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Assumi questi farmaci? Con il caldo serve qualche attenzione in più

Il caldo estivo è un rischio per la salute di tutti, ma può diventarlo ancora di più se si assumono alcuni farmaci. Vediamo quali sono, perché succede e cosa si può fare per ridurre i rischi.

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15 luglio 2026
Farmaci e caldo

L'estate è una sfida per tutti, ma per chi prende alcuni farmaci può esserlo ancora di più. Oltre a ricordarsi di conservarli al riparo dal caldo - sia a casa che in viaggio - ci sono altri aspetti da considerare: alcuni medicinali possono dare reazioni sulla pelle se ci si espone al sole dopo averli presi, altri invece possono interferire con la nostra capacità di rispondere al caldo. Il corpo, infatti, per funzionare correttamente, deve mantenere costante la propria temperatura nonostante l'aumento di quella esterna, ma in certe situazioni questo delicato equilibrio può essere compromesso: alcuni farmaci interferiscono con i normali meccanismi di termoregolazione, aumentando il rischio di disidratazione ed esaurimento da calore e, nei casi più gravi, colpo di calore. Vediamo quali farmaci non vanno d'accordo con il calore, chi è più a rischio e cosa fare se si prendono questi farmaci.  Torna all'inizio

Come il corpo si difende dal caldo e perché alcuni farmaci possono interferire

Quando le temperature salgono, il corpo si difende in tre modi: suda, dilata i vasi sanguigni superficiali per disperdere calore e aumenta lo stimolo della sete. L'evaporazione del sudore dalla superficie della pelle sottrae calore al corpo, contribuendo ad abbassarne la temperatura; la dilatazione dei vasi sanguigni della pelle aumenta invece il flusso di sangue verso la superficie corporea, facilitando la dispersione del calore nell'ambiente; la sete, infine, spinge a reintegrare i liquidi persi. È un sistema che funziona bene, ma è delicato. 

Alcuni farmaci di uso comune interferiscono proprio con questi meccanismi: c'è chi riduce la sudorazione, chi abbassa ulteriormente la pressione già messa alla prova dal caldo, chi altera la percezione della sete o la capacità del cervello di "accorgersi" che la temperatura corporea sta salendo troppo. Altri possono modificare lo stato di allerta cognitiva, portando ad esempio a un aumento della sonnolenza e a una riduzione dei comportamenti che normalmente ci portano a evitare il calore (cercare l'ombra, bere, ripararsi), oppure agire a livello renale, causando squilibri e aumentando il rischio di disidratazione. 

Il risultato, segnalano sia l'AIFA sia il CDC statunitense, è che le stesse ondate di calore diventano più pericolose per chi assume certe terapie, con un rischio maggiore di disidratazione, cali di pressione, esaurimento da calore e, nei casi più gravi, colpo di calore. Questo non vuol dire che bisogna smettere di prendere questi farmaci - anzi, l'indicazione degli enti sanitari è sempre di non modificare da soli le terapie - ma sapere quali categorie richiedono più attenzione quando il termometro sale.  Torna all'inizio

I farmaci che richiedono più attenzione con il caldo (e come comportarsi)

Ecco una guida, categoria per categoria, ai principali farmaci che richiedono attenzione durante le ondate di calore - sulla base delle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e delle agenzie di salute nazionali (AIFA italiana, CDC statunitense, ANSM francese e CBiP belga). Attenzione - queste tabelle raccolgono i principali farmaci per cui è nota un'interazione con il caldo, ma l'elenco non è esaustivo: anche farmaci non citati potrebbero dare problemi simili, quindi è comunque importante prestare attenzione ai sintomi. Anche i nomi commerciali riportati sono solo esempi: lo stesso principio attivo può trovarsi in altri farmaci con nomi diversi, per questo è utile controllare il foglietto illustrativo o il principio attivo dei farmaci assunti. In caso di sintomi sospetti, è bene parlarne con il medico.

Farmaci per il cuore o la pressione 

Farmaci Rischi con il caldo Cosa fare
Betabloccanti: Atenololo (Tenormin), Metoprololo (Lopresor), Propranololo (Inderal) Riducono la pressione, aumentano il rischio di svenimenti e cadute, alterano la sudorazione e riducono la capacità della pelle di disperdere il calore. Prestare attenzione ai sintomi da caldo, evitare le ore più calde, bere regolarmente, non modificare da soli la terapia.

Calcio antagonisti: Amlodipina (Norvasc), Felodipina (Prevex), Nifedipina (Adalat Crono)

Nitrati: Nitroglicerina (Trinitrina), Isosorbide mononitrato (Monoket)

Riducono la pressione e aumentano il rischio di svenimenti e cadute. Monitorare giramenti di testa o cali di pressione, evitare di alzarsi bruscamente in piedi, bere regolarmente, rivolgersi al medico se i sintomi persistono.

