Bollo auto, le novità 2026: guida a calcolo, scadenze e rateizzazione
Come si calcola il bollo auto, quando scade e cosa cambia con la riforma 2026: la guida completa con rateizzazioni ed esenzioni.
In questo articolo
- Cosa cambia e quando con la riforma 2026
- Cos’è e come funziona il calcolo del bollo auto
- Verifica scadenze e pagamenti
- Hai venduto l'auto a un concessionario? Attenzione ai 60 giorni
- Come e dove si paga il bollo dell’auto
- Pagare il bollo dell’auto scaduto
- Come rateizzare il bollo auto
- Quando va in prescrizione il bollo auto
- Esenzioni e agevolazioni
- Cosa succede se non pago il bollo auto?
Il bollo auto è la tassa sulla proprietà del veicolo che si paga ogni anno per il solo fatto di possederlo, a prescindere da quanto o se lo si usa: a doverlo versare è chi ne risulta proprietario alla scadenza del termine di pagamento. Trattandosi di un tributo regionale, l'importo dipende sia dalla potenza del mezzo sia dalla Regione in cui risiede chi paga.
Torna all'inizioCosa cambia e quando con la riforma 2026
Il D.Lgs. 147/2026, che attua la riforma del federalismo fiscale regionale, introduce diverse novità per il bollo auto. Le nuove regole, però, non entrano tutte in vigore nello stesso momento.Dal 12 agosto 2026 la Regione a cui deve essere versato il bollo viene individuata in base alla residenza del proprietario del veicolo. Le Regioni possono inoltre prevedere sconti fino al 20% per chi sceglie l’addebito diretto sul conto corrente e consentire la rateizzazione dei debiti fino a 72 rate. Viene inoltre chiarito che il bollo deve essere pagato anche quando sul veicolo è disposto un fermo amministrativo.
Dal 1° gennaio 2027 le eventuali esenzioni decise dalle Regioni non potranno più riguardare il superbollo. Cambiano anche le regole per il recupero dei tributi regionali non pagati, bollo compreso, con procedure di riscossione forzata più rapide. Per i veicoli a noleggio a lungo termine, infine, il pagamento del bollo sarà a carico dell’utilizzatore.
Dal 1° gennaio 2028 cambieranno le scadenze del bollo per i veicoli di nuova immatricolazione: il primo pagamento dovrà essere effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione e coprirà 12 mesi a partire dal mese di immatricolazione. Anche i rinnovi successivi seguiranno questa nuova scadenza annuale.
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Cos’è e come funziona il calcolo del bollo auto
Il bollo auto varia a seconda della potenza del veicolo espressa in kilowatt (non si considerano i decimali) indicati sulla carta di circolazione o sul libretto. Il calcolo del bollo auto viene fatto moltiplicando il numero di kW del veicolo per un importo stabilito da ogni regione e che generalmente viene differenziato in base alla classe ambientale del veicolo (da Euro 0 a Euro 6). Se però non si riesce a recuperare questo dato dalla carta di circolazione, basta utilizzare il numero di CV (cavalli vapore) e moltiplicarlo per 0,736.
Quando si paga il bollo auto? Il bollo auto va pagato entro il termine del mese successivo a quello di scadenza. Quindi se il bollo scade a marzo, va pagato entro il 30 aprile.
Per verificare quanto devi pagare puoi consultare il sito della tua Regione: diverse amministrazioni hanno predisposto calcolatori che danno anche la possibilità di effettuare il pagamento on line. La tassa automobilistica, infatti, è gestita direttamente dalle Regioni e dalle Province autonome di Bolzano e Trento e, dal 12 agosto 2026, è dovuta in base alla regione di residenza del proprietario dell’auto alla data di scadenza del termine utile per il pagamento.
Sul sito dell’Aci, è possibile calcolare gratuitamente il bollo partendo dalla targa del veicolo. Mentre il pagamento del bollo tramite il sito Aci è possibile solo per alcune Regioni ed è a pagamento.
