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Come funziona la pompa di calore reversibile: pro e contro

I condizionatori d'aria sono in realtà pompe di calore reversibili che trasferiscono energia tra due fonti d'aria. Scopri come funzionano e conosci i pro i contro.

10 ottobre 2022
motore condizionatore

Il climatizzatore a pompa di calore, chiamato tecnicamente pompa di calore aria-aria reversibile, è una macchina termica che trasferisce calore tra due masse d’aria a temperatura diversa: l’aria interna all’abitazione e l’aria all’aperto. L’aggettivo “reversibile” si riferisce al fatto che può trasferire calore in entrambe le direzioni: in estate, infatti, sottrae calore dall’aria interna e lo dissipa all’ambiente esterno; in inverno invece sottrae calore all’aria esterna e lo cede all’interno.

Se consideriamo la funzione di riscaldamento, il tratto distintivo della pompa di calore rispetto ai sistemi di riscaldamento tradizionali riguarda il modo in cui apporta calore negli ambienti domestici e i relativi consumi.

  • le stufe elettriche producono calore direttamente dall’energia elettrica che attraversa le resistenze elettriche;
  • le caldaie a gas e le stufe a legna o pellet producono calore dalla combustione;
  • la pompa di calore utilizza l’energia elettrica soltanto per prelevare il calore già presente nell’ambiente esterno e introdurlo all’interno dell’edificio.

Facciamo un semplice esempio numerico: una stufa elettrica da 1 kW con rendimento prossimo al 100%, produce 1 kWh di energia termica; se invece una pompa di calore assorbe 1 kW di potenza elettrica e, nelle condizioni operative considerate, fornisce 3 kW di potenza termica all’ambiente, in un’ora consuma 1 kWh ma rende disponibili 3 kWh di calore in casa. In questo bilancio, circa 2 kWh costituiscono il calore prelevato dall’aria esterna, mentre 1 kWh corrisponde al lavoro elettrico necessario a realizzare il trasferimento.

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La migliore pompa di calore secondo i test di Altroconsumo

Per valutare un condizionatore non basta guardare la potenza. La vera differenza tra un modello di qualità e uno scadente si vede "sul campo": quanto è silenzioso, quanto bene gestisce il ghiaccio esterno e quanto è capace di regolare la potenza (modulazione) senza continui accendi-spegni.

I risultati del nuovo test Altroconsumo: differenze tra i modelli

Il test ha diviso i modelli in due categorie di potenza:

Modelli da 2,5 kW (per stanze piccole)

C'è molta differenza tra i primi in classifica e gli ultimi. I migliori per qualità-prezzo sono il Samsung AR70, l'LG H09 e il Panasonic CS-Z25. Se cerchi un modello "green" (ecologico), i riferimenti sono Panasonic e Mitsubishi Electric.

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SAMSUNG WINDFREE AVANT AR70F09C1AWNEU / AR70F09C1AWXEU

SAMSUNG WINDFREE AVANT AR70F09C1AWNEU / AR70F09C1AWXEU

prezzoforte
5 Stars
697,63 
LG DUALCOOL DELUXE AI AIR (H09S1DA.NS1 / H09S1DA.U12)

LG DUALCOOL DELUXE AI AIR (H09S1DA.NS1 / H09S1DA.U12)

PANASONIC ETHEREA CS-Z25ZKEW / CU-Z25ZKE

PANASONIC ETHEREA CS-Z25ZKEW / CU-Z25ZKE

Modelli da 3,5 kW (per stanze medie/grandi)

Qui la qualità è mediamente alta per tutti. Il modello General ASHH12 vince su tutto: è il migliore del test, il più conveniente e il più ecologico. Ottimi per il portafoglio anche i Panasonic, mentre Mitsubishi si conferma tra i migliori per l'ambiente.

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GENERAL FUJITSU ASHH12KGTG/AOHH12KGCG

GENERAL FUJITSU ASHH12KGTG/AOHH12KGCG

PANASONIC ETHEREA CS-Z35ZKEW/CU-Z35ZKE

PANASONIC ETHEREA CS-Z35ZKEW/CU-Z35ZKE

MITSUBISHI ELECTRIC MSZ-AY35VGK/MUZ-AY35VG

MITSUBISHI ELECTRIC MSZ-AY35VGK/MUZ-AY35VG

MANOMANO FEED
5 Stars
908,37 

Cosa rende migliore un condizionatore a pompa di calore?

Il dato più importante per il riscaldamento è lo SCOP (efficienza stagionale): più è alto, meno paghi in bolletta. Per il raffrescamento si guarda invece il SEER. Un ottimo condizionatore deve avere:

  • Valori SCOP e SEER elevati.
  • Un sistema Inverter che lavora in modo fluido e silenzioso.
  • Una costruzione robusta che duri nel tempo.