ACE-inibitori: Lisinopril (Zestril), Enalapril (Enapren), Ramipril (Triatec)

Sartani: Valsartan (Tareg), Losartan (Losaprex)

Diuretici: Idroclorotiazide (Esidrex), Furosemide (Lasix), Acetazolamide (Diamox)

Riducono la pressione, aumentano il rischio di svenimenti e cadute e favoriscono la disidratazione. Monitorare giramenti di testa o cali di pressione e bere regolarmente (almeno 2 litri di acqua al giorno), anche in assenza di sete.

Farmaci che agiscono sul sistema nervoso 

Farmaci Rischi con il caldo Cosa fare
Antipsicotici: Aloperidolo (Haldol), Quetiapina (Seroquel), Olanzapina (Farpenta), Risperidone (Risperidal) Riducono la sudorazione e la pressione, alterano la capacità di regolare la temperatura corporea e possono causare calo della vigilanza. Limitare l'esposizione al caldo intenso, bere regolarmente e contattare il medico in caso di giramenti di testa o malessere.
Antiparkinsoniani: Levodopa (Madopar), Pramipexolo (Mirapexin) Riducono la sudorazione e la pressione e possono provocare vertigini e confusione. Prestare attenzione a ipotensione e confusione e limitare l'esposizione prolungata al caldo.
Antidepressivi: Amitriptilina (Laroxyl), Duloxetina (Cymbalta), Sertralina (Zoloft), Venlafaxina (Effexor) Alterano la sudorazione, interferiscono con la capacità di regolare la temperatura corporea e possono causare calo della vigilanza. Bere regolarmente (almeno 2 litri di acqua al giorno), evitare l'attività fisica nelle ore più calde e prestare attenzione ai segni di confusione e surriscaldamento.
Ansiolitici: Benzodiazepine, Idrossizina (Atarax) Riducono la sudorazione, possono provocare vertigini e riducono la gittata cardiaca e la dispersione del calore. Evitare le ore più calde, bere regolarmente e prestare attenzione a vertigini e sonnolenza.
Antiepilettici: Topiramato (Topamax), Oxcarbazepina (Tolep), Carbamazepina (Tegretol), Zonisamide (Zonegran) Alterano la sudorazione, riducono lo stato di vigilanza e aumentano il rischio di confusione. Prestare attenzione a sonnolenza e segnali di confusione.
Antidolorifici oppioidi: Ossicodone (OxyContin), Tramadolo (Contramal) Alterano i meccanismi che mantengono costante la temperatura corporea. Evitare l'esposizione al calore, monitorare lo stato di vigilanza (sonnolenza) e bere regolarmente.

Altri farmaci comuni

Farmaci Rischi con il caldo Cosa fare
Anticolinergici (usati per l'incontinenza urinaria): Ossibutinina (Ditropan), Tolterodina (Detrusitol), Trospio (Urivesc) Interferiscono con la capacità di regolare la temperatura corporea, riducono la sudorazione e lo stato di vigilanza. Evitare le ore più calde, bere regolarmente (almeno 2 litri di acqua al giorno) e prestare attenzione ai segni di confusione.
Lassativi: Macrogol (Movicol), Lattulosio (Levolac), Bisacodile (Dulcolax) Peggiorano la disidratazione. Bere regolarmente (almeno 2 litri di acqua al giorno), anche in assenza di sete.
Ormoni tiroidei: Levotiroxina (Eutirox) Aumentano la produzione di calore e alterano la sudorazione. Soggiornare in ambienti freschi e monitorare eventuali sintomi di aumento della temperatura corporea.
Alcuni antidiabetici: Dapagliflozin (Forxiga), Empagliflozin (Jardiance) Peggiorano la disidratazione. Bere regolarmente (almeno 2 litri di acqua al giorno), anche in assenza di sete.
FANS, aspirina e paracetamolo Possono compromettere la funzionalità renale, aumentando il rischio di disidratazione. Usarli con cautela nei giorni di caldo intenso, evitare dosi elevate o prolungate e bere regolarmente.
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Il rischio è uguale per tutti? Ecco chi deve fare più attenzione

No, il rischio non è uguale per tutti. Ci sono persone che sono più vulnerabili all’effetto di questi farmaci col caldo: 

  • gli anziani, perché con l’età sudorazione, funzione renale e percezione della sete calano;
  • chi assume più farmaci insieme, perché più principi attivi si assumono contemporaneamente, più aumenta la probabilità che almeno uno interferisca con la termoregolazione o l’idratazione, inoltre gli effetti si possono sommare tra loro;
  • chi soffre di patologie croniche come insufficienza cardiaca o renale, perché queste condizioni compromettono da sole la capacità dell’organismo di reagire al calore, indipendentemente dai farmaci assunti per curarle. 

