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Bonus animali domestici 2026: chi ha diritto, come richiederlo e quanto spetta

Il bonus animali domestici è riconosciuto fino a fine 2026 e prevede il rimborso delle spese veterinarie per chi ha almeno 65 anni e un Isee inferiore a 16.215 euro. La domanda va presentata alla Regione di residenza seguendo le modalità indicate dall’ente locale, ma i fondi sono pochi e l’importo realmente riconosciuto è spesso esiguo.

Con il contributo esperto di:
23 aprile 2026
Gatto in braccio a una persona anziana

 A partire dal 2024 il Governo Meloni ha istituito il bonus animali domestici, destinando 250 mila euro per ognuno degli anni 2024, 2025 e 2026 a copertura delle spese veterinarie sostenute dai proprietari di animali da compagnia che si trovano in situazioni di disagio economico e abbiano almeno 65 anni.

In questo articolo trovi quello che ti serve per capire se hai diritto al bonus animali domestici 2026, come richiedere il contributo, quali documenti raccogliere e come evitare di inserire nel 730/2026 le spese già rimborsate dalla Regione.

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Chi ha diritto al bonus animali domestici nel 2026

Hanno diritto ad ottenere il bonus i proprietari di animali così detti di affezione, cioè di animali da compagnia. I proprietari devono avere entrambi i seguenti requisiti:

Per quali animali si può usare il bonus

Il bonus animali domestici si può utilizzare esclusivamente per cani, gatti e furetti che sono posseduti a titolo di compagnia e non a fini commerciali. Pertanto, questo limite esclude completamente chi detiene animali che fa riprodurre per la vendita, infatti, la norma fa riferimento al Regolamento UE 2016/429.Allo stesso modo non rientra chi segue colonie randagie perché serve il rapporto di proprietà dell’animale.

Questi animali devono essere identificati e registrati nella Banca Dati Nazionale, sezione SINAC o nelle banche dati regionali tramite microchip.

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Quali spese copre il bonus animali domestici

Il fondo governativo è stato istituito per supportare i proprietari di animali domestici nel momento in cui questi ultimi si ammalano, quindi, il bonus copre le spese sostenute per:

  • ·visite veterinarie;
  • interventi chirurgici veterinari;
  • analisi di laboratorio;
  • acquisto di farmaci veterinari con ricetta.

Non viene chiarito dal decreto se i farmaci ad uso umano, utilizzati per scopi veterinari perché non ne esistono di specifici, rientrino tra gli acquisti agevolabili. In questo caso ti consigliamo di conservare la documentazione e di chiedere direttamente alla tua Regione se viene riconosciuta come spesa agevolabile

Resta escluso l’acquisto di alimenti anche se specifici per necessità veterinarie a meno che siano riconosciuti come farmaci.

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Come fare domanda per ottenerlo

Il decreto demanda alle Regioni la gestione del bonus animali domestici quindi per presentare la domanda di rimborso devi fare riferimento alla tua Regione.

Per accedere al fondo devi presentare domanda alla Regione di residenza con le modalità che sono state definite localmente. Alla domanda va allegato:

  • il numero di iscrizione alla Banca Dati Nazionale, sezione SINAC;
  • in alternativa al punto precedente, il numero di microchip registrato nella banca dati della propria Regione;
  • l’Isee del 2026;
  • la documentazione che prova il sostenimento della spesa (fatture, scontrini e mezzo tracciabile di pagamento utilizzato)
  • documento d’identità del richiedente.

Conserva tutta la documentazione in originale per almeno 5 anni perché le Regioni possono fare dei controlli.

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Bonus animali domestici 150 euro: quanto si recupera davvero

La cifra di 150 euro circola spesso in rete ma non è stabilita da nessun atto normativo nazionale. Il Decreto che ha attuato la norma non fissa un tetto per beneficiario, ma ogni Regione lo definisce autonomamente in base alle risorse assegnate. I fondi sono esigui e l’importo reale può essere molto inferiore.

Ogni Regione, in base alla propria dotazione definirà l’ammontare massimo del bonus che non può in ogni caso superare la spesa sostenuta.

Anche in questo caso, chi prima arriva meglio alloggia, infatti l’accoglimento delle domande e l’erogazione del contributo seguono l’ordine di ricevimento delle stesse fino ad esaurimento dei fondi stanziati.

Il fondo nazionale è di 250.000 euro per il 2024 e di 237.500 euro per il 2025 e il 2026, ripartiti tra tutte le Regioni in proporzione alla popolazione ultrasessantacinquenne con ISEE inferiore alla soglia prevista nel 2023. Ad esempio, per il 2026 alla Campania sono destinati 42.300 euro cui seguono la Sicilia con 35.300 euro, la Puglia con 23.500 euro, la Lombardia con 22.700 euro e il Lazio con 19.000 euro, le altre Regioni hanno ottenuto importi esigui, basti pensare che alla Val d’Aosta sono arrivati 377,59 euro.

Il problema è che, prendendo ad esempio la Campania che ha la dotazione maggiore perché ha il numero più alto di popolazione che possiede i requisiti per avere il bonus, ripartendolo solo sull’1% di questi ultimi il rimborso medio sarebbe di meno di 10 euro a testa.

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Bonus animali domestici e 730/2026

Il bonus corrisponde a un rimborso per le spese veterinarie sostenute, ma esiste anche la detrazione del 19% entro un limite massimo di 550 euro annui spesi per lo stesso motivo, da indicare nella dichiarazione dei redditi.

Quindi facciamo molta attenzione: se hai ottenuto  il bonus per le spese sostenute nel 2025, prima di indicare le stesse spese nel 730 di quest’anno, verifica quanto ti è stato rimborsato. Infatti, le Regioni comunicano all’Agenzia delle entrate l’ammontare del bonus erogato in corso d’anno e se c’è sovrapposizione con quanto hai indicato nel 730, ti arriva sicuramente una richiesta di restituzione.

Se vuoi esser sempre aggiornato su informazioni come queste e molte altre, visita il nostro portale Pronto 730 dedicato interamente alla tua dichiarazione dei redditi. Potrai accedere a tutti i contenuti della guida alla compilazione del 730, ottenere la consulenza con un esperto fiscale oppure fare la dichiarazione con un CAF partner di Altroconsumo a tariffe agevolate

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Domande frequenti

Il bonus animali domestici 2026 è ancora attivo?

È ancora attivo e in corso. Il 2026 è però l’ultimo anno del triennio previsto per questa agevolazione, salvo proroghe legislative, il fondo non sarà rinnovato oltre il 2026.

Il bonus vale anche per i gatti randagi o gli animali in adozione temporanea?

No. Serve il rapporto di proprietà registrato. Gli animali in affido temporaneo o non registrati a nome del richiedente non rientrano nel bonus. Le colonie feline seguite in modo informale sono escluse.

Posso richiedere il bonus anche se il mio animale è morto nel 2025?

Sì, se le spese veterinarie sono state sostenute nel 2025 e l’animale era regolarmente registrato al momento delle cure. Il decesso successivo non fa venir meno il diritto al rimborso per le spese già documentate.

Ho due cani: posso sommare le spese per entrambi nella stessa domanda?

Sì. Il bonus è per beneficiario, non per singolo animale, ma l’importo massimo rimborsato resta quello stabilito dalla tua Regione e si applica al totale, non per ogni animale.

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