Bacheca dei reclami

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C. D.
10/09/2026

Bonifico duplicato

Ho eseguito diversi bonifici nella mattina dello stesso giorno, allo sportello di una filiale. Nel pomeriggio ricevo la telefonata dalla stessa impiegata che ha effettuato i bonifici, che mi avverte che uno non è stato eseguito. L'indomani mi reco allo stesso sportello, dalla stessa impiegata e ripeto il bonifico. Dopo un mese, al ricevimento dell'estratto conto, constato che un bonifico è stato effettuato due volte e un altro, di cui possiedo ricevuta firmata e timbrata, non vi è traccia. Mi reco in banca e la stessa impiegata se ne lava le mani. Dice che io ho fatto i bonifici e io mi devo preoccupare di recuperare i soldi pagati due volte. Per quanto riguarda l'altro bonifico non eseguito, dice che la ricevuta non vale niente ed è un problema mio se non è stato eseguito

In lavorazione
M. B.
10/09/2026

FORMALE RECLAMO E CONTESTAZIONE PROPOSTA INDENNIZZO – Ordini n. 1601254963 e n. 1601004787

Spett.le IKEA Italia Retail S.r.l., con la presente desidero sottoporvi direttamente la contestazione relativa alla gestione della consegna e del montaggio della mia cucina IKEA, già oggetto di tre precedenti reclami e comunicazioni formali inviate tramite PEC, nonché di numerose telefonate. Vi scrivo per richiedere formalmente una decisa e immediata rivalutazione dell'indennizzo da voi proposto, che ritengo del tutto insufficiente e non proporzionato alla gravità, alla durata e alla reiterazione dei disservizi subiti. Di seguito riassumo gli ultimi sviluppi, che purtroppo hanno ulteriormente aggravato una vicenda già estremamente problematica. Come già illustrato nelle precedenti comunicazioni, la consegna, il montaggio e l'allacciamento della cucina, relativi agli ordini n. 1601254963 e n. 1601004787, erano originariamente previsti per il 22 giugno 2026. A seguito di una lunga serie di disservizi – ritardo nella consegna, mancata esecuzione del montaggio, annullamento dell'allacciamento idrico per problematiche tecniche mai evidenziate in fase di progettazione, mancata presa in carico della situazione e necessità di essere io stessa a sollecitare ripetutamente il servizio clienti – il montaggio era stato infine riprogrammato per il 4 settembre 2026. Nel frattempo avevo inviato due formali reclami tramite PEC, rispettivamente il 22 giugno e il 2 luglio, rimasti completamente privi di risposta. Solo a seguito di un'ulteriore comunicazione inviata il 16 agosto 2026, IKEA ha finalmente fornito un riscontro. Nella risposta ricevuta, avete riconosciuto il disservizio e vi siete scusati per quanto accaduto, specificando comprensibilmente che la valutazione di un eventuale indennizzo avrebbe dovuto essere effettuata soltanto al termine dei lavori, una volta completato il montaggio previsto per il 4 settembre. Già in quella circostanza, tuttavia, mi è stato comunicato che sarei stata io, ancora una volta, a dovervi ricontattare al termine dei lavori per richiedere la valutazione dell'indennizzo. Mi è stato inoltre fornito un numero telefonico, definito nella comunicazione come «il canale più rapido per ottenere un riscontro». Ho quindi atteso fiduciosa il 4 settembre, nella speranza che la vicenda potesse concludersi. Purtroppo anche questa aspettativa è stata disattesa. Il 4 settembre il montaggio è effettivamente iniziato, ma non è stato possibile completarlo perché uno dei componenti della cucina risulta danneggiato durante la consegna. Il montaggio è quindi rimasto nuovamente incompleto. La squadra incaricata dell'intervento mi ha informata che IKEA mi avrebbe prontamente ricontattata per riprogrammare il completamento del lavoro. La sera stessa, per aggiornarvi come stabilito nell’unica mail che mi avete mandato il 17/8, ho contattato il numero telefonico che mi avevate fornito indicato come "canale rapido", scoprendo però che si trattava del normale numero del servizio clienti. Mi sono