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Prezzi dei libri lEuropa dice no ai cartelli sugli ebook in Italia si vietano gli sconti

07 marzo 2011

07 marzo 2011

Sembra un paradosso tutto italiano: con un’Europa che in questi giorni si scaglia contro gli editori di ebook, sospettati di aver fatto “cartello” e imposto prezzi fissi ai negozianti, il Senato italiano vieta a chi vende libri sconti troppo alti rispetto al prezzo di copertina.

Più concorrenza: lo chiede l’Europa
È notizia di solo qualche giorno fa: in diversi stati membri dell’Unione europea, l'Antitrust della Commissione ha avviato una serie di ispezioni presso svariate case editrici di libri elettronici. Le società sono sospettate di aver violato le norme Ue sulle concentrazioni che proibiscono i "cartelli" e altre pratiche restrittive della libera concorrenza. Il monito che arriva forte e chiaro dall’Europa è che sui libri digitali ci deve essere libertà da parte dei vari negozi di applicare prezzi e sconti a tutto vantaggio del consumatore, evitando di imporre prezzi standard a tutti i negozi sui titoli digitali; una prassi invece frequente che avevamo riscontrato anche noi durante una nostra recente inchiesta su Hi_Test sulla vendita dei titoli digitali.

Sconti limitati in Italia
Ma se dall’Europa arrivano venti di libera concorrenza, il Senato italiano ha approvato pressoché all’unanimità un disegno di legge che impone un divieto di sconto sui libri. Il provvedimento (non ancora passato alla Camera) prevede che la vendita di libri (quindi anche quelli digitali) ai consumatori finali è consentita solo con uno sconto percentuale massimo del 15% sul prezzo fissato. In soldoni, chi produce il libro stabilisce il prezzo e il rivenditore è tenuto ad attenersi a quel prezzo. Al massimo può concedere uno sconto del 15%. Non di più.
In un settore in cui le nuove tecnologie consentirebbero una maggiore circolazione anche di cultura, questo provvedimento che mortifica la concorrenza e penalizza i consumatori appare miope e destinato esclusivamente a difendere gli interessi degli editori.