Rumorosità, qualità costruttiva, garanzia e gas refrigeranti a basso impatto ambientale

Tra i parametri da valutare per scegliere un impianto di climatizzazione a pompa di calore non c'è solo il costo:

  • Rumorosità. Una macchina silenziosa è fondamentale la notte o se vivi in condominio. Dipende dalla qualità del compressore e da come viene montato.
  • Materiali. Una buona macchina resiste alla pioggia e alla ruggine senza perdere colpi.
  • Rispetto per l'ambiente (Gas). Oggi si punta su gas come l'R32 o il nuovissimo R290, che hanno un potenziale di riscaldamento globale (GWP) significativamente inferiore rispetto ai refrigeranti utilizzati in passato, qualora si verificassero perdite dal circuito frigorifero. Scegliere un modello moderno significa essere già in regola con le future leggi europee.

Come scegliere in base a metratura, clima e impianto esistente

La potenza nominale non è un dato da prendere isolatamente. La scelta richiede di considerare:

  • dimensione e dispersioni dell’ambiente,
  • orientamento e apporti solari,
  • clima locale e durata della stagione di riscaldamento/raffrescamento,
  • modalità d’uso (continuo/intermittente),
  • impianto esistente e obiettivo (sostituzione, integrazione, supporto).

In edifici ben isolati, spesso è più importante scegliere una macchina di media potenza con buona capacità di modulazione e alta efficienza stagionale che sovradimensionare la potenza. Il sovradimensionamento può ridurre l’efficienza reale se induce cicli di accensione più brevi, mentre un dimensionamento corretto permette alla macchina di lavorare più spesso in modulazione stabile.
Nei contesti con impianto centralizzato, la scelta deve considerare l’obiettivo di integrazione: in mezze stagioni e per ambienti specifici, una pompa di calore aria-aria ben scelta può migliorare comfort e ridurre consumi complessivi senza sostituire l’impianto centrale. Nei sistemi autonomi, l’analisi deve includere il confronto con la caldaia e il possibile ruolo di un ibrido, soprattutto in climi più impegnativi.

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Come funziona la pompa di calore

I condizionatori largamente più diffusi sono di tipo split: sono cioè costituiti da un'unità interna all’abitazione e da un’unità all’esterno, collegate da tubazioni in cui scorre un gas refrigerante. Le due unità contengono gli scambiatori di calore, che permettono il trasferimento di energia termica dal gas refrigerante all’aria (interna ed esterna) e sono collegate da un circuito chiuso di tubazioni in cui scorre il gas refrigerante. Lungo il circuito sono presenti due componenti essenziali: un compressore del gas refrigerante e una valvola di espansione che fa il compito opposto. Infine, l’elettronica di controllo governa ventilatori, sensori e, soprattutto, la modulazione del compressore nei modelli inverter.

Per trasferire calore tra aria interna ed aria esterna il gas refrigerante è sottoposto a un ciclo termodinamico chiamato ciclo a compressione di vapore. Può essere descritto come una sequenza coerente di trasformazioni che consentono al gas nel circuito di assorbire calore dalla massa di aria più fredda e cederlo alla massa di aria più calda, in direzione opposta al flusso spontaneo del calore, che invece fluirebbe dalla massa più calda a quella più fredda. Proprio il fatto di trasferire il calore nella direzione opposta a quella spontanea è la ragione per cui il climatizzatore ha bisogno di energia elettrica per funzionare.

Il ciclo termodinamico del gas refrigerante può essere descritto attraverso quattro fasi distinte, illustrate in figura:

Ciclo termodinamico della pompa di calore 

  • Vaporizzazione (unità esterna in inverno). Il refrigerante entra nello scambiatore esterno con una pressione bassa e con una temperatura inferiore rispetto all’aria circostante. In queste condizioni assorbe calore attraverso lo scambiatore e comincia a vaporizzare.
  • Compressione. Una volta che il gas refrigerante è completamente vaporizzato, il compressore aumenta la pressione del gas refrigerante; di conseguenza aumentano sia la sua temperatura sia la sua densità. Di conseguenza la pressione del gas aumenta e con essa aumenta anche la sua temperatura. Il lavoro elettrico fornito al compressore è il fattore di consumo energetico che paghiamo in bolletta.
  • Condensazione (unità interna in inverno). Il refrigerante caldo ad alta pressione cede calore all’aria circostante. Così facendo, comincia a condensare a pressione elevata, cedendo calore a temperatura pressoché costante.
  • Espansione. La valvola di espansione abbassa la pressione del liquido e questo porta di pari passo ad abbassarne la temperatura, così da ripristinare le condizioni di partenza per un nuovo ciclo (temperatura bassa, pressione bassa).

