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Fusioni tra banche: cosa cambia per i correntisti? La classifica degli istituti migliori secondo i clienti

Le fusioni bancarie stanno ridisegnando il settore del credito. Per i correntisti possono significare banche più solide e servizi migliori, ma anche meno concorrenza e costi più alti. Ecco cosa cambia e quali sono gli istituti di credito che soddisfano di più i correntisti secondo la nostra indagine basata su oltre 29mila valutazioni dei clienti stessi.

Con il contributo esperto di:
articolo di:
22 settembre 2026
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Il risiko bancario italiano continua. Dopo anni di fusioni e acquisizioni, il settore è sempre più concentrato attorno a pochi grandi gruppi. L’ultima operazione, con l’offerta di Intesa Sanpaolo per Monte dei Paschi di Siena, conferma una tendenza destinata a proseguire. Per i correntisti questo nuovo scenario può significare banche più solide e servizi migliori, ma anche meno concorrenza e costi più alti.

Le fusioni possono rendere le banche più solide, favorire gli investimenti in innovazione e sicurezza informatica e rafforzare la capacità di affrontare eventuali crisi economiche. Allo stesso tempo, però, riducono il numero degli operatori sul mercato e questo potrebbe tradursi in una minore concorrenza, con effetti su costi, commissioni e qualità del servizio.

Per capire come i clienti giudicano oggi la propria banca ci siamo affidati a 29.532 valutazioni dei soci di Altroconsumo per stilare una classifica di soddisfazione sul servizio offerto (dicembre 2025 – gennaio 2026). 

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Fusioni bancarie: quali conseguenze per chi ha un conto corrente?

Le fusioni tra banche sono ormai una costante del mercato italiano. Per i correntisti il vantaggio è che una banca più grande può offrire servizi più evoluti e una maggiore solidità patrimoniale. Lo svantaggio è che in un mercato più concentrato si riduce la competizione tra gli operatori, limitando sia le occasioni di cambiare banca sia gli incentivi per gli istituti di credito a migliorare l’offerta. La maggior forza contrattuale delle grandi banche si potrebbe tradurre in un aumento delle commissioni e in condizioni contrattuali meno flessibili soprattutto per la clientela più debole e meno digitalizzata.

Tanto più che il rapporto degli italiani con la banca principale è caratterizzato da una forte inerzia anche quando il costo è elevato. Infatti, la nostra indagine mostra che il 72% degli intervistati è cliente dello stesso istituto da oltre dieci anni e il 49% da più di vent’anni. Cambiare banca non è una scelta frequente, anche quando sul mercato esistono alternative più convenienti o più moderne. Pesano le abitudini, l’accredito dello stipendio o della pensione e i numerosi servizi collegati al conto (domiciliazione delle bollette e altri pagamenti ricorrenti) che fanno apparire il trasferimento complicato.

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La metà degli intervistati ha una seconda banca

La fedeltà alla banca principale non impedisce, però, ai clienti di aprire un secondo conto. Infatti, la metà degli intervistati possiede un conto presso un altro istituto. Il motivo più frequente è la possibilità di sottoscrivere uno specifico prodotto finanziario, indicato dal 21% dei clienti. Oppure si va verso l’istituto di credito con l’offerta di mutuo più conveniente (9%). Quindi, la seconda banca viene utilizzata per investire, ottenere rendimenti migliori o accedere a servizi più convenienti, mentre quella principale resta il centro della gestione ordinaria.

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Meno filiali, più servizi digitali

Il settore bancario è in una fase di profonda trasformazione con le fusioni per restare competitivo a livello globale, ma anche con la riduzione degli sportelli: secondo i dati di Banca d’Italia tra il 2008 e il 2022 il numero delle filiali è diminuito di circa il 40%, nel 2025 la riduzione è stata di un ulteriore 3%, con poco più di 19 mila sportelli ancora operativi sul territorio nazionale. Parallelamente quasi tutte le operazioni possono essere svolte online: bonifici, pagamenti, gestione delle carte, investimenti e finanziamenti. Non tutti, però, vivono questa trasformazione allo stesso modo.

