Con la presente intendo contestare formalmente l’addebito relativo ai costi di cessazione della linea fissa n. 0804344551, attualmente presenti nella fattura emessa da TIM, che ad oggi non ho provveduto a pagare in quanto ritengo tali importi completamente non dovuti.
La cessazione della linea è stata richiesta dopo soli due giorni dall’attivazione del servizio, esclusivamente a causa di un grave malfunzionamento della connessione, che all’interno dell’abitazione risultava inutilizzabile per assenza/scarsa copertura del segnale. Tale problematica era stata anche segnalata preventivamente, poiché avevo già comunicato che nella mia abitazione il segnale TIM risultava debole anche su rete mobile.
Nonostante il reale problema fosse il malfunzionamento del servizio, gli operatori TIM hanno gestito la pratica in modo errato registrandola come “diritto di recesso”, circostanza che non avrebbe neppure dovuto essere applicata, essendo il contratto stato sottoscritto presso punto vendita.
Successivamente mi sono ritrovato addebitati costi di cessazione/disattivazione che non avrebbero dovuto essere previsti, proprio perché la problematica originaria era tecnica e imputabile al servizio non funzionante.
Nel corso dei mesi ho contattato ripetutamente il servizio clienti 187 e ogni operatore forniva versioni differenti:
chi confermava che lo storno sarebbe stato effettuato;
chi sosteneva che la pratica fosse corretta;
chi dichiarava che si trattasse di un errore interno;
chi apriva nuove segnalazioni senza mai risolvere concretamente il problema.
Mi è stato inoltre confermato dagli stessi operatori che la gestione iniziale della pratica era stata effettuata in modo scorretto e che il malfunzionamento avrebbe dovuto essere registrato diversamente.
Preciso inoltre che il modem è stato restituito regolarmente mesi fa.
Questa situazione, però, non rappresenta un caso isolato. Negli ultimi mesi ho avuto ulteriori esperienze estremamente problematiche con TIM proprio riguardo la gestione del diritto di recesso/ripensamento e dei diritti previsti dalla normativa europea a tutela del consumatore.
Recentemente ho avuto una grave problematica anche con un abbonamento TIMVISION annuale dilazionato in 12 mesi, per il quale avevo richiesto il recesso entro i termini previsti dalla legge. Nonostante ripetute chiamate al 119 e reclami inviati, ho ricevuto risposte contraddittorie, conferme poi smentite e comunicazioni errate, con enorme difficoltà nell’ottenere una gestione chiara della pratica.
Analoga situazione si è verificata anche con una SIM TIM attivata online, per la quale il diritto di recesso veniva continuamente gestito in maniera confusa e non conforme, inviando perfino modulistiche errate e tentando di trasformare una richiesta di recesso in semplice cessazione ordinaria, con conseguenze economiche penalizzanti per il cliente.
Ritengo estremamente grave che TIM continui a gestire in modo così confuso e contraddittorio pratiche relative a diritti fondamentali del consumatore, costringendo i clienti a continui reclami, telefonate e contestazioni per ottenere ciò che dovrebbe essere garantito automaticamente dalla normativa vigente.
Per tali motivi:
contesto integralmente gli importi di cessazione presenti nella fattura relativa alla linea n. 0804344551;
chiedo l’annullamento/storno completo degli addebiti;
chiedo conferma scritta della chiusura corretta della pratica senza ulteriori costi;
diffido TIM dal procedere con eventuali recuperi credito relativi a somme che ritengo non dovute.
In assenza di una soluzione definitiva, mi riservo di proseguire la segnalazione presso associazioni consumatori, organismi competenti e ulteriori sedi per la tutela dei miei diritti.
Cordiali saluti,
Cosimo D’Alessio