostenuta dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2022 fino a un massimo di 1.000 euro a unità immobiliare per i cittadini e un massimo di 5.000 euro per le attività commerciali e istituzionali.

La buona notizia è che non esistono vincoli di spesa e di numero o tipologia di utilizzo delle abitazioni in cui mettere il depuratore: per esempio, se decidi di installare un depuratore in casa e uno nell’abitazione al mare, puoi ottenere il bonus per entrambi i casi. Il credito d’imposta non viene considerato nel calcolo del reddito imponibile e può essere richiesto da persone fisiche, imprese, professionisti ed enti che posseggono o detengono a qualsiasi titolo (proprietà, affitto, comodato...) immobili.

Come ottenere il credito d’imposta

La spesa deve essere documentata tramite fattura elettronica o documento commerciale in cui sia riportato il codice fiscale di chi richiederà il credito d’imposta. Ricordati che devi pagare con un mezzo tracciabile, non puoi utilizzare i contanti.

Per le spese sostenute fino al 16 giugno 2021 vengono considerati validi tutti i mezzi di pagamento e se la fattura o lo scontrino non riportano il tuo codice fiscale puoi annotarlo sul documento. Attenzione: questa modalità non è concessa a partire dai documenti emessi dal 17 giugno 2021.

Il bonus viene riconosciuto solo comunicando all’Agenzia delle entrate la spesa sostenuta entro il 28 febbraio dell’anno successivo. Quindi per i depuratori installati nel 2021 entro il 2022, mentre per le installazioni dell’anno prossimo avrai tempo fino al 28 febbraio 2023.

Il bonus potrà esser utilizzato in compensazione per pagare altre imposte tramite il modello F24, oppure può essere indicato nella dichiarazione dei redditi. In questo caso, richiedendo il bonus nel 2021 per l’installazione di depuratori, potrai inserire il credito d’imposta nella dichiarazione dei redditi che presenterai nel 2022 e ottenere così l’importo con i tempi del 730 e del modello Redditi.

Agenzia delle entrate: come richiedere il bonus

Tra il 1° e il 28 febbraio 2022 dovrai presentare all’Agenzia delle entrate il modulo di “comunicazione delle spese per il miglioramento dell’acqua potabile” per le spese sostenute nel 2021.

La comunicazione deve essere inviata esclusivamente in via telematica tramite il sito dell’Agenzia delle entrate, direttamente dal contribuente o tramite un intermediario abilitato (commercialista, Caf). Una volta presentata la comunicazione, l’Agenzia entro 5 giorni rilascia una ricevuta che potrai trovare nella tua area riservata e che attesta la presa in carico o il rifiuto, con l’indicazione delle relative motivazioni.

La percentuale riconosciuta può cambiare

Il Governo ha stanziato 5 milioni di euro all’anno per questa misura, quindi l’Agenzia calcolerà la percentuale realmente riconosciuta come credito d’imposta dividendo questo importo al totale complessivo di tutte le comunicazioni che sono state inviate.

In pratica, la percentuale del credito d’imposta attualmente riconosciuto al 50% potrebbe aumentare o diminuire in base all’importo complessivo di richieste che vengono inviate all’Agenzia delle entrate (quindi non è detto che l'importo corrisponda a 500 euro su una spesa di 1.000 euro). Entro il 31 marzo di ogni anno l’Agenzia comunica, relativamente alle spese sostenute l’anno precedente, la percentuale di credito d’imposta realmente riconosciuto.

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  • Mettere a disposizione di tutti i cittadini il proprio servizio di analisi dell’acqua del rubinetto di casa.

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