Le famiglie più giovani utilizzano abitualmente app e home banking, mentre molti clienti continuano a considerare fondamentale la presenza della filiale. In questo scenario di fusioni e chiusure di sportelli per i correntisti conta soprattutto ciò che accade dopo: se i servizi migliorano, se i costi restano sotto controllo, se l’assistenza del servizio clienti è facilmente raggiungibile e se la banca continua a rispondere anche alle esigenze di chi non può o non vuole utilizzare esclusivamente i canali digitali. 

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La classifica delle banche più apprezzate dai clienti

L’indagine di Altroconsumo dal 2018 fotografa ogni anno il livello di soddisfazione dei correntisti. Per capire come i clienti giudicano la propria banca ci siamo affidati a 29.532 valutazioni dei soci di Altroconsumo per stilare una classifica di soddisfazione sul servizio offerto (dicembre 2025 – gennaio 2026). Fotografiamo con questa classifica le trasformazioni del sistema bancario e, infatti, da qualche anno ormai ai primi posti troviamo soprattutto banche nate online o istituti che hanno costruito il rapporto con il cliente attorno ai servizi digitali: Fineco guida la graduatoria con 89 punti su 100, seguita a un’incollatura da Banca Popolare Etica e Revolut con 88 e da Illimity Banca Ifis (ex Illimity Bank) con 87. I dati confermano che l’home banking e i servizi via app sono gli aspetti più apprezzati: ottengono mediamente una soddisfazione ottima. Giudizi buoni per le banche più innovative, ma anche molte banche tradizionali tengono il passo. 

Ecco le quattro banche migliori in assoluto e l’indice di soddisfazione dei 10 istituti di credito con più sportelli (dati Banca d’Italia).
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Come scegliere la banca che fa per te?

Per scegliere il conto corrente che fa per te, devi confrontare le offerte sul mercato e valutare quindi costi e commissioni applicate. Puoi farlo con il nostro comparatore dei conti correnti. Ma se bastasse questo non ci sarebbero conti aperti da decenni nello stesso istituto. Della banca dobbiamo fidarci e, quindi, deve essere trasparente nell’offrire prodotti e servizi.

Se abbiamo un problema o vogliamo un’informazione dobbiamo poter comunicare facilmente con lei e, quindi, dal personale delle filiali, dall’assistenza telefonica e da quella online dobbiamo sentirci, appunto, assistiti (servizio clienti). La nostra indagine mostra che non sempre è così: il 12% degli intervistati lamenta difficoltà nel riuscire a parlare con qualcuno quando serve assistenza. Infine, ormai è imprescindibile che la banca sia dotata di un home banking efficiente e facile da usare oltreché sicuro. Anche qui qualche difficoltà è emersa dall’indagine: il 10% degli intervistati segnala problemi di accesso all’home banking.

La nostra classifica di soddisfazione stilata dai clienti stessi ti aiuta a scegliere bene perché le valutazioni riguardano proprio trasparenza, costi, servizio clienti e home banking sono state valutate le banche.

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Donato Todisco
Economista
Fusioni e digitalizzazione possono rendere le banche più solide, efficienti e meno costose, ma non garantiscono automaticamente un servizio migliore. Quando due gruppi si uniscono, il rischio è che la riduzione degli sportelli e la razionalizzazione dell’offerta producano meno scelta e un’assistenza più difficile da raggiungere. Per i clienti conta quindi verificare che l’aggregazione porti vantaggi concreti: costi più bassi, servizi digitali affidabili, condizioni più chiare e un supporto realmente accessibile. La tecnologia deve semplificare il rapporto con la banca, non trasformarsi in una barriera per chi ha minori competenze digitali o la necessità di un contatto diretto.