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Farmaci: tutto quello che devi sapere

Dove si conservano i farmaci? Come si smaltiscono?

Il deterioramento dei medicinali può essere velocizzato da agenti come umidità, luce diretta, fonti di calore e alte temperature. Ecco perché la giusta conservazione è fondamentale per preservarne l'efficacia.

In casa, i farmaci devono essere riposti in un luogo fresco e asciutto, preferibilmente all'interno di una scatola o in un armadietto chiuso a chiave, se in casa sono presenti dei bambini. Meglio evitare il bagno e la cucina, due ambienti che per caldo e umidità potrebbero non essere indicati. Il salotto, la camera da letto o il ripostiglio, invece, essendo luoghi generalmente più freschi e asciutti, sono da preferire. Salvo indicazioni diverse riportate sulle confezioni, i medicinali vanno conservati a temperature comprese tra i 20 e i 25° C. Attenzione anche ai medicinali come insuline o vaccini: questi vanno conservati in frigorifero a una temperatura tra i 2 e gli 8° C. 

E in vacanza, sai come vanno conservati per evitare che vengano alterati? In questa news puoi trovare alcuni consigli per non danneggiarli.

Una volta aperta la confezione, quanto dura un farmaco?

La data di scadenza di un farmaco è stampata sulla confezione esterna e anche sul contenitore interno. L'azienda garantisce che, se conservato in un ambiente idoneo e alle temperature indicate (inferiori ai 25°C), il farmaco mantiene integre le sue caratteristiche fino alla data di scadenza stampata sulla confezione. Le garanzie dell'azienda farmaceutica valgono sempre per le compresse, i confetti, le capsule e tutte le forme farmaceutiche confezionate una ad una, salvo diversa indicazione.

Bisogna tener presente, però, che per alcune tipologie di farmaci, l'apertura delle confezioni può non rendere più valida la data di scadenza indicata. È il caso degli sciroppi, dei colliri, delle gocce, che, una volta aperti, hanno una scadenza più limitata rispetto a quella stampata sulla confezione.

Se, ad esempio, apriamo un flacone di collirio la cui scadenza è il 15 aprile 2022, per esempio, bisognerà considerare che dopo 15-20 giorni dall'apertura il prodotto è da ritenersi scaduto. Le compresse e le pillole sono in genere più stabili rispetto alle soluzioni liquide o delle sospensioni. In tutti i casi, il buon senso può esserci d'aiuto: se, aprendo la confezione del farmaco, notiamo dei cambiamenti come colore insolito, odore forte o cambiamenti di consistenza, il consiglio è quello di buttarlo. Compresse che si sbriciolano, pomate diventate secche, fasi separate o soluzioni intorbidite sono tutti segnali di un medicinale da non utilizzare. Sul sito Federfarma è disponibile una tabella con le scadenze dei medicinali in base alla loro forma farmaceutica, dai colliri fino agli spray per il naso.

Una volta finito o scaduto il farmaco, come devo smaltirlo?

I residui di farmaci raggiungono gli impianti di depurazione, le acque superficiali, le acque potabili e di falda. In queste acque si trovano molti farmaci di utilizzo comune, che possono essere dannose sia per l’uomo sia per l’ambiente. La comunità scientifica denuncia le possibili conseguenze di questo inquinamento chimico sia sul delicato equilibrio dell’ecosistema acquatico sia sulla salute dell’uomo. Le molecole dei farmaci sono difficilmente degradabili e persistono a lungo (anche molti anni), accumulandosi. Per fortuna, le concentrazioni rilevate nell’ambiente sono molto lontane dal poter esercitare effetti tossici acuti. Questo non significa, però, che non ci siano rischi di lungo periodo.

Per l’uomo il rischio legato all’assunzione di acqua potabile contaminata è molto improbabile. I residui di farmaci possono arrivare anche all’acqua potabile, ma il problema viene arginato grazie a particolari interventi realizzati negli impianti di potabilizzazione. Più gravi sono gli effetti derivanti dall’esposizione continua nel tempo, come per esempio l’aumento delle allergie o la minore efficacia degli antibiotici. In particolare, i residui di antibiotici che finiscono nei fiumi combattono anche i batteri utili all’ecosistema acquatico; inoltre, venendo a contatto continuo con gli antibiotici, i batteri diventano sempre più forti, il che facilita lo sviluppo di pericolosi ceppi resistenti al principio attivo.

Come fare per smaltirli correttamente?

  • Imballaggio esterno:spesso è di carta e va smaltito con essa, così come il foglietto illustrativo.
  • Blister, tubi e bustine vuote: una volta utilizzato il farmaco la confezione va smaltita negli appositi contenitori a seconda del materiale di cui è fatta.
  • Gli integratori: non sono veri e propri farmaci dunque non vanno inseriti nei raccoglitori delle farmacie. Si può differenziare la scatola (nella carta), il blister (nella plastica) e l’integratore (nell’indifferenziata).
  • Blister e boccette: se contengono ancora il farmaco vanno smaltiti in farmacia. 
  • Siringhe, termometri, disinfettanti e simili: vanno smaltite secondo le regole di ogni Comune.