Guida all'acquisto

Dentifrici sbiancanti: la prima multa dell'Antitrust

04 ottobre 2018
dentifricio

04 ottobre 2018
Il nostro test su 15 dentifrici sbiancanti ha dimostrato che nessuno riesce a cambiare di una o più tonalità il colore dei denti e li abbiamo fatti usare a più di 500 persone per un mese. Dopo la nostra segnalazione all'Antitrust, è arrivata la prima multa per pratica commerciale scorretta.

Confezioni scintillanti, scritte abbaglianti e promesse di sorrisi più belli in pochi giorni. Il marketing ci fa credere che un dentifricio può cambiare il colore dei nostri denti. Ma è davvero così? Purtroppo no. Il nostro test su 15 dentifrici sbiancanti ha dimostrato che nessuno riesce a cambiare di una o più tonalità il colore dei denti e li abbiamo fatti usare a più di 500 persone per un mese. Per questo, abbiamo inviato una segnalazione all’Antitrust per pratica commerciale scorretta. L’autorità ha così deciso di iniziare il procedimento contro tre colossi dell’industria cosmetica (Henkel, Unilever e Colgate-Palmolive), in particolare in riferimento a quei prodotti la cui campagna pubblicitaria aveva elementi che accumunavano in qualche maniera gli effetti dei dentifrici (che sono cosmetici) a quelli dei trattamenti professionali. Due delle aziende coinvolte hanno deciso immediatamente di adeguare i claim e le pubblicità, mentre Colgate-Palmolive è andata avanti nel procedimento che si è appena concluso: grazie alla nostra segnalazione l’azienda è stata sanzionata con una multa di 500.000 euro per il dentifricio Expert White della linea Max White con l'obbligo di rimuovere i messaggi pubblicitari scorretti.

Qualche prodotto migliora la brillantezza dei denti, cioè la capacità di riflettere la luce. C’è chi si distingue perchè non è troppo abrasivo e garantisce un’accettabile rimozione delle macchie superficiali. Nessuno però può meritarsi i nostri titoli di migliore del test e miglior acquisto. Ecco tutti i risultati del nostro test.

Dentifrici: il nostro test

Ci sono differenze tra i dentifrici normali e quelli sbiancanti?

Prima di portarli in laboratorio, avevamo già sufficienti dati per dubitare della reale efficacia sbiancante di questi dentifrici. Il test, dove abbiamo messo a confronto 15 dentifrici sbaincanti e 2 normali, non ha fatto altro che confermare i nostri dubbi. Infatti, dal punto di vista dell’efficacia non c'è alcuna differenza.

Non sono state evidenziate differenze tra i dentifrici normali e quelli sbiancanti per quanto riguarda:

  • la pulizia (ovvero la rimozione delle macchie superficiali causate da cibo e bevande come vino e caffè);
  • l’abrasività (che se da una parte “aiuta” la pulizia, dall’altra può causare danni allo smalto se troppo elevata);
  • le formulazioni.

Quello che cambia sono le modalità in cui vengono presentati e il marketing pubblicitario. Confezioni scintillanti, sorrisi abbaglianti, la parola "white" in ogni parte delle confezioni fanno credere ai consumatori che questi prodotti siano in grado di cambiare la tonalità dei nostri denti.

Come ottenere denti più bianchi

Al contrario di quanto vuole farci credere il marketing, i dentifrici non riescono a cambiare il colore reale dei nostri denti. Infatti, anche se nei dentifrici fossero presenti dei veri agenti sbiancanti la quantità sarebbe minima così come il tempo di spazzolamento (e quindi di contatto con il dente) è troppo breve per poter raggiungere la dentina e quindi sbiancare i denti. Stesso discorso per gli altri prodotti simili in commercio come kit sbiancanti, gel e collutori). Per sbiancare i denti è necessario rivolgersi a un dentista professionista che ha a disposizione sostanze e apparecchiature ad hoc. Tieni presente però che i risultati possono variare da paziente a paziente così come la durata del trattamento che comunque non è definitivo. Variabili sono anche i costi: secondo una nostra inchiesta i prezzi del trattamento si aggirano tra i 300 e i 600 euro.

Come sceglierli

Sugli scaffali dei supermercati, prima dell’acquisto, verifica in etichetta che il dentifricio che hai scelto contenga fluoro in quantità adeguate (intorno ai 1450 ppm o comunque in un range tra i 1000 e i 1500 ppm). Idealmente dovrebbe essere il meno abrasivo possibile, ma questo aspetto non è verificabile in fase di acquisto perché il livello di abrasività non è presente in etichetta. Questi requisiti valgono anche per i dentifrici sbiancanti, che in realtà non sono diversi da quelli normali. Non scegliere quindi in base al presunto potere sbiancante, soprattutto se il dentrificio whitening costa di più.

Il dentrifico è importante, ma non basta

Il dentifricio è un elemento fondamentale di una buona igiene orale. Infatti, è determinante per la pulizia e per la prevenzione dei disturbi del cavo orale. Bisogna precisare, però, che il suo utilizzo rappresenta solo una parte della cura dentale: l’igiene alimentare (riferita alla frequenza dell’assunzione degli zuccheri nell’arco della giornata), lo stile di vita (il fumo rappresenta uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di malattie parodontali) e delle visite regolari dal dentista (una volta all’anno in linea generale, ma la frequenza viene stabilita sulla base del proprio quadro clinico) rappresentano degli altrettanti aspetti fondamentali da tenere in considerazione per preservare la salute dei denti.

Cosa contengono

I principali ingredienti contenuti in un dentifricio sono:

  • sostanze abrasive, fondamentali per rimuovere i residui di cibo e macchie superficiali da denti (disodium pyrophosphate, tetrapotasium pyrophosphate, sodium bicarbonate per citarne alcuni);
  • detergenti, ovvero tensioattivi in grado di emulsionare e creare schiuma aiutando la rimozione dei depositi superficiali;
  • edulcoranti e aromatizzanti che intervengono sul gusto/sapore del dentifricio (sodium saccharine , sorbitol , limonene e menthol);
  • coloranti che rendono il prodotto più attraente per il consumatore (CI 42090, CI 77891, CI 45430).

Ultimo nel nostro elenco, ma primo per importanza, è il fluoro. Si tratta di un ingrediente chiave che protegge dalle carie, riduce il processo di demineralizzazione dei denti (che avviene dopo l’ingestione di cibi e bevande) e contribuisce al processo di remineralizzazione degli stessi rendendoli più protetti dall’attacco delle carie.

Attenzione ad alcuni ingredienti

Così come per tutti gli altri cosmetici, vale la pena prestare attenzione ad alcuni ingredienti critici o potenzialmente tali:

  • allergeni, ovvero un gruppo di sostanze (per ora 26 in totale) così definite perché in grado di scatenare sensibilizzazioni con più probabilità rispetto agli altri ingredienti usati dall’industria. Tra i più utilizzati il limonene seguito da eugenol, linalool e benzy alcohol;
  • Sodium laulyl sulfate, detergente tra i più diffusi nei cosmetici. In questo caso la sua criticità risiede nel fatto che può prolungare il tempo di guarigione di afte.

Più delicato è il discorso che riguarda il triclosan: si tratta di una sostanza antibatterica che sconsigliamo in tutti i cosmetici ad eccezione dei dentifrici. Ad oggi sono ormai pochi i dentifrici che lo contengono, ma i dati che abbiamo a disposizione indicano che è un ingrediente vantaggioso per la salute dentale (se usato nei dentifrici riduce efficacemente placca e gengiviti).