Noleggio a lungo termine: dal 2027 cambia chi deve il bollo
Una novità riguarda chi ha, o sta valutando, un contratto di noleggio a lungo termine. Dal 1° gennaio 2027 l'obbligo di pagare il bollo passa dalla società di noleggio all'utilizzatore del veicolo, individuato in base al contratto annotato al Pra (Pubblico registro automobilistico). L'utilizzatore sarà responsabile del bollo fino alla scadenza del contratto, secondo un meccanismo già previsto per il leasing finanziario.
La nuova regola si applica ai contratti stipulati dal 1° gennaio 2027, a quelli precedenti prorogati o rinnovati con decorrenza successiva al 31 dicembre 2026 e ai contratti firmati prima del 2027 per i quali il veicolo viene consegnato a partire dal 1° gennaio 2027.
Per chi noleggia un'auto, nella pratica, potrebbe cambiare poco. Di solito è infatti la società di noleggio a gestire il pagamento del bollo, includendone il costo nel canone mensile insieme ad altre voci, come assicurazione e manutenzione. La riforma cambia invece il soggetto formalmente responsabile del tributo nei confronti del fisco: dal 2027 sarà l'utilizzatore e non più la società proprietaria del veicolo. Cambia di conseguenza anche la Regione a cui spetta il gettito del bollo, che sarà individuata in base alla residenza dell'utilizzatore anziché alla sede della società di noleggio.
Torna all'inizioVerifica scadenze e pagamenti
La scadenza del bollo auto coincide in genere con il mese di immatricolazione del veicolo. Fa eccezione la Lombardia dove, per le auto immatricolate dopo il 2003, la scadenza è fissata nel mese precedente a quello dell'immatricolazione. Il bollo va pagato ogni anno, generalmente entro il mese successivo alla scadenza.
Facciamo un esempio. Per un’auto immatricolata a giugno, la scadenza del bollo è giugno e il pagamento deve essere effettuato entro la fine di luglio. In Lombardia, invece, per la stessa auto la scadenza sarebbe a maggio e il pagamento andrebbe effettuato entro giugno.
Se non si ricorda quando scade il bollo auto, si può controllare la data di immatricolazione riportata sul libretto oppure consultare il sito dell'Aci. Inserendo la targa e la Regione di residenza è possibile conoscere l'importo da pagare e la relativa scadenza.
Può capitare anche di non ricordare se il bollo sia già stato pagato. Per verificare il pagamento del bollo auto conviene innanzitutto consultare il sito della propria Regione di residenza: spesso sono disponibili servizi che consentono di controllare i pagamenti effettuati per le diverse annualità. In alternativa, si può utilizzare il calcolatore dell’Aci, che permette di conoscere l'importo dovuto e la relativa scadenza inserendo la targa del veicolo. Fa eccezione la Lombardia, perché il calcolatore ACI richiede di indicare anche la scadenza del bollo.
Le scadenze cambiano dal 2028
Le regole cambieranno per i veicoli immatricolati a partire dal 1° gennaio 2028. Il D.Lgs. 147/2026 (art. 15) prevede che il bollo sia dovuto ogni anno in un'unica soluzione per un periodo di dodici mesi a partire dal mese di immatricolazione del veicolo. Il primo pagamento dovrà essere effettuato entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione. Anche per gli anni successivi il termine sarà fissato all'ultimo giorno dello stesso mese.
Per alcune tipologie di veicoli individuate dalle Regioni sarà possibile suddividere il pagamento in rate quadrimestrali. Per i veicoli già immatricolati al 31 dicembre 2027 continueranno invece a valere le scadenze attuali, salvo che la propria Regione stabilisca regole diverse con una legge regionale.
Come evitare di dimenticare il pagamento del bollo
Per evitare di saltare una scadenza, è utile verificare se la propria Regione consente di addebitare il bollo direttamente sul conto corrente. In questo modo il pagamento avviene automaticamente e alcune Regioni riconoscono anche uno sconto a chi sceglie l'addebito diretto.