La parola reversibile indica che, grazie alla valvola di inversione, il ruolo degli scambiatori può essere scambiato e il gas fa il ciclo inverso: in raffrescamento l’evaporazione avviene lato interno e la condensazione lato esterno.

COP ed EER: cosa indicano e perché incidono sui consumi

Il COP e l’EER sono i "voti" di efficienza della tua pompa di calore:

  • Il COP indica quanto calore produce la macchina per ogni kWh di energia elettrica consumata. (riscaldamento).
  • L’EER indica quanto freddo genera per ogni kWh di energia elettrica consumata. (raffrescamento).

Incidono direttamente sulla bolletta perché più questi valori sono alti, meno elettricità serve per scaldare o raffreddare casa. In pratica: a parità di fabbisogno termico dell’edificio, un valore più alto corrisponde a minori consumi elettrici.

Questi valori sono influenzati da:

    1. La temperatura esterna: se fuori fa molto freddo (o molto caldo), la macchina deve faticare di più, il compressore "spinge" al massimo e l'efficienza scende, facendo aumentare i consumi.

    2. La tecnologia Inverter: a differenza dei vecchi modelli che si accendono e spengono continuamente, l’inverter modula la potenza. Questo evita sprechi energetici, mantiene la temperatura costante e riduce drasticamente i consumi stagionali (misurati dagli indici SCOP e SEER) oltre che il rumore.

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    Quanto costa un impianto

    Quando decidi di installare un climatizzatore a pompa di calore, non devi considerare solo il prezzo di acquisto:

    • Prezzo e Installazione. Non risparmiare sul montaggio. Un’installazione fatta male (tubi troppo lunghi, perdite o scarichi errati) rovina l'efficienza della macchina e la fa rompere prima.
    • Manutenzione. Pulizia e verifica dell’integrità del circuito frigorifero sono fondamentali per non far salire i consumi nel tempo.
    • Costo annuo. Considerando l'acquisto spalmato su 10 anni e i consumi medi, un condizionatore in uno scenario medio di utilizzo, può comportare una spesa indicativa compresa tra 215 e 335 euro l’anno.

    Cosa leggere sull'etichetta energetica

    Per sapere quanto consumerai in inverno con il tuo climatizzatore a pompa di calore, non guardare il singolo dato tecnico (COP), ma lo SCOP che trovi sull’etichetta energetica. Lo SCOP è la "media reale" dei consumi di tutta la stagione, tiene conto degli sbalzi di temperatura e dei momenti in cui la macchina deve sbrinarsi. Più alto è lo SCOP, più calore utile ottieni spendendo meno in elettricità.

    In quanto tempo si rientra sull'investimento?

    Il rientro dipende da quattro grandezze principali:

    • costo iniziale complessivo (apparecchio + installazione),
    • riduzione della spesa energetica annua rispetto alla soluzione sostituita o integrata,
    • incentivi/detrazioni disponibili,
    • profilo d’uso e durata annuale di funzionamento.

    In edifici efficienti e in climi temperati, dove la macchina lavora molte ore in condizioni favorevoli e in modulazione, il rientro tende a essere più rapido. In edifici molto disperdenti o in climi più severi, il rientro può richiedere più tempo e dipendere maggiormente dai prezzi relativi di elettricità e gas, nonché dalla quota di autoconsumo fotovoltaico.

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    Quando conviene acquistare un climatizzatore con pompa di calore

    La convenienza di un climatizzatore a pompa di calore non è un valore assoluto: dipende da quanto la macchina deve "faticare" per raggiungere la temperatura desiderata. Più lo sforzo è contenuto, più risparmi in bolletta.

    • L'edificio ha dispersioni termiche contenute e carichi termici moderati. 
    • Lavora con continuità. Nei modelli inverter, funziona generalmente meglio se lasciata accesa a lungo a bassa potenza, evitando i continui accendi-spegni che consumano molta energia.

    • Non chiedi temperature estreme. Più la temperatura che desideri in casa è lontana da quella esterna, più il compressore consuma.

    • Lavora in "modulazione". Grazie all'inverter, la macchina stabilizza i consumi invece di viaggiare sempre al massimo.

    Per risparmiare davvero, non guardare solo il prezzo della corrente. Quello che conta è la resa: quanto calore effettivo riesce a darti la macchina per ogni euro che spendi in bolletta.

