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Biovitae: la luce che promette di proteggere dal Covid-19

Dopo le segnalazioni di diversi consumatori abbiamo cercato di capire se Biovitae, un dispositivo led che promette di “uccidere il Coronavirus Sars-Cov-2” sia davvero efficace. Per questo abbiamo analizzando a fondo il sito internet e la documentazione tecnica presente.

29 luglio 2021
biovitae

A febbraio 2021 diversi consumatori hanno portato alla nostra attenzione il prodotto Biovitae perché stupiti da quanto affermato dal produttore ovvero che “BIOVITAE è l’unico dispositivo LED, totalmente UV FREE, efficace sul SARS-CoV-2. I test scientifici hanno infatti dimostrato che Biovitae uccide il 99,8% del Coronavirus SARS-CoV-2”, chiedendoci se questa luce fosse davvero efficace nel ridurre il rischio di diffusione del Sars-Cov-2.

Abbiamo deciso di approfondire la questione analizzando a fondo il sito internet del produttore e le informazioni in esso contenute.

Biovitae e Covid: cosa dice il sito

Navigando sul sito internet del produttore, una delle immagini che più ci aveva colpito a febbraio 2021 era una grande foto del Coronavirus con scritta in sovrimpressione la frase “Biovitae: la luce che uccide il Coronavirus Sars-Cov-2”. Affermazione questa che, secondo i produttori, sarebbe supportata da “test scientifici” che dimostrano come “Biovitae uccide il 99,8% del Coronavirus Sars-Cov-2”.

Non solo. Per quanto riguarda l’indicazione di dove poter usare Biovitae, il sito a febbraio 2021 conteneva foto che ritraevano persone in ambienti chiusi, a poca distanza l’una dall’altra e senza alcun dispositivo di protezione. Inoltre, si affermava che “Biovitae è tra le più efficaci soluzioni per la ripresa in sicurezza delle attività economiche e sociali; soprattutto nelle scuole e sui mezzi di traporto collettivo che sono i luoghi a maggior rischio di contagio. Biovitae è una tecnologia di sanificazione in continuo che può essere installata in tutti gli ambienti chiusi, come case, uffici, mezzi di trasporto, palestre…” e in un video (che successivamente è stato rimosso) veniva detto esplicitamente che “l’obiettivo principale era quello di aiutare tutti ad aumentare il livello di protezione senza cambiare le proprie abitudini. Con Biovitae tu accendi la luce e sei protetto e neanche te ne rendi conto”.

Foto e affermazioni che potevano indurre le persone a pensare che si potesse abbassare la guardia rispetto alle regole di comportamento previste per prevenire il contagio da Coronavirus come l’uso delle mascherine, della distanza di sicurezza, dell’areazione degli ambienti chiusi, della pulizia delle superfici con alcol.

Così come a febbraio 2021, ancora oggi non è possibile abbandonare la normale routine di igiene tornando a praticare le nostre attività come facevamo prima dell’arrivo della pandemia. A conferma di questo, infatti, in homepage gli stessi produttori con una scritta molto piccola affermano che la lampadina è un dispositivo di prevenzione che non sostituisce le normali routine di igiene previste per la limitazione dell’infezione da Sars-Cov-2.

L’analisi della documentazione

Al momento delle nostre verifiche (febbraio 2021), sul sito internet del prodotto si leggeva: “Biovitae eradica definitivamente batteri e virus attraverso una tecnologia di decontaminazione ambientale all-in-one: il picco di frequenze di Biovitae (brevettato) agisce sulla struttura molecolare dei microrganismi, provocando un danno strutturale che né batteri né virus sono in grado di riparare”. A supporto di tutto questo dei test sull’efficacia di Biovitae “effettuati dal Dipartimento scientifico del Policlinico Militare del Celio; ed ulteriori studi sono stati eseguiti nei Laboratori militari di Germania e Svezia (tutti membri dell’EU Bio-Defence Laboratory Network, EBLN)”.

Abbiamo verificato la documentazione (scaricabile direttamente dal sito tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo 2021 e tutt’ora presente) relativa alla capacità della luce di Biovitae di neutralizzare il Sars-Cov-2. Leggendo abbiamo appreso come si trattasse di studi in vitro (cioè condotti in laboratorio) che valutano se e dopo quanto tempo la luce ha inattivato il virus. L'efficacia è stata “testata” per tempi di irraggiamento che vanno dai 30 ai 90 minuti, dopo i quali si osservano significative neutralizzazioni, che si avvicinano al 100% dopo almeno un'ora di esposizione: nulla veniva riportato nello studio riguardo a tempi minori di esposizione del virus alla luce, più compatibili con condizioni di vita reale.

Le prove fornite con lo studio nascono in un ambiente di laboratorio e non possono essere trasferite direttamente a contesti di vita reale. Per capire se effettivamente Biovitae faccia la differenza rispetto a un altro tipo di luce (artificiale o naturale) usata in contesti di vita reale quotidiana, occorrono altri studi che ci facciano “vedere” questa differenza. È importante che le indagini siano condotte anche simulando situazioni di vita reale dove possono intervenire molte variabili diverse e non solo in laboratorio dove si ricrea un ambiente ad hoc. Intensità e tempi di esposizione sono parametri importanti per stabilire l’efficacia del dispositivo che in condizioni di utilizzo reali possono cambiare molto.

