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Antitrust multa Agos Ducato per discriminazione dell'Iban: 800mila euro per violazione delle regole Sepa

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha sanzionato Agos Ducato per aver ostacolato, per anni, la domiciliazione delle rate su conti correnti con Iban Sepa non italiani. Anche Altroconsumo è impegnata in questo fronte con una raccolta firme e testimonianze da inoltrare alle Autorità. 

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20 febbraio 2026
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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato Agos Ducato con una multa da 800mila euro per aver violato il divieto di discriminazione dell’Iban previsto dalla normativa europea. Una decisione che riporta al centro un tema su cui Altroconsumo è impegnata con un’azione collettiva e una raccolta di testimonianze: il diritto dei consumatori di utilizzare qualsiasi Iban dell’area Sepa senza ostacoli o trattamenti penalizzanti.

La decisione dell’Antitrust

Il provvedimento conclude un’istruttoria avviata nei confronti di Agos Ducato, società attiva nel credito al consumo. Secondo quanto accertato dall’Autorità, la società, almeno dal febbraio 2014 fino al primo trimestre del 2023, non ha consentito in modo corretto la domiciliazione delle rate dei finanziamenti su Iban Sepa extra-Italia, oppure ha previsto per questi conti una procedura più onerosa rispetto a quella applicata agli Iban italiani.

L’Antitrust ha ritenuto che questa condotta integri una violazione dell’articolo 9 del Regolamento (UE) 260/2012, la norma che disciplina il funzionamento dell’area Sepa e che vieta espressamente di specificare lo stato membro in cui è situato il conto di pagamento, purché sia raggiungibile secondo i requisiti tecnici previsti.

Nel corso dell’istruttoria è emerso che, in una prima fase, le richieste di domiciliazione su Iban esteri venivano gestite in modo non strutturato, con casi di diniego. Successivamente, tra il 2019 e l’inizio del 2023, era stata introdotta una procedura dedicata che prevedeva la compilazione manuale di un modulo Sepa Direct Debit e una gestione interna più complessa rispetto alla semplice indicazione online dell’Iban italiano. Solo dal 2023 la società ha uniformato il sistema, consentendo l’inserimento diretto anche degli Iban Sepa extra-Italia tramite la piattaforma digitale.

La sanzione da 800mila euro è stata determinata tenendo conto della gravità e della durata della violazione, nonché delle dimensioni economiche dell’operatore, che nel 2024 ha registrato ricavi per circa 1,7 miliardi di euro.

Che cosa prevede la normativa Sepa

La “Single euro payments area”, conosciuta come Sepa, è il progetto europeo che consente di effettuare bonifici e addebiti diretti in euro alle stesse condizioni in tutti i Paesi aderenti. L’obiettivo è creare un vero mercato unico dei pagamenti, nel quale un cittadino possa utilizzare un unico conto per operare in tutta l’area senza dover aprire conti nazionali in ciascun Paese.

L’articolo 9 del Regolamento 260/2012 è uno dei pilastri di questo sistema. Stabilisce che chi accetta bonifici o riceve fondi tramite addebito diretto non può discriminare un conto in base al Paese in cui è situato. In altre parole, un Iban francese, tedesco o lussemburghese deve essere trattato come un Iban italiano, se il pagamento avviene in euro e il conto è raggiungibile.

Nel provvedimento, l’Autorità sottolinea che la norma può essere violata con un rifiuto esplicito, ma anche attraverso modalità operative che rendano più difficile o oneroso l’utilizzo di un Iban estero, compromettendo l’effetto utile della disposizione europea.

Perché la discriminazione dell’Iban è un problema reale

La discriminazione dell’Iban è molto più diffusa di quanto si pensi e ha ricadute concrete sulla vita quotidiana. Può colpire chi lavora all’estero ma mantiene un conto in un altro Paese europeo, chi sceglie una banca online con sede in un diverso Stato membro o chi semplicemente decide di utilizzare un conto aperto fuori dall’Italia per domiciliare bollette o rate.

Limitare l’uso di Iban esteri significa ostacolare la mobilità dei cittadini europei e ridurre la concorrenza nel settore bancario e dei pagamenti. Il mercato unico funziona davvero solo se le regole sono applicate in modo uniforme.

Nel caso Agos, l’Antitrust ha evidenziato che la procedura prevista per gli Iban extra-Italia comportava adempimenti aggiuntivi e tempi più lunghi, con un numero significativo di richieste che non andavano a buon fine prima dell’introduzione del sistema automatizzato nel 2023. Questo, secondo l’Autorità, ha determinato una disparità sostanziale di trattamento.

Sostieni l’iniziativa di Altroconsumo

La decisione dell’Antitrust conferma che la discriminazione dell’Iban è una pratica concreta e sanzionabile. Per questo Altroconsumo ha lanciato un’azione per chiedere il rispetto effettivo delle regole Sepa e rafforzare il peso delle segnalazioni alle Autorità competenti.

L’iniziativa nasce per dare voce a chi ha subito il rifiuto di un Iban non italiano o ha incontrato ostacoli nella domiciliazione di pagamenti, stipendi o rimborsi. Anche chi non ha subito un danno diretto può aderire per sostenere un principio fondamentale: la libertà di utilizzare un unico Iban in tutta l’area Sepa.

Le segnalazioni raccolte saranno inoltrate alle Autorità, con l’obiettivo di contribuire a eliminare barriere ancora presenti nel mercato europeo dei pagamenti.

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