Buongiorno
in seguito ad un sinistro sulle piste da sci, che è stato ampiamente documentato e certificato in seguito a visite specialistiche e esami di risonanza magnetica, l'assicurazione si è rifiutata di procedere alla liquidazione delle spese sostenute con la seguente motivazione:
"Dalla documentazione prodotta e dalla perizia medico legale effettuata in data 27/04/2026, è stata riconosciuta un’invalidità permanente (IP) pari al 2% in base alle tabelle INAIL del D.P.R. 30.06.1965 n. 1124.
Tale percentuale risulta assorbita dalla franchigia contrattuale del 3% (Art. 2.4 – 10 Franchigia)"
Ora l'assicurazione in questione ha un tetto massimo di indennizzo di € 1.000 e dovrebbe coprire infortuni durante il tempo libero. Il valore della polizza suggerisce la volontà di coprirsi dai piccoli infortuni. Nel caso di specie l'esame di risonanza magnetica ha evidenziato una lesione del legamento laterale, e il medico ha prescritto un trattamento tekar ed un breve percorso di riabilitazione. Le spese sono state fortunatamente contenute (768 €), ma l'assicurazione con la motivazione di cui sopra si è rifiutata di procedere ad un rimborso anche parziale. Nella sostanza si configura la pratica che se l'infortunio è grave, comunque la polizza offre un indennizzo con un tetto di € 1.000, in caso contrario viene qualificato sotto alle soglie di liquidabilità.
Sono profondamente rammaricato per l'accaduto e provvederò anche a diffida formale per malafede (art. 88 Codice Assicurazioni).