trovata, per l'ennesima volta, a dover raccontare integralmente la vicenda a una nuova operatrice che non ne aveva alcuna conoscenza. L'operatrice mi ha comunicato che sarei stata ricontattata direttamente da IKEA lunedì 7 settembre, sia per programmare il completamento del montaggio sia per valutare l'indennizzo. Anche questa promessa non è stata mantenuta: non sono stata contattata né il 7, né l'8, né il 9 settembre. Ancora una volta, pertanto, sono stata costretta a prendere personalmente l'iniziativa e a ricontattare IKEA il 9 settembre. Durante questa ulteriore telefonata ho chiesto sia la riprogrammazione del montaggio del componente danneggiato sia la definizione dell'indennizzo. Per quanto riguarda il completamento del lavoro, mi è stato comunicato che il pezzo necessario non è attualmente disponibile a magazzino e che non è nemmeno possibile programmare una nuova data. Ad oggi, quindi, la cucina risulta ancora formalmente incompleta e non esiste una data certa per la conclusione definitiva dei lavori. Per quanto riguarda invece l'indennizzo, mi è stata proposta una compensazione complessiva pari a soli € 360,00, di cui due terzi sotto forma di buoni acquisto. Ritengo questa proposta assolutamente non adeguata e sproporzionata. La vicenda non riguarda infatti un singolo inconveniente o un semplice ritardo. Nel corso di quasi 3 mesi si sono verificati: • ritardi nella consegna; • mancata esecuzione del primo montaggio previsto; • necessità di attendere oltre due mesi per il nuovo appuntamento; • mancato completamento anche del secondo montaggio; • danneggiamento di un componente durante la consegna; • errori o carenze nella fase di progettazione (allacciamento idrico); • impossibilità di programmare, ad oggi, la conclusione definitiva dei lavori; • due reclami formali tramite PEC rimasti senza risposta; • innumerevoli telefonate effettuate personalmente per sollecitare attività vostre; • ripetute promesse di ricontatto mai mantenute. Ma soprattutto, ciò che desidero evidenziare con forza è il grave ed effettivo disagio economico e logistico provocato dalla totale inagibilità dell'appartamento per oltre due mesi. Trattandosi della casa destinata a mio figlio, la prolungata assenza di una cucina funzionante e, in particolare, dell'uso del lavello, ha reso la casa del tutto invivibile. Mio figlio è stato costretto per settimane a dover trovare sistemazioni alternative per dormire e a dover costantemente pranzare e cenare fuori casa. Pur non presentando in questa sede un calcolo analitico delle singole ricevute, si tratta di disagi reali e di spese rilevanti che hanno inciso pesantemente sulla gestione familiare. A ciò si aggiungono il tempo perso, lo stress derivante dall'incertezza continua e la necessità di modificare ripetutamente gli impegni personali e lavorativi. Alla luce di quanto esposto, vi chiedo pertanto una significativa revisione al rialzo dell'indennizzo proposto, che tenga conto della reale portata del danno e dell'inagibilità dell'immobile per oltre due mesi. Inoltre, tenendo conto del fatto che sto attualmente completando l'arredo della casa di mio figlio, desidero venirvi incontro dal punto di vista operativo: sono assolutamente disponibile ad accettare la totalità dell'indennizzo interamente sotto forma di Buoni Acquisto IKEA, a patto che l'importo complessivo venga riparametrato in modo congruo e sostanzialmente più elevato rispetto ai soli 360 € proposti. Confido che IKEA voglia valutare questa vicenda nella sua complessità, dimostrando concretezza e attenzione verso un cliente fortemente penalizzato. Resto in attesa di un vostro riscontro formale e di una nuova proposta adeguata, unitamente alla data per il completamento definitivo dei lavori. Cordiali saluti, Marina Bergamini Email: marinabergamini@inwind.it Tel: 327.57.65.084

In lavorazione
A. P.
10/09/2026
pronto casa srl

contestazione intervento elettrico e richiesta di assistenza per recupero somme versate