In alcune Regioni è inoltre disponibile il servizio di reminder di Aci: dopo la registrazione tramite identità digitale, è possibile ricevere una mail o un sms che ricorda l'avvicinarsi della scadenza del bollo.
Torna all'inizioHai venduto l'auto a un concessionario? Attenzione ai 60 giorni
Se vendi il tuo veicolo a un rivenditore professionale, come un concessionario o un'officina che commercia auto, l'obbligo di pagare il bollo non si interrompe automaticamente con la vendita. Perché ciò avvenga, la cessione deve essere trascritta al Pubblico registro automobilistico (Pra).
I tempi sono importanti. Se la trascrizione avviene entro 60 giorni dalla cessione, l'obbligo di pagare il bollo si interrompe a partire dal periodo tributario successivo a quello in cui è avvenuta la vendita. Se invece viene effettuata oltre i 60 giorni, il venditore può essere chiamato a pagare il bollo fino all'effettiva trascrizione, anche se nel frattempo non è più proprietario dell'auto.
La consegna del veicolo con una procura speciale alla vendita o la fattura rilasciata dal concessionario, quindi, da sole non bastano: ai fini del bollo conta la trascrizione al Pra. Per evitare brutte sorprese, dopo aver venduto l'auto a un rivenditore è consigliabile verificare che la cessione sia stata effettivamente trascritta, richiedendo una visura Pra, disponibile a pagamento per pochi euro.
Facciamo un esempio. Mario ha un'auto immatricolata a giugno e il suo bollo scade ogni anno nello stesso mese, con pagamento entro luglio. Il bollo già versato copre il periodo giugno 2025-giugno 2026. Il 10 marzo 2026 Mario vende l'auto a un concessionario.
Scenario A: il concessionario trascrive la cessione entro 60 giorni: la cessione viene trascritta al Pra il 20 aprile 2026, 41 giorni dopo la vendita. Mario resta tenuto al pagamento del bollo già in corso, relativo al periodo giugno 2025-giugno 2026, mentre non dovrà pagare quello relativo al periodo successivo, giugno 2026-giugno 2027. Questo vale anche se nel frattempo il concessionario non ha ancora rivenduto l'auto.
Scenario B: il concessionario trascrive la cessione in ritardo: la trascrizione al Pra avviene il 15 agosto 2026, 158 giorni dopo la vendita e quindi oltre il termine di 60 giorni. Alla scadenza di giugno 2026 Mario risulta ancora intestatario del veicolo al PRA e può essere tenuto a pagare anche il bollo relativo al periodo giugno 2026-giugno 2027, sebbene abbia consegnato l'auto al concessionario il 10 marzo. L'interruzione dell'obbligo avrà effetto solo in seguito alla trascrizione.
Come e dove si paga il bollo dell’auto
Il pagamento del bollo auto passa obbligatoriamente attraverso il sistema PagoPA, il sistema utilizzato per effettuare i pagamenti verso la Pubblica amministrazione, dalle tasse alle multe fino ad altri tributi e servizi pubblici.
Come pagare il bollo auto?
Il pagamento tramite PagoPA può essere effettuato attraverso diversi canali. Si può utilizzare il sito dell'ente creditore, cioè generalmente la Regione, oppure rivolgersi a banche, istituti di pagamento e altri operatori aderenti a PagoPA, utilizzando i servizi online o i punti fisici messi a disposizione.
Tra i canali utilizzabili c'è anche Cbill, il servizio offerto da molte banche attraverso l'home banking per pagare bollettini e avvisi della Pubblica amministrazione. Cambia quindi il canale utilizzato dal cittadino, mentre il pagamento del bollo continua a essere gestito attraverso il sistema PagoPA.
Dove pagare il bollo auto?
