Abbiamo testato ChatGPT Atlas e Perplexity Comet: cosa possono fare oggi gli AI browser
Abbiamo messo alla prova ChatGPT Atlas e Perplexity Comet per capire cosa sono davvero gli AI browser: strumenti che promettono di cambiare il modo in cui navighiamo su internet. Dai confronti tra prodotti all’automazione di alcune operazioni, ecco cosa funziona già, dove mostrano i loro limiti e in quali casi possono essere davvero utili.
L’intelligenza artificiale è ormai entrata stabilmente nella vita quotidiana di ognuno di noi. Ma mentre l’attenzione si concentra spesso su chatbot e generatori di contenuti (da ChatGPT a Gemini, Claude, Perplexity, qui ti spieghiamo le differenze tra le AI), una trasformazione altrettanto rilevante sta avvenendo in uno strumento che utilizziamo ogni giorno: il browser, ovvero il software che ci consente di navigare su internet (Google Chrome, Mozilla Firefox, Apple Safari…).
Sul panorama digitale hanno fatto capolino nuovi AI browser che promettono di cambiare il modo in cui navighiamo online. Oggi consultiamo pagine web in maniera più o meno statica, questi nuovi AI browser si presentano come sistemi in grado di leggere, sintetizzare e, in alcuni casi, agire al posto nostro. Per capire quanto queste promesse siano già realtà, abbiamo analizzato due tra i più avanzati disponibili oggi: ChatGPT Atlas e Perplexity Comet. E ne abbiamo osservato il comportamento in scenari concreti di utilizzo.
Torna all'inizioI browser che interpretano le informazioni
La prima distinzione importante riguarda la natura di questi strumenti. A primo impatto verrebbe da immaginare un chatbot inserito dentro una finestra di navigazione. In realtà, pur integrando un’interfaccia conversazionale, questi strumenti vanno oltre, perché possono anche interagire direttamente con i siti web. Rappresentano una categoria distinta, perché l’intelligenza artificiale diventa una componente strutturale del browser.
In un browser tradizionale, l’utente cerca informazioni, apre pagine e compie ogni azione manualmente. Negli AI browser, invece, il sistema può analizzare i contenuti delle pagine aperte, interpretare richieste in linguaggio naturale e, in alcuni casi, intervenire direttamente sulle interfacce dei siti web. Questo significa che il browser diventa un intermediario attivo tra l’utente e il web.
Torna all'inizioDove sono già più efficaci dei browser tradizionali
Rispetto alla navigazione tradizionale, che richiede di consultare più pagine, confrontare manualmente le informazioni e sintetizzarle, gli AI browser possono svolgere queste attività in modo più rapido e integrato. I test mostrano con chiarezza che il loro vantaggio emerge soprattutto nelle attività informative. Quando si tratta di confrontare prodotti, raccogliere dati da più fonti o sintetizzare contenuti complessi, questi strumenti riescono a ridurre in modo significativo il numero di passaggi manuali. Nel caso di un confronto tra smartphone, ad esempio, tutti i browser analizzati sono stati in grado di combinare specifiche tecniche, prezzi e rivenditori in un’unica risposta strutturata, spesso adattata al contesto geografico dell’utente.
Il beneficio, oltre che dalla velocità, deriva dalla capacità di organizzare le informazioni. Invece di passare da una scheda all’altra e ricostruire manualmente un quadro d’insieme, l’utente riceve un risultato già elaborato.
Un vantaggio simile emerge nell’analisi di documenti. Nei test su testi complessi, come potrebbero essere le condizioni di un contratto, gli AI browser sono riusciti a individuare gli elementi rilevanti, evidenziare criticità e adattare l’interpretazione al contesto europeo. Questo tipo di supporto riduce il tempo necessario per comprendere contenuti articolati e aiuta a orientarsi tra informazioni spesso difficili da leggere.
Anche nella gestione delle attività quotidiane il contributo è significativo. Collegando email, calendario o documenti, questi strumenti possono restituire una visione sintetica di informazioni distribuite su più piattaforme, riducendo lo sforzo necessario per mettere insieme dati dispersi.
Torna all'inizioPossono eseguire azioni (a differenza dei chatbot)
La novità più interessante riguarda però la capacità di eseguire azioni. Alcuni AI browser introducono una modalità cosiddetta agentica, che consente al sistema di interagire direttamente con i siti web. Nei test, ChatGPT Atlas e Perplexity Comet sono stati in grado di navigare tra più pagine, compilare moduli e portare avanti sequenze operative complete, come una prenotazione online, fermandosi prima della conferma finale.
A differenza dei chatbot tradizionali, che possono suggerire i passaggi da seguire, gli AI browser sono in grado di eseguire direttamente azioni sui siti web. Nei test, ad esempio, a partire da una richiesta come “Prenotami il miglior ristorante brasiliano di Milano per due persone per venerdì sera”, il browser ha cercato tra le recensioni dei ristoranti, individuato quello più adatto, verificato la disponibilità e si è fermato sulla pagina di prenotazione in attesa della conferma finale. Si tratta di una sequenza di operazioni che normalmente richiederebbe diversi passaggi manuali (ricerca, confronto, apertura di più siti, verifica disponibilità), mentre in questo caso viene gestita in modo integrato e molto più rapido. L’utente mantiene comunque il controllo nelle fasi più sensibili, come la conferma della prenotazione o l’inserimento di dati personali.
Torna all'inizioI limiti emersi nei test
Nonostante i progressi, esistono comunque alcuni limiti. Uno, per esempio, è che l’automazione non funziona allo stesso modo su tutti i siti. Alcune piattaforme, per ragioni tecniche o di sicurezza, rendono difficile o impossibile l’interazione automatica. In altri casi, capita che i risultati non rispettino pienamente i criteri richiesti o varino tra un’esecuzione e l’altra, riflettendo la natura probabilistica dei sistemi di intelligenza artificiale.
Anche nei test più complessi, come la ricerca di luoghi con criteri precisi o la selezione di opzioni ottimali, i browser non sono riusciti a soddisfare perfettamente tutte le condizioni richieste. Questo significa che l’utente deve comunque mantenere un ruolo attivo di verifica, soprattutto quando le decisioni hanno conseguenze concrete.
Torna all'inizioPrivacy e sicurezza, cosa cambia per l’utente
L’integrazione tra AI e browser introduce anche nuove implicazioni sul piano della sicurezza. Questi strumenti possono accedere ai contenuti delle pagine, interagire con moduli e, se autorizzati, collegarsi a servizi personali come email e documenti. Non si tratta certo di rischi completamente nuovi, ma la capacità del browser di agire amplifica l’impatto potenziale di eventuali errori o abusi. Si tratta, comunque, di punti di attenzione sempre validi e legati al buon senso di chi li utilizza. Dai nostri test, comunque, non emergono al momento particolari criticità.
Nei test sono stati osservati alcuni meccanismi di protezione, in particolare nella gestione dei dati sensibili come le informazioni di pagamento. In questi casi, i sistemi tendono a interrompere l’azione o richiedere un intervento manuale. Resta però fondamentale un uso consapevole, evitando di inserire dati sensibili nei prompt (l’insieme delle istruzioni fornite) e verificando sempre le operazioni prima di confermarle.
Torna all'inizioCosti e diffusione
Le funzionalità più avanzate degli AI browser sono oggi legate a versioni a pagamento. I test sono stati condotti utilizzando abbonamenti premium, che garantiscono accesso completo alle capacità agentiche e ai modelli più evoluti. Le versioni gratuite esistono, ma con limitazioni significative nell’utilizzo.
Anche dal punto di vista della compatibilità, la situazione è ancora in evoluzione. Alcuni strumenti non sono disponibili su tutte le piattaforme e l’accesso può variare in base al dispositivo e al sistema operativo.
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