Oggetto: contestazione intervento elettrico e richiesta di assistenza per recupero somme versate Spett.le Altroconsumo, la sottoscritta Silvia Peraboni, residente in Cologno Monzese (MI), Via Tagliabue n. 20, chiede assistenza in relazione ad un intervento effettuato presso la propria abitazione dalla società PRONTO CASA SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA SEMPLIFICATA, con sede in Milano, Viale Pasubio n. 14, P. IVA 12433330961. Descrizione dei fatti In data 17 agosto 2026 la sottoscritta contattava la predetta società per richiedere l'intervento di un elettricista a causa del continuo sgancio del salvavita dell'impianto elettrico domestico. Gli operai intervenuti procedevano ad effettuare diverse lavorazioni e alla sostituzione di componenti del quadro elettrico senza fornire una preventiva spiegazione tecnica dettagliata del guasto riscontrato, della necessità degli interventi e dei relativi costi. Al termine dell'intervento veniva richiesto il pagamento immediato della somma di euro 976,00, importo che la sottoscritta provvedeva a corrispondere mediante POS. Successivamente riceveva la fattura n. 490 del 17/08/2026 nella quale venivano indicate le seguenti lavorazioni: riparazione corto circuito; integrazione impianto elettrico; modifica quadro; sostituzione interruttore generale; installazione di un salvavita; sostituzione di due interruttori di linea; manutenzione straordinaria dell'impianto. Nella medesima fattura compare inoltre la dicitura: "Il tutto preventivato a corpo previo preventivo verbale". Motivi della contestazione La sottoscritta contesta integralmente tale affermazione in quanto non le è mai stato comunicato né sottoposto alcun preventivo di euro 800,00 prima dell'esecuzione dei lavori e non ha mai accettato verbalmente tale importo. La dicitura riportata in fattura viene pertanto formalmente contestata in quanto non corrispondente a quanto realmente accaduto. Successivamente all'intervento è emerso che il problema era riconducibile alla presa/spina del frigorifero che presentava umidità e provocava l'intervento del salvavita. Tale circostanza ha fatto sorgere seri dubbi circa la reale necessità delle numerose sostituzioni effettuate sul quadro elettrico e della relativa spesa sostenuta. In data 18 agosto 2026 la sottoscritta inviava una formale contestazione alla società chiedendo spiegazioni tecniche dettagliate, l'indicazione dei componenti sostituiti, la documentazione delle verifiche eseguite e il rimborso dell'importo corrisposto. La risposta ricevuta si limitava ad affermare genericamente che gli operai avrebbero comunicato il prezzo prima dell'intervento e che le sostituzioni sarebbero state effettuate perché "probabilmente necessarie", senza fornire alcuna documentazione tecnica a supporto di tali affermazioni. La sottoscritta ha inoltre contattato ripetutamente il titolare della società, ABOUHASHIMA ADEL ABDELAZIZ ABDELLATIF, invitandolo ad effettuare personalmente un sopralluogo per verificare la correttezza dei lavori eseguiti e chiarire la necessità degli interventi fatturati. Nonostante le richieste, non è mai stato effettuato alcun sopralluogo né sono stati forniti ulteriori chiarimenti o prove tecniche. Richiesta Con la presente la sottoscritta chiede ad Altroconsumo: di valutare la correttezza del comportamento adottato dalla società; di verificare l'eventuale sussistenza di pratiche commerciali scorrette o di altre violazioni dei diritti del consumatore; di assisterla nell'ottenimento della documentazione tecnica che giustifichi le lavorazioni fatturate; di supportarla nel tentativo di ottenere il rimborso totale o parziale delle somme corrisposte; di fornire indicazioni sulle ulteriori iniziative esperibili a tutela dei propri diritti. Documentazione allegata Fattura n. 490 del 17/08/2026. Contestazione trasmessa alla società in data 18/08/2026. Risposta della società del 24/08/2026. Visura camerale della società. Ricevuta del pagamento POS. Eventuale documentazione fotografica. Confidando nel Vostro supporto, porgo cordiali saluti. Silvia Peraboni

In lavorazione
A. R.
10/09/2026

RECLAMO FORMALE E DIFFIDA URGENTE – Risarcimento danni pari a € 1.500 per ritardi / danneggiamenti