Il contagio da superfici: dobbiamo temerlo?

Dall’analisi dei documenti presenti sul sito del produttore, Biovitae interverrebbe sul rischio di infezione da oggetti contaminati contrastando la proliferazione della carica batterica e virale delle superfici. Al momento della nostra analisi, sul sito del produttore veniva utilizzata la parola “sterilizzare”.

Ma, anche se ipoteticamente il prodotto fosse in grado di uccidere il Sars-Cov-2 presente sulle superfici, bisogna precisare che la luce della lampadina non raggiunge o illumina tutte le superfici con la stessa intensità. Sulle superfici, a seconda della loro ampiezza, si possono creare infatti delle zone d’ombra (dovute ad esempio alla presenza di oggetti) sulle quali Biovitae non agisce perchè (come specificato sul sito) per essere efficace deve esserci un’azione diretta del prodotto sulle superfici.

Inoltre, pur non potendo escludere in via teorica il contagio toccando un oggetto o una superficie contaminata, bisogna chiedersi quanto a lungo rimangono contaminati gli oggetti e soprattutto quanto questa “via” di trasmissione sia rilevante rispetto ad un contatto diretto con una persona infetta.

Alcune ricerche di laboratorio condotte in questi mesi ci dicono che, se lasciato indisturbato, il Sars-Cov-2 può resistere per un paio di giorni e possiamo rilevarne tracce integre e vitali anche fino ad una settimana. Gli stessi studi, però, ci dicono anche che le condizioni ambientali influenzano moltissimo la sopravvivenza del virus. Luce solare, areazione, umidità sono tutte variabili che riducono la sopravvivenza del Sars-Cov-2 sulle superfici che, anche se contaminate potrebbero ospitare il virus solo per poche ore o anche meno.

Inoltre, il fatto che il virus “sopravviva” sulle superfici non implica necessariamente che sia in grado di infettarci. Perchè questo avvenga dobbiamo portare a occhi, naso o bocca le mani contaminate (studi del CDC indicano questi eventi come estremamente rari e la quantificazione è di circa 5 casi su 10.000). La pulizia delle superfici come lavare le mani o strofinarle con gel disinfettante abbatte molto questi rischi.

Le diverse segnalazioni all’Antitrust

Alla fine della nostra analisi abbiamo potuto verificare come nel sito internet di Biovitae si inducesse le persone a credere che la lampadina led fosse un dispositivo di protezione efficace contro il Sars-Cov-2. Una comunicazione ambigua che rischia di spingere i consumatori a tenere atteggiamenti che li espongano maggiormente a rischi. Per tutti questi motivi, a marzo 2021, abbiamo deciso di segnalare Biovitae all’Autorità garante della concorrenza e del mercato per pratica commerciale scorretta. A luglio 2021, l’Antitrust ha deciso di archiviare il procedimento per mancanza di “elementi di fatto idonei a giustificare ulteriori accertamenti”.

Oltre alla nostra, all’Autorità della concorrenza e del mercato, a febbraio 2021 era già stata inviata un’altra segnalazione così come all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (marzo 2021) relativa allo spot televisivo che promuoveva Biovitae. In entrambi i procedimenti le autorità hanno riscontrato come i contenuti presenti sul sito di Biovitae contenevano numerosi messaggi ed elementi contestati dalle autorità e che lo IAP nella sua lettera indica come “suscettibili di generare eccessive aspettative nel consumatore” in quanto “i toni e le immagini del messaggio possono condurre ad abbassare, o orientare non correttamente, il senso di vigilanza da parte del pubblico”… “affermazioni ed immagini suscettibili di indurre a ritenere che senza modificare in alcun modo le proprie abitudini di vita sia semplicemente possibile essere protetti e che la protezione sia totale sempre e comunque”.

I procedimenti sono stati archiviati in seguito dell’impegno del produttore a modificare i messaggi del sito internet. Impegno che è stato mantenuto.

Le modifiche al sito

Dopo le segnalazioni all'Antitrust e per rispondere alle richieste dell'autorità, il sito internet di Biovitae è stato modificato. In particolare:

  • è stato rimosso il video in cui si dichiarava esplicitamente che l’obiettivo principale del produttore “era quello di aiutare tutti ad aumentare il livello di protezione senza cambiare le proprie abitudini. Con Biovitae tu accendi la luce e sei protetto e neanche te ne rendi conto”;
  • ·viene riportata l’indicazione alle persone di continuare a seguire le regole ufficiali su pulizia mani, mascherine e distanziamento.

Che cos’è Biovitae

Sul sito del produttore Biovitae viene presentata come una lampadina led da 800 lumen con attacco E27 venduta al costo di 35 euro l’una. Può essere utilizzata come una normale luce led? Certamente può essere usata per illuminare gli ambienti, ma bisogna considerare alcuni aspetti.

Il lumen, cioè l’unità di misura del flusso luminoso, proposto da Biovitae è troppo alto per essere usata, ad esempio, come una lampada da tavolo: l’indicazione generale è infatti quella di orientarsi su prodotti da 300 lumen. Se però, per esempio, si considera un punto luce centrale in una stanza, Biovitae rischia di non essere sufficiente: occorrono infatti dai 1000 ai 1200 lumen.

Inoltre, lampadine analoghe di marca vengono vendute in confezioni multiple da più pezzi a prezzi inferiori.