    Clima mite o rigido: cosa cambia al diminuire della temperatura

    La temperatura esterna è il fattore che incide maggiormente sui consumi. Se fuori il clima è mite, la pompa di calore lavora poco e l'efficienza è massima. Quando invece gela, la macchina deve faticare molto di più per estrarre calore all'esterno e per riscaldare all'interno, facendo salire i costi in bolletta. Inoltre, col freddo umido può formarsi del ghiaccio sull'unità esterna: le pompe di calore sono dotate di sistemi automatici di sbrinamento che si attivano quando le condizioni climatiche lo richiedono, che consumano energia extra e riducono temporaneamente il riscaldamento in casa.

    Riscaldamento autonomo: consumi e confronto con la caldaia a gas

    La sfida tra caldaia a gas e pompa di calore si gioca sulla resa: mentre la caldaia brucia combustibili fossili, la pompa di calore usa l'elettricità e conviene se riesce a produrre molto calore consumando poca corrente. Il risparmio reale dipende dal clima: se la casa è ben isolata o le temperature sono miti, la pompa di calore può risultare particolarmente conveniente. Se invece fuori gela o la casa disperde troppo, l'efficienza cala e il risparmio dipenderà solo da quanto costa la luce rispetto al gas. 

    È importante ricordare che i climatizzatori a pompa di calore sono sistemi aria-aria e non utilizzano un circuito ad acqua come radiatori o pavimento radiante: il calore viene trasferito direttamente all’aria degli ambienti tramite le unità interne. Possono quindi sostituire o integrare il riscaldamento tradizionale con buona convenienza, soprattutto in climi non particolarmente rigidi; al diminuire della temperatura esterna, tuttavia, l’efficienza si riduce e aumenta l’assorbimento elettrico. In abitazioni con potenza contrattuale limitata può risultare opportuno mantenere un sistema di supporto, ad esempio una caldaia a gas collegata a radiatori o a un impianto di riscaldamento a pavimento, così da evitare picchi di prelievo elettrico e contenere i costi energetici nei periodi più freddi. In estate, invece, restano la soluzione più efficace per il raffrescamento degli ambienti.

    È inoltre cruciale distinguere tra:

    funzionamento a carico parziale con inverter (spesso efficiente e stabile),
    funzionamento vicino al massimo carico (più gravoso, specie con basse temperature esterne).

    Riscaldamento centralizzato: quando può avere senso integrare

    Se abiti in un condominio con riscaldamento centralizzato, il climatizzatore a pompa di calore non deve sostituire la caldaia, ma aiutarla. È l'alleato perfetto nelle mezze stagioni, quando non fa ancora abbastanza freddo per accendere tutto l'impianto, o se vuoi scaldare solo una stanza specifica in certi orari. La logica è semplice: usa il condizionatore quando fuori il clima è dolce (perché consuma pochissimo) e lascia fare alla caldaia il 'lavoro sporco' quando arriva il gelo vero.

    Sistema ibrido e integrazione con fotovoltaico nei periodi critici

    Il sistema di riscaldamento ibrido, inteso come integrazione tra pompa di calore e generatore tradizionale (tipicamente caldaia), ha un obiettivo: utilizzare in ogni fase il generatore più adatto dal punto di vista energetico ed economico, garantendo continuità di servizio anche in condizioni climatiche severe. In un approccio razionale:

    • la pompa di calore copre gran parte del fabbisogno quando la temperatura esterna è abbastanza mite da consentire buone prestazioni invernali;
    • il generatore tradizionale interviene nelle condizioni più gravose oppure quando serve una potenza elevata in tempi rapidi.

    L’integrazione con impianto fotovoltaico migliora ulteriormente l’equilibrio energetico. La pompa di calore sposta il consumo verso l’elettricità e, se parte di questa è autoprodotta, il costo marginale del calore utile può ridursi. L’efficacia cresce quando produzione solare e fabbisogno coincidono, tipicamente nelle mezze stagioni. Nelle giornate invernali più rigide la produzione fotovoltaica può essere inferiore, ma resta possibile ottimizzare l’autoconsumo con logiche di gestione dei carichi e, in alcuni casi, con accumulo.

    Detrazioni e incentivi: è il momento giusto per acquistare?

    La valutazione va condotta senza automatismi, poiché gli incentivi possono ridurre il costo iniziale e accelerare il rientro, ma la convenienza di lungo periodo resta legata ai consumi reali, quindi all’efficienza stagionale nel clima di riferimento e all’edificio. In pratica, incentivi e detrazioni migliorano:

    • il tempo di rientro dell’investimento,
    • la sostenibilità economica dell’intervento,
    • la possibilità di scegliere modelli di qualità più elevata e installazioni più curate.

    La qualità dell’installazione resta un fattore determinante: posa corretta, linee frigorifere adeguate, vuoto e tenuta del circuito, carica refrigerante conforme, scelta della posizione dell’unità esterna e gestione della condensa sono aspetti che incidono su prestazioni, rumorosità e affidabilità.

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