Spett. IKEA In data 27/05/2025 ho sottoscritto il contratto per l'acquisto di un armadio componibile con il relativo montaggio concordando un corrispettivo pari a 2000 EURO. Il sottoscritto intende con la presente formalizzare un reclamo durissimo in merito alla gestione pessima, negligente e gravemente inadempiente relativa alla consegna e al montaggio dei beni acquistati. La situazione ha superato ogni limite di tollerabilità: Ritardi inaccettabili: Avete impiegato ben 6 mesi per portare a termine il montaggio, violando palesemente e gravemente le tempistiche stabilite contrattualmente. Danneggiamenti gravissimi alla proprietà: Durante le fasi di trasporto e montaggio, il vostro personale ha dimostrato totale imperizia e negligenza. In particolare: I trasportatori hanno fatto cadere rovinosamente le ante durante l'ingresso, danneggiando gravemente la porta d'ingresso in legno massello, i pavimenti e gli spigoli dei muri. Durante il montaggio, il montatore ha fatto cadere l'avvitatore, provocando ulteriori e pesanti danneggiamenti (ampiamente documentati dalle foto già inviate). Palleggio di responsabilità e perdite di tempo: È più di un anno che mi costringete a inviare foto, spiegazioni, a ripetere le stesse cose e ad aspettare risposte in un rimpallo di responsabilità vergognoso. Non sono più disposto ad attendere un solo giorno o a tollerare ulteriori perdite di tempo. Riferimenti normativi di legge: Art. 1218 del Codice Civile (Responsabilità del debitore): Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. Voi e i vostri incaricati (trasportatori/montatori) avete violato sia i termini di consegna sia l'obbligo di eseguire il servizio con la diligenza professionale richiesta (Art. 1176 c.c.). Art. 2043 del Codice Civile (Risarcimento per fatto illecito): Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno. I danni provocati alla porta in legno massello, ai pavimenti e agli spigoli costituiscono un chiaro danno extracontrattuale e materiale imputabile all'imperizia dei vostri operatori. Art. 1453 del Codice Civile: Inadempimento nei contratti a prestazioni corrispettive, con diritto al risarcimento integrale del pregiudizio economico subito. TUTTO CIÒ PREMESSO E RICHIESTO CHIEDO E PRETENDO il pagamento immediato e senza ulteriori rinvii della somma di € 1.500,00 a titolo di integrale risarcimento per i danni materiali provocati alla mia proprietà. Vi impongo di riscontrare la presente entro e non oltre 5 giorni dal ricevimento, confermando l'accredito o la modalità di liquidazione dell'importo richiesto. In difetto, stanco di questa interminabile attesa e dei vostri comportamenti elusivi, trasmetterò immediatamente la pratica al mio legale di fiducia per l'avvio delle azioni giudiziarie nei vostri confronti, aggravando la posizione con la richiesta di ulteriori spese e danni. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.

