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Ticket concerti, rivendita online cara e "opaca"

18 settembre 2013

18 settembre 2013

Prezzi gonfiati e poca trasparenza: i siti su cui è possibile vendere e acquistare i biglietti di concerti e spettacoli non sono proprio un affare. Abbiamo comprato un ticket su cinque siti specializzati. Ecco cosa è successo.

Sono i cosiddetti siti di secondary ticketing e si tratta di piattaforme web specializzate nella compravendita di biglietti di concerti e partite, per cui se - come spesso capita - hai preso il biglietto di un evento a cui non puoi più andare, puoi usare queste pagine per rivenderlo oppure puoi comprarlo, nel caso in cui i biglietti dei rivenditori ufficiali siano finiti. Un servizio che, in teoria, potrebbe essere molto utile, proteggendo gli appassionati di musica live dalle grinfie dei bagarini, ma che in realtà nasconde diverse insidie, a partire dai prezzi, molto più alti di quelli applicati nei canali tradizionali. Trovi tutti i dettagli nell'inchiesta completa.

Cinque siti sotto esame

Per indagare sulle loro pratiche commerciali, ci siamo registrati su cinque siti che operano in questo mercato: Mywayticket, Seatwave, Ticketbis, Viagogo e Worldticketshop. Abbiamo acquistato cinque tagliandi ad altrettanti concerti di musica pop, rock e lirica, previsti per la seconda metà di luglio.

Prezzi gonfiati, poca trasparenza

In tutte le nostre prove il prezzo del biglietto è sempre stato maggiorato rispetto al prezzo originario e non solo per gli artisti più costosi: si va dal 28% in più di Mywayticket per il concerto a Lucca del musicista scozzese Mark Knopfler al 140% di Viagogo per il live del popolare Cesare Cremonini a Roma. Il ricarico sul prezzo fatto da chi vende e quello del sito sono le voci che fanno lievitare di più la cifra che si spende. Poi ci sono le spese di transazione (che arrivano fino 13 euro) e di trasporto (fino a oltre 10 euro). La trasparenza non abbonda su questi siti: nessuno riporta il valore iniziale del biglietto, il prezzo indicato all'inizio della ricerca è sempre più basso rispetto a quanto si pagherà effettivamente, con l'eccezione di Ticketbis che, invece, espone subito il prezzo finale, visto che sceglie, correttamente, di non far pagare spese.

Bagarini online?

La realtà dei fatti è che questi siti si prestano a diventare la piazza più sicura, e per di più legale, per i bagarini: così capita spesso che, nel giro di poche ore, i concerti più ambiti facciano il tutto esaurito nei canali ufficiali, ma che poi centinaia di biglietti si trovino disponibili, a prezzi molto più elevati, nei siti di rivendita, dove si approfitta dei fan disperati che, pur di vedere il loro idolo, saranno disposti a spendere qualsiasi cifra.


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