Per pagare il bollo di auto e moto sono disponibili numerosi canali, sia online sia fisici:
- il sito della propria Regione, se è disponibile il pagamento online;
- le delegazioni ACI;
- le agenzie Sermetra;
- i punti vendita Mooney;
- gli uffici di Poste Italiane e i relativi servizi online;
- i punti vendita Lottomatica;
- le agenzie di pratiche auto autorizzate;
- le banche e gli altri prestatori di servizi di pagamento aderenti a PagoPA, attraverso home banking, app, sportelli e altri canali disponibili;
- l'app IO, utilizzando l'avviso ricevuto dalla propria Regione o Provincia autonoma, oppure inquadrando il QR code o inserendo manualmente i dati del pagamento;
- il sito ACI.
A seconda del canale scelto può essere prevista una commissione sul pagamento, il cui importo varia in base al prestatore del servizio.
Un'alternativa, dove prevista, è la domiciliazione bancaria del bollo, che consente di pagare automaticamente tramite addebito sul conto corrente. Questa modalità può essere anche più conveniente: in Lombardia, per esempio, chi sceglie la domiciliazione ottiene uno sconto del 15% sull'importo del bollo.
Con le nuove regole, tutte le Regioni possono prevedere una riduzione fino al 20% delle aliquote e delle tariffe per chi sceglie il pagamento tramite addebito diretto permanente su un conto corrente bancario o postale. Per introdurre lo sconto è necessaria una legge regionale o, per gli enti locali, un apposito regolamento.
Si tratta però di una possibilità e non di un obbligo: lo sconto, quindi, non scatta automaticamente scegliendo la domiciliazione. È sempre necessario verificare se la propria Regione lo ha introdotto e quale riduzione ha previsto.
Hai pagato il bollo alla Regione sbagliata?
Può capitare, soprattutto dopo un cambio di residenza, di pagare il bollo a una Regione diversa da quella competente. Il D.Lgs. 147/2026 introduce una procedura specifica per correggere l'errore: la Regione che ha ricevuto indebitamente il pagamento, una volta accertato l'errore o ricevuta la segnalazione dell'interessato, deve trasferire le somme alla Regione a cui spettano.
Per segnalare il pagamento effettuato alla Regione sbagliata sarà messo a disposizione un apposito modulo, anche in formato digitale, con gli estremi del versamento. La comunicazione dovrà essere inviata sia alla Regione che ha ricevuto il pagamento per errore sia a quella a cui il bollo era effettivamente dovuto.
Torna all'inizioPagare il bollo dell’auto scaduto
Può capitare di dimenticare di pagare il bollo auto entro la scadenza. Se non è ancora stato notificato un atto di accertamento per il mancato pagamento, è possibile regolarizzare la propria posizione attraverso il ravvedimento operoso, pagando spontaneamente quanto dovuto.
Come pagare i bolli auto arretrati?
In caso di pagamento in ritardo, all'importo del bollo non versato bisogna aggiungere la sanzione e gli interessi dovuti. Il ravvedimento operoso consente di beneficiare di una sanzione ridotta, la cui entità varia in base al tempo trascorso dalla scadenza: prima si regolarizza il pagamento, minore sarà generalmente l'importo della sanzione.
Oltre alla sanzione sono dovuti gli interessi legali, calcolati sull'imposta non versata in base al tasso in vigore per il periodo di riferimento. Nella tabella seguente riportiamo le sanzioni previste in base al ritardo con cui viene effettuato il pagamento.
| Giorni di ritardo dalla scadenza del termine di pagamento | Sanzione (per violazioni commesse entro il 31 agosto 2024) |
Sanzione (per violazioni commesse dal 1° settembre 2024) |
|---|---|---|
| Entro 14 giorni | 0,1% (1) | 0,083% (1) |
| Dal 15° al 30° giorno | 1,50% (2) | 1,25% (2) |
| Dal 31° al 90° giorno | 1,67% (2) | 1,39% (2) |
| Dal 91° giorno fino a 1 anno | 3,75% (2) | 3,13% (2) |
| Oltre un anno | 4,29% (2) | 3,57% (2) |
| Oltre 2 anni | 5% (2) | - |
(1) per ogni giorno di ritardo.