In lavorazione
L. M.
09/09/2026

Intervento elettricista

Buongiorno, premetto che il documento rilasciatoci è un preventivo non numerato che riporta il solo nome dell'addetto, peppe, giorno 5/9/2026. A seguito di danno elettrico da corto circuito caldaia, mia mamma vi ha chiamato l'intervento di un elettricista: non siamo qui a contestare il costo della vostra chiamata per l'urgenza. Al suo arrivo, puntuale, era presente: un dirigente hera, il sottoscritto e due nostri familiari. Il Vostro collaboratore, per quanto gentile non poteva essere un elettricista. Non c'erano le basi. Non sapeva svitare un quadro, non ha saputo rimontare le placchette della corrente sostenendo che occorreva la colla (poi regolarmente avvitate dal tecnico hera subentrato in un secondo momento). Sono state spanate tutte le viti del quadro, è stato sostiuito un differenziale in quanto faceva scintille, ma non poteva essere diversamente: i cavi elettrici della caldaia in corto non erano ancora stati tagliati/isolati. Gli è stato suggerito in un secondo momento. I due interruttori differenziali sostituiti (abbiamo poi rimontato i nostri che funzionavano già) sono stati fatti pagare 200 euro ciascuno, prezzo riferito dal tecnico stesso, mentre sappiamo che i bticino costano 18. La tensione saliva ma abbiamo cercato di non sconfinare oltre, anche se la situazione era tesa per l'evidenza dell'insuccesso. Il signor peppe ha richiesto i cappucci di copertura cavi al nostro vicino, il dirigente Hera che ha assecondato la richiesta sebbene irritato per l'incompetenza assoluta. In sintesi: i 976 euro saldati non trovano rispecchiamento con il risultato finale. Il lavoro è stato completato in tandem con un secondo professionista che purtroppo non era presente in un primo momento, ragion per cui abbiamo fatto ricorso a voi. Nessuno del vicinato può credere al costo. RIteniamo legittimo un onere di chiamata adeguato all'urgenza, ma non il lucro tanto spietato sui ricambi (non necessari) ai danni di una pensionata, ma ancor di più su un manutentore a disagio che si faceva impartire ordini da un dirigente hera giunto in un secondo momento, che gli faceva notare le mille manchevolezze. Insomma, problema risolto ma non grazie a Voi, anzi sono rimasti danneggiamenti. Invece di eliminare per primo il corto netto della caldaia si interveniva nel quadro generale sostituendo swich che non riportavano la luce... e non potevano riattivarla. Un tecnico chiamato per assenza di corrente che si presenta senza una torcia e chiede costantemente l'ausilio di un telefono per inquadrare i fili per tutto il tempo, scusate, non potete farcelo passare per un elettricista specializzato. La presente trova seguito con l'associazione dei consumatori e con l'ufficio legale, in ogni caso viene a perdersi ogni sorta di fiducia e credibilità sui ruoli professionali del Vostro indotto. Se intendete applicare costi ragionevoli, fatelo: ma senza speculare sulla professionalità assoluta, compresa quella sui ricambi. Luca Mazzanti

In lavorazione
A. C.
09/09/2026
Bluserena

Gravi disservizi

Oggetto: Abbandono struttura per gravi carenze igienico-sanitarie e mancato rimborso – Serenusa Village (Bluserena S.p.A. In data 27/08/2026 il mio nucleo familiare è stato costretto a effettuare un check-out anticipato d'urgenza dal Serenusa Village (Licata) a causa di gravissimi disservizi e condizioni igieniche intollerabili (camera e letti invasi da formiche, aria condizionata guasta e infortunio al piede di mio figlio minore). La reception ha rifiutato di rilasciare il verbale di contestazione. Ho già inviato due formali diffide via PEC a Bluserena S.p.A. (in data 27/08 e 05/09) richiedendo il rimborso delle notti non usufruite pagate tramite bonifico bancario, ma l'azienda si ostina a rimanere in totale silenzio. Richiedo l'intervento di Altroconsumo per l'ottenimento del rimborso spettante. Inoltre richiedo risarcimento per la ferita, e danni morali della vicenda accaduta.

Chiuso
I. H.
09/09/2026

Servizio Legale Altroconsumo Inutile e Insistente

Gentile Altroconsumo, Purtroppo sono qui ad usare il vostro servizio reclamo facile per aprire un reclamo contro il vostro servizio di consulenza legale incompetente e inutile e con operatori maleducati e poco professionali e antipatici. Nessuno di reclami aperti sulla vostra piattaforma ha avuto seguito o buon fine, vengono sempre chiusi in automatico senza risoluzione o senza riscontro. è quasi impossibile contattare la vostra consulenza legale, i tempi di attesa sono lunghissimi e spesso non risponde nessuno e la chiamata si interrompe in automatico senza risposta. Gestione malissima dei reclami e qui mi riferisco in particolare al reclamo aperto contro Europcar Malta numero 15300788. Durante la vostra comunicazione con Europcar Malta dove io non ero in copia, la controparte il 30/07/2026 ha proposto una soluzione amichevole scrivendo a voi direttamente alla email reclami@altroconsumo.it MA VOI NON MI AVETE MAI INOLTRATO QUESTA EMAIL, sono stati loro ad inoltrarmi questa email quando gli ho scritto il 31/08/2026..... Chiamo diverse volte il vostro servizio legale per chiedere chiarimenti ma in 3 giorni non riuscivo quindi chiedo un ricontatto che è avvenuto solo dopo altri 3 giorni con un operatore maleducato che mi ha chiuso la chiamata in faccia..... Chiedo il rimborso di tutto quello che vi ho pagato come socio.....

