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Tassi BCE in rialzo: l'impatto concreto sui mutui casa

La BCE torna ad alzare i tassi di riferimento di 0,25 punti percentuali, un segnale che pesa direttamente su famiglie, mutuatari e aspiranti proprietari. Dopo la fase di allentamento, il costo del denaro torna a salire, mentre si rafforza l’idea che il ciclo dei tagli si sia interrotto. Ma cosa significa, concretamente, per chi ha già un mutuo o sta per accenderne uno? Ecco una guida per orientarsi tra variabile e fisso e capire come muoversi in uno scenario di tassi di nuovo in crescita.

Con il contributo esperto di:
articolo di:
11 giugno 2026
Modellino di casa con mani che tengono calcolatrice e contratto

Nella consueta riunione di politica monetaria, la Banca Centrale Europea ha deciso di alzare i tassi di riferimento di 0,25 punti percentuali. Dopo il lungo ciclo di rialzi tra il 2022 e il 2023 e la successiva fase di allentamento, il nuovo rialzo segna una svolta che incide sul costo di mutui e finanziamenti.

L'impatto, però, non sarà uguale per tutti. Chi ha già sottoscritto un mutuo a tasso fisso non vedrà variazioni della rata. Diversa la situazione per i titolari di mutui a tasso variabile, che devono fare i conti con aumenti nei prossimi aggiornamenti. Per chi è alla ricerca di un nuovo finanziamento, invece, la scelta tra tasso fisso e variabile richiede oggi una valutazione ancora più attenta, bilanciando il risparmio immediato con i possibili rischi futuri.

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Nuovo mutuo: come scegliere tra fisso e variabile

Se avete bisogno di un mutuo per l’acquisto di un immobile, dovete riflettere sul tipo di tasso (fisso o variabile) e sulla durata da scegliere. Il tasso annuo nominale (TAN) di un mutuo dipende dall'Euribor per i mutui a tasso variabile o dall'IRS per i mutui a tasso fisso (leggi nella nostra news le offerte più interessanti di mutuo a tasso fisso sul mercato), più lo Spread. Sommando al TAN tutte le altre spese che caratterizzano questo finanziamento (come istruttoria e perizia) si arriva al TAEG (tasso annuo effettivo globale). Il mutuo migliore è quello che ha il TAEG più basso.

Meglio fisso o variabile?

Storicamente il tasso variabile è più basso del tasso fisso, quindi più conveniente, ma anche più rischioso perché può comportare aumenti repentini della rata. Oggi l’Euribor (tasso variabile) è vicino al 2,4%.  Tuttavia, la rata di un mutuo a tasso variabile può aumentare del 30%, e in scenari di forte stress anche del 45%.

Esempio pratico

Capitale di 100.000 € a 30 anni, mutuo indicizzato all’Euribor 3 mesi + 0,40% di spread.
Con Euribor vicino al 2,40%, il TAN si colloca intorno al 2,80% e la rata è di circa 411 euro al mese. Se nei prossimi mesi l’Euribor salisse al 4%, il TAN diventerebbe 4,40% e la rata arriverebbe a circa 501 euro al mese.

Attenzione quindi ai rischi: il tasso fisso incorpora un’assicurazione contro qualsiasi scenario per tutta la durata del mutuo. Potete valutare le migliori soluzioni con il nostro servizio online per comparare i mutui.

La fotografia dei tassi aggiornata all'11 giugno 2026

 
Principali tassi di riferimento Livello attuale
Tasso BCE sui   depositi 2,25%
Tasso BCE di   rifinanziamento principale 2,4%
Euribor 3 mesi ≈ 2,4%
IRS 20 anni ≈ 3,32%
IRS 30 anni ≈ 3,25%

 

Il rialzo deciso dalla BCE si riflette soprattutto sui mutui a tasso variabile, poiché l’Euribor segue da vicino le mosse della banca centrale. Diverso il meccanismo che determina i mutui a tasso fisso: il parametro di riferimento, l’IRS, risente infatti delle aspettative dei mercati sull’andamento futuro dei tassi d’interesse, dell’inflazione e dei rendimenti dei titoli di Stato.

Per questo motivo il costo dei mutui a tasso fisso può restare elevato anche in assenza di nuovi rialzi da parte della BCE, o addirittura continuare a crescere se gli investitori prevedono uno scenario economico più incerto e tassi destinati a rimanere alti più a lungo.

Quanto si risparmia oggi con il tasso variabile?

Il variabile può ancora costare meno del fisso nella rata iniziale, ma il vantaggio si è ridotto. Facciamo un esempio su un mutuo da 100.000 euro a 30 anni.


• Tasso variabile: 2,8% → rata mensile circa 411 €
• Tasso fisso: 3,5% → rata mensile circa 449 €
• Differenza: il fisso costa 38 € in più al mese

Il risparmio iniziale del variabile è quindi evidente, ma non particolarmente consistente.

Per scegliere bene bisogna chiedersi: sono disposto a risparmiare oggi poco meno di 40 euro al mese, accettando il rischio che la rata possa salire nei prossimi anni? Se la risposta è sì, il variabile può essere valutato. Se la risposta è no, il fisso resta la scelta più prudente. 

Perché l’IRS continua a salire?

L’IRS, il parametro utilizzato per i mutui a tasso fisso, non dipende direttamente dalle decisioni della BCE, ma riflette le aspettative dei mercati sull’andamento dell’economia e dei tassi nei prossimi decenni.

Si tratta di un indicatore con un orizzonte di lungo periodo, influenzato da fattori come le previsioni sull’inflazione e l’andamento dei rendimenti dei titoli di Stato, in particolare dei Bund tedeschi. Per questo motivo può accadere che l’IRS continui a salire anche quando i tassi ufficiali vengono tagliati, se gli investitori si attendono inflazione più elevata o condizioni finanziarie meno favorevoli nel lungo termine.

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Hai un mutuo a tasso fisso? Ecco cosa fare

Per chi ha già sottoscritto un mutuo a tasso fisso, l’andamento dell’IRS (Interest Rate Swap) non rappresenta un motivo di preoccupazione. Il tasso applicato viene infatti determinato al momento della stipula e rimane invariato per tutta la durata del finanziamento. È questo il principale vantaggio del tasso fisso: una rata certa e prevedibile, destinata a non cambiare nel tempo.

Chi beneficia di un mutuo con un tasso inferiore al 2,5% può continuare a godere di condizioni particolarmente favorevoli senza particolari preoccupazioni.

Diverso il caso di chi ha sottoscritto il finanziamento a tassi più elevati: in presenza di un calo dei tassi di mercato, può essere opportuno monitorare le offerte disponibili e valutare una surroga, così da ridurre il costo complessivo del mutuo e alleggerire l’importo della rata. 

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Hai un mutuo a tasso variabile? Cosa cambia per la rata

Per chi ha un mutuo a tasso variabile, il rialzo deciso dalla BCE è un segnale da seguire con particolare attenzione. La rata viene infatti aggiornata periodicamente (di norma ogni mese o ogni tre mesi) sulla base dell’Euribor di riferimento, al quale si aggiunge lo spread stabilito dalla banca e invariato per tutta la durata del contratto. Di conseguenza, se l’Euribor aumenta, anche l’importo della rata è destinato a salire.

L’effetto concreto varia però da caso a caso. A incidere sono diversi fattori: la data di stipula del mutuo, il capitale residuo ancora da rimborsare e la fase del piano di ammortamento in cui si trova il finanziamento. Nei primi anni del mutuo, quando la componente degli interessi pesa maggiormente sulla rata, un aumento dei tassi può avere un impatto più significativo. Con il passare del tempo, invece, e con la progressiva riduzione del debito residuo, gli effetti degli incrementi dei tassi tendono generalmente a essere più contenuti.

Per chi ha un mutuo a tasso variabile, questo può essere il momento giusto per fare una verifica concreta sulla sostenibilità della rata. Vale la pena chiedersi quale sarebbe l’impatto sul bilancio familiare se l’Euribor dovesse aumentare ancora di mezzo punto o addirittura di un punto percentuale. Se un simile scenario rischiasse di mettere sotto pressione le finanze domestiche, potrebbe essere opportuno valutare una surroga verso un mutuo a tasso fisso oppure avviare una trattativa con la propria banca per rinegoziare le condizioni del finanziamento.

Anticipare eventuali criticità consente infatti di proteggersi da ulteriori rialzi e di recuperare maggiore certezza nella gestione delle spese mensili.

 
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Vuoi cambiare mutuo? Ecco cosa sapere

Chi ha un mutuo in corso può sempre valutare una surroga (la cosiddetta “portabilità del mutuo” che ti spieghiamo in questo articolo) e cambiare banca, tipologia di tasso e durata. Si tratta di una buona possibilità che consente di rimodulare il mutuo in base alle nuove esigenze personali o familiari.

Ricordiamo che le banche impongono dei vincoli nelle offerte di surroga, i principali vincoli da rispettare sono questi:

  • Rata sostenibile: la nuova rata non può superare il 33% del reddito familiare netto.
  • Valore immobile: la banca finanzia al massimo l’80% del prezzo o della perizia.
  • Debito residuo: occorrono almeno 60 mila € ancora da restituire. 

Le due strade per cambiare mutuo senza spese

Per cambiare mutuo ci sono sostanzialmente due strade.

  • Fare una surroga
    Si tratta di un'operazione che permette di trasferire il mutuo in un'altra banca, cambiando tasso e durata del finanziamento. A rimanere fisso è il debito residuo del mutuo che viene trasferito. Dal 2007, grazie al decreto “Bersani-bis”, l’operazione è a costo zero. Nel nostro servizio di comparazione online si trovano le migliori soluzioni per la surroga.
  • Rinegoziare il mutuo
    In alternativa è possibile chiedere di rinegoziare il mutuo con l'attuale banca, passando da un tasso variabile a un tasso fisso e viceversa. La banca non è obbligata a offrire una rinegoziazione, ma è più facile che faccia una proposta di rinegoziazione se abbiamo già in mano le offerte di surroga di altre banche.

In entrambi i casi parliamo di operazioni gratuite per il mutuatario. Per scegliere il mutuo più vicino alle tue esigenze, non dimenticare che c'è sempre il comparatore mutui di Altroconsumo, costantemente aggiornato.

 Mini glossario

IRS = parametro dei mutui fissi, riflette i tassi di lungo periodo.
Euribor = parametro dei mutui variabili, segue le mosse BCE.
Spread = maggiorazione fissa che la banca aggiunge al parametro.

TAN = parametro + spread. Tasso d’interesse puro applicato al capitale.
TAEG = TAN + spese obbligatorie (istruttoria, perizia, incasso rata).