(2) della tassa versata in ritardo
Dove pagare il bollo auto scaduto?
Il bollo auto scaduto può essere pagato attraverso i diversi canali abilitati alla riscossione, tra cui delegazioni ACI, tabaccherie, agenzie di pratiche auto e uffici postali. È possibile effettuare il pagamento anche online attraverso i servizi che consentono di versare le annualità arretrate, verificando sempre quali canali sono disponibili nella propria Regione.
Torna all'inizioCome rateizzare il bollo auto
La rateizzazione può essere richiesta solo dopo aver ricevuto un atto che contesta il mancato pagamento del bollo, non prima. Se è la Regione a notificare l'atto, bisogna rivolgersi ai suoi uffici tributi: ogni Regione può prevedere proprie regole sul numero delle rate e sugli importi.
Se invece il debito è già stato iscritto a ruolo ed è arrivata una cartella dell'Agenzia delle entrate-Riscossione, la richiesta di rateizzazione va presentata direttamente all'Agenzia, anche online accedendo con l'identità digitale all'apposito servizio.
A queste regole, dal 12 agosto 2026 si affianca un nuovo schema nazionale che può arrivare fino a 72 rate mensili per chi si trova in una situazione di temporanea e obiettiva difficoltà economica. Questo sistema si applica quando manca una specifica disciplina regionale sulla rateizzazione. Se la Regione ha già proprie regole, continuano invece ad applicarsi quelle, che devono comunque garantire almeno 36 rate per i debiti superiori a 6.000 euro.
| Importo dovuto | Rate massime |
|---|---|
| Fino a 100 euro | Nessuna rateizzazione |
| Da 100,01 a 500 euro | Fino a 4 |
| Da 500,01 a 3.000 euro | Da 5 a 12 |
| Da 3.000,01 a 6.000 euro | Da 13 a 24 |
| Da 6.000,01 a 20.000 euro | Da 25 a 36 |
| Oltre 20.000 euro | Da 37 a 72 |
In caso di comprovato peggioramento della situazione economica è possibile ottenere una sola proroga, fino a un massimo complessivo di 72 rate.
Attenzione, però, alla decadenza dal piano: se nell'arco di sei mesi non vengono pagate due rate, anche non consecutive, e il successivo sollecito di pagamento rimane senza esito, si perde il beneficio della rateizzazione e l'intero debito residuo diventa immediatamente esigibile.
Da quando si applicano le nuove regole?
La decorrenza cambia a seconda dell'atto ricevuto. Il nuovo sistema si applicherà agli atti di accertamento emessi dal 1° gennaio 2027, anche se una Regione può decidere di anticiparne l'applicazione con una propria legge.
Per le ingiunzioni fiscali, invece, le nuove regole sulla rateizzazione sono applicabili già dal 12 agosto 2026. Chi riceve un'ingiunzione per un bollo non pagato può quindi chiedere la rateizzazione secondo il nuovo schema senza dover aspettare il 2027. La possibilità riguarda anche i debiti già in corso e non soltanto quelli sorti dopo il 12 agosto 2026.
La domanda va presentata al soggetto che gestisce la riscossione: direttamente alla Regione, quando amministra il tributo, oppure al concessionario a cui è stata affidata la riscossione.
Se hai già un piano di rateizzazione in corso, la norma non chiarisce invece se sia possibile passare automaticamente alle nuove condizioni più favorevoli. È prevista la possibilità di proroga per chi rientra già nel nuovo schema nazionale, ma non il passaggio da un precedente piano regionale al nuovo sistema. In questo caso è quindi necessario verificare con l'ente competente quali possibilità siano previste.
Torna all'inizioQuando va in prescrizione il bollo auto
Il bollo auto si prescrive al termine del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento. In pratica, la Regione ha tempo fino al 31 dicembre del terzo anno successivo per richiedere il versamento. Per esempio, se il bollo doveva essere pagato a giugno 2024, il termine di prescrizione scade il 31 dicembre 2027.
Attenzione, però: se nel frattempo viene validamente notificato un atto con cui l'amministrazione richiede il pagamento, la prescrizione si interrompe e il termine ricomincia a decorrere. Per verificare se un bollo non pagato è effettivamente prescritto bisogna quindi considerare anche eventuali atti ricevuti nel frattempo.
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Esenzioni e agevolazioni
In alcuni casi il bollo auto non deve essere pagato. L'esenzione può dipendere dalle caratteristiche del veicolo, dalla sua anzianità o dalla situazione del proprietario. Le regole, però, possono variare da una regione all'altra, soprattutto per quanto riguarda le agevolazioni destinate ai veicoli a basse emissioni.
Tra i principali casi di esenzione rientrano:
- i veicoli elettrici, a gas, a metano o con altre alimentazioni per i quali la normativa regionale prevede un'esenzione;
- i ciclomotori e i quadricicli leggeri, le cosiddette minicar, per i quali è prevista invece la tassa di circolazione;
- i veicoli destinati alla mobilità delle persone con disabilità che rispettano i requisiti previsti dalla legge;
- i veicoli con più di 30 anni, per i quali l'esenzione dal bollo scatta automaticamente. Se vengono utilizzati su strade pubbliche è però dovuta la tassa di circolazione.
Per gli autoveicoli e i motoveicoli di interesse storico e collezionistico con un'età compresa tra 20 e 29 anni è prevista una riduzione del 50% del bollo. Per beneficiarne è necessario il certificato di rilevanza storica rilasciato da Asi, Fmi o dai registri Storico Lancia, Italiano Fiat o Italiano Alfa Romeo e il riconoscimento deve risultare dalla carta di circolazione. Una volta superati i 30 anni dall'immatricolazione, il bollo non è più dovuto.
Le Regioni possono prevedere ulteriori esenzioni o agevolazioni. È quindi sempre consigliabile verificare le regole applicate sul sito o presso l'ufficio tributi della propria Regione. La ricevuta del pagamento del bollo deve essere conservata per i tre anni successivi a quello in cui è stato effettuato il versamento.
Attenzione al superbollo: le esenzioni regionali non valgono più
Una novità riguarda i proprietari di veicoli di grande potenza. Dal 1° gennaio 2027 le esenzioni dal bollo previste dalle Regioni non si estendono al superbollo, cioè l'addizionale erariale prevista per i veicoli con potenza superiore a 185 kW.
L'eventuale esenzione dal superbollo dovrà quindi essere prevista da una norma statale. Chi beneficia di un'esenzione regionale dal bollo auto non deve dare per scontato che, dal 2027, la stessa agevolazione valga anche per il superbollo.
Che invalidità bisogna avere per non pagare il bollo auto?
L'esenzione dal bollo è prevista anche per alcune persone con disabilità e riguarda, in particolare:
- persone con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 104/1992;
- persone con disabilità psichica o mentale titolari dell'indennità di accompagnamento;
- persone non vedenti o sorde;
- persone con pluriamputazioni;
- persone con ridotte o impedite capacità motorie, per le quali l'esenzione è legata all'adattamento del veicolo quando previsto dalla normativa.
Nel caso delle ridotte o impedite capacità motorie, gli adattamenti devono risultare dalla carta di circolazione e rispettare le prescrizioni indicate nella patente speciale, quando richiesta.
L'esenzione può essere riconosciuta per un solo veicolo (tra quelli indicati nell'apposita tabella della guida alle agevolazioni redatta dall’Agenzia delle Entrate) e può spettare direttamente alla persona con disabilità oppure alla persona che la ha fiscalmente a carico, purché siano rispettati i requisiti previsti.
Per beneficiare dell'esenzione, il veicolo deve inoltre rientrare entro determinati limiti. La cilindrata non può superare 2.000 cc per i motori a benzina, anche con alimentazione combinata come benzina/Gpl o benzina/metano, e 2.800 cc per i motori diesel.
L'agevolazione riguarda anche i veicoli ibridi, purché il motore termico rispetti gli stessi limiti di cilindrata, e i veicoli elettrici con potenza non superiore a 150 kW.
Anche in questo caso le Regioni possono ampliare la platea dei beneficiari o prevedere ulteriori agevolazioni. Conviene quindi verificare sempre le disposizioni applicate dalla propria Regione.
Chi ha la 104 paga il bollo auto?
Avere la certificazione prevista dalla legge 104 non dà automaticamente diritto all'esenzione dal bollo. Per le persone che rientrano in questa specifica categoria, il verbale della commissione medica deve attestare la condizione di disabilità grave ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 104/1992.
La sola certificazione ai sensi dell'articolo 3, comma 1, quindi, non è sufficiente per ottenere l'esenzione. Restano inoltre necessari gli altri requisiti previsti per il veicolo e per l'intestazione.
Torna all'inizioCosa succede se non pago il bollo auto?
Come per gli altri tributi, il mancato o insufficiente pagamento del bollo auto comporta l'applicazione di sanzioni e interessi, che si aggiungono all'importo originariamente dovuto. La Regione può richiedere il pagamento entro i termini di prescrizione previsti dalla legge, notificando un avviso di accertamento. Con le regole attuali, se il contribuente non paga quanto richiesto e non presenta ricorso, il debito può essere iscritto a ruolo e si può arrivare alla cartella di pagamento e, successivamente, alle misure cautelari o esecutive previste per la riscossione dei debiti, come il fermo amministrativo del veicolo o, nei casi previsti, il pignoramento.
Con la riforma del bollo auto viene inoltre chiarito che il bollo continua a essere dovuto anche quando il veicolo è sottoposto a fermo amministrativo. Il fatto che l'auto non possa circolare a causa del fermo disposto per la riscossione di un debito, quindi, non fa venir meno l'obbligo di pagare il bollo per le annualità successive.
Dal 2027 la riscossione diventa più rapida
Dal 1° gennaio 2027 cambia la procedura con cui le Regioni possono recuperare i tributi non pagati, compreso il bollo auto. La principale novità è l'eliminazione di un passaggio tra l'accertamento e la riscossione forzata.
Oggi, dopo l'avviso di accertamento è necessario un ulteriore atto prima di poter procedere alla riscossione coattiva. Dal 2027, invece, l'avviso di accertamento diventerà esso stesso un titolo esecutivo: una volta trascorsi i termini previsti, potrà essere utilizzato per procedere alla riscossione senza dover notificare una successiva cartella di pagamento.
Questo, però, non significa che pignoramenti e altre misure possano scattare immediatamente. Il contribuente mantiene innanzitutto il termine previsto per presentare ricorso contro l'accertamento. Se non presenta ricorso e non paga, trascorsi altri 30 giorni dal termine per il pagamento l'ente affida il recupero al soggetto che gestisce la riscossione, direttamente o attraverso un concessionario.
Da quel momento è previsto un ulteriore periodo di attesa di 180 giorni prima che possano iniziare le azioni esecutive, ridotto a 120 giorni quando la riscossione è effettuata direttamente dallo stesso ente che ha emesso l'accertamento.
La riforma introduce inoltre alcune tutele legate all'importo del debito:
- sotto i 30 euro, l'accertamento non acquista efficacia di titolo esecutivo;
- fino a 1.000 euro, le azioni esecutive non possono iniziare prima che siano trascorsi 120 giorni dalla comunicazione prevista;
- fino a 10.000 euro, prima di avviare un'azione esecutiva o cautelare deve essere inviato un sollecito di pagamento, che concede altri 30 giorni per regolarizzare la propria posizione.
Il nuovo sistema, quindi, accorcia il percorso della riscossione eliminando un atto intermedio, mentre restano termini e garanzie prima che l'amministrazione possa arrivare alle misure cautelari o esecutive.
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