In lavorazione
S. T.
09/09/2026
Riparazioni 2000 Srl

Riparazioni 2000 Srl: intervento idraulico non risolutivo, gravi danni all'impianto

Desidero segnalare un gravissimo disservizio e un comportamento altamente scorretto da parte della ditta Riparazioni 2000 Srl a seguito di un intervento idraulico urgente presso la mia abitazione il 08/09/2026.Il tecnico inviato ha inizialmente manovrato le tubazioni poste a valle del contatore per una micro-perdita (un semplice gocciolamento). A causa di una manipolazione errata, la tubazione ha ceduto trasformando il gocciolamento in due vistosi getti d’acqua. A quel punto, l'operatore ha preteso la cifra di € 1.000 + IVA per procedere. Nonostante avessi fatto presente che il peggioramento fosse una diretta conseguenza della sua imperizia, il tecnico ha tagliato i tubi applicando un precario raccordo in plastica accoppiato a uno spezzone di tubo in alluminio.Nel compiere questa manovra, forzando e strattonando le condutture, l'idraulico ha persino danneggiato la tubazione a monte del contatore, provocando una massiccia perdita d'acqua proveniente dalla rete idrica comunale. Nel maldestro tentativo di tamponare il flusso, ha manovrato la valvola di intercettazione esterna fino a romperla, rendendo impossibile la chiusura dell'acqua. Dopo diversi tentativi vani, ha abbandonato l’abitazione pretendendo e ottenendo il pagamento immediato di € 1.220,00 (€ 1.000 + IVA) tramite POS, lasciandomi in una situazione di palese emergenza. Ho dovuto richiedere l’intervento d'urgenza dei tecnici della società di rete A2A, i quali hanno dovuto ricostruire le tubature sia a monte che a valle del contatore usando raccordi in ferro. I tecnici A2A hanno espressamente evidenziato come l'utilizzo di un raccordo in plastica con tubo in alluminio fosse un errore tecnico gravissimo ed estremamente pericoloso, del tutto inadeguato a sostenere i livelli di pressione presenti sul contatore. Infatti, il raccordo installato dal vostro idraulico è saltato dopo pochissimi minuti. Cosa chiedo per chiudere il contenzioso:Il rimborso integrale di € 1.170,00 (pari ai € 1.220,00 corrisposti, dedotti i € 50,00 relativi al diritto di uscita originariamente preventivato dal call center). Fornirò l'IBAN per l'accredito non appena l'azienda confermerà l'accettazione del rimborso. Dispongo del rapportino dell'idraulico con la prova del pagamento POS e delle fotografie che documentano il cedimento del raccordo in plastica dopo il ripristino della tubazione d'ingresso da parte di A2A.

In lavorazione
V. O.
09/09/2026
Moving Style

Danno alla salute e servizio non conforme

Ho subito gravi danni alla salute (ustione chimica e reazione avversa al cuoio capelluto) a seguito di un servizio di decolorazione e tintura eseguito in data 19/08/2026 presso il salone "Moving Style beauty&hair" a Battipaglia. Ho dovuto ricorrere alle cure d'urgenza del Pronto Soccorso (referto N. 20260043209) con prescrizione di terapia cortisonica. Nonostante l'invio di un reclamo formale con richiesta di risarcimento, la struttura ha ignorato ogni comunicazione. Chiedo il Vostro supporto per la tutela dei miei diritti.

In lavorazione
P. R.
08/09/2026
RIPARAZIONI 2000 SRL

Lavoro eseguito male e nessuna risposta ai reclami

Buongiorno, come già segnalato più volte ai vostri tecnici telefonicamente e via WhatsApp, la cassetta oggetto della riparazione ha ricominciato a perdere poche ore dopo l'intervento. Ad oggi non ho ancora ricevuto alcuna indicazione su come volete procedere per sistemare la perdita. Sottolineo che ho pagato la fattura per intervento "in emergenza" (200 + IVA per un intervento di neanche mezz'ora) e ad oggi, passati oltre 10 giorni, la perdita è ancora presente. Vi chiedo quindi di contattarmi il prima possibile per concordare l'intervento di un vostro tecnico, senza ulteriori spese da parte mia.

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