Per chi non si trova in queste condizioni (come persone giovani e sane), come emerso anche da alcune revisioni di studi, il rischio è minore ma non remoto.  

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Quali sintomi devono allarmare?

Non tutti i malesseri dovuti al caldo sono uguali. Sete intensa, sudorazione abbondante, stanchezza, debolezza, capogiri, mal di testa, nausea e, talvolta, svenimento sono i sintomi più comuni dell'esaurimento da calore (o stress da calore), una condizione causata soprattutto dalla perdita di acqua e sali minerali con la sudorazione. Nella maggior parte dei casi migliora spostandosi in un luogo fresco, bevendo acqua e riposando. Se però i sintomi non migliorano o peggiorano, è opportuno contattare un medico. 

Molto più raro, ma anche più pericoloso, è il colpo di calore, una vera emergenza medica. In questo caso il corpo non riesce più a controllare la propria temperatura, che può superare i 40 °C. Possono comparire confusione, difficoltà a parlare, comportamento insolito, convulsioni o perdita di coscienza. La pelle è molto calda e può essere secca oppure ancora sudata. In presenza di questi sintomi bisogna chiamare immediatamente i soccorsi. Nell'attesa, è importante portare la persona in un luogo fresco e iniziare a raffreddarla. Senza un trattamento tempestivo, il colpo di calore può provocare danni a organi come cervello, cuore e reni e, nei casi più gravi, può essere fatale. Torna all'inizio

Domande frequenti

Rispondiamo ai dubbi più comuni su farmaci e caldo.

Paracetamolo o ibuprofene aiutano in caso di esaurimento da calore o colpo di calore?

No, paracetamolo – la comune Tachipirina - e ibuprofene – contenuto ad esempio in Moment, Brufen o Nurofen - (o altri FANS), sono i farmaci che istintivamente si userebbero per abbassare la febbre, ma in questi casi non sono indicati. Nel colpo di calore la temperatura sale perché il corpo non riesce più a disperdere bene il calore. Non si tratta di una febbre vera e propria, quindi gli antipiretici come il paracetamolo non sono utili. Possono inoltre aggiungere rischi in più ad un corpo che è già sotto stress in particolare a livello del fegato, dei reni e facilitare i sanguinamenti. La priorità, in caso di sospetto colpo di calore, è raffreddare la persona il più rapidamente possibile e chiamare i soccorsi, non somministrare farmaci.

I farmaci per la pressione fanno abbassare troppo la pressione con il caldo?

Sì, può succedere, ed è uno degli effetti più comuni e potenzialmente pericolosi. Il motivo è che gli effetti si sommano: il caldo di per sé fa dilatare i vasi sanguigni per disperdere calore, abbassando naturalmente la pressione; se in più si assume un farmaco che fa la stessa cosa (antipertensivi, calcio-antagonisti, nitrati) o che riduce il volume di liquidi in circolo (diuretici), il calo di pressione può diventare eccessivo. A questo si aggiunge il rischio di disidratazione, che riduce ulteriormente il volume di sangue circolante. I segnali da non sottovalutare sono capogiri, vista annebbiata o sensazione di svenimento, soprattutto alzandosi in piedi. In questi casi conviene misurare la pressione più spesso del solito e segnalarlo al medico, senza modificare la terapia da soli.

Si possono sospendere i farmaci durante un'ondata di caldo?

No, mai di propria iniziativa. Anche se alcuni farmaci compaiono nelle liste "a rischio caldo", interromperli da soli può essere più pericoloso che continuarli: per molte terapie (antipertensivi, antidepressivi, antipsicotici, anticonvulsivanti) la sospensione improvvisa può causare un effetto rebound o una ricaduta della malattia che il farmaco tiene sotto controllo. Se il caldo desta preoccupazione, la cosa giusta da fare è parlarne con il medico che potrà valutare se e come adattare temporaneamente dose o orario di assunzione, sulla base della situazione di ciascuno. 

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IL CONSIGLIO DELL'ESPERTA
Irene Pignata - Farmacista
Non sospendere mai un farmaco di tua iniziativa per paura del caldo: per molte terapie il rischio della sospensione è maggiore di quello del caldo stesso. E non pensare solo a te: tieni d'occhio anche chi ti sta vicino, soprattutto se anziano o con patologie croniche, sono le persone più a rischio.