Con la presente intendo esporre formale reclamo nei confronti dell’Università eCampus in relazione alla gestione della mia carriera accademica e alla richiesta illegittima di pagamento per l’annualità 2026/2027.
I FATTI
In data febbraio 2026, con congruo preavviso rispetto alla scadenza naturale del mio contratto (fissata al 28/03/2026), ho provveduto a inviare comunicazione formale tramite PEC manifestando la mia chiara ed inequivocabile volontà di recedere dal contratto e di non rinnovare l'iscrizione per l'anno successivo.
Nonostante la mia tempestiva comunicazione, l'Ateneo ha impedito l'esercizio del mio diritto di recesso, sostenendo che la procedura di rinuncia agli studi sia attivabile esclusivamente in una ristretta "finestra temporale" compresa tra il 1° giugno e il 31 luglio. Tale imposizione burocratica ha il solo scopo di far scattare il rinnovo automatico del contratto, obbligandomi al pagamento di un’annualità di cui ho già dichiarato di non voler usufruire, solamente perché secondo loro posso esporre la rinuncia agli studi in un'annualità ancora attiva e totalmente saldata, però solo tra giugno e luglio. Ci tengo a precisare che io ho mandato la pec in un'annulità attiva e del tutto saldata (14/02/2026) ovvero prima della scadenza del contratto del prima anno accademico che sarebbe scaduto il 28/03/2026.
L'Ateneo giustifica le proprie pretese citando la presenza della mia "doppia firma" sulle clausole contrattuali. Si contesta fermamente tale posizione: la giurisprudenza e il Codice del Consumo stabiliscono che la doppia firma non sana la vessatorietà di clausole che creano un eccessivo squilibrio tra le parti. Impedire il recesso a marzo per forzare un pagamento a giugno è una pratica abusiva che viola il principio di buona fede, rendendo tali clausole nulle nonostante la sottoscrizione.
Segnalo inoltre che mi è stato imposto di indicare "Novedrate" come luogo di firma sul contratto, mentre mi trovavo fisicamente a Varese.
Dichiaro la mia piena disponibilità a corrispondere i 600,00 euro previsti per i diritti di segreteria per la rinuncia agli studi, al fine di chiudere definitivamente la mia posizione. Non sono invece in alcun modo disposta a pagare un'intera annualità per un servizio mai usufruito e formalmente rifiutato a febbraio, solo perché l'Ateneo impone una finestra temporale di consegna del modulo successiva alla scadenza del contratto.
In allegato la risposta dell'ateneo al mio avvocato.
Cordiali saluti,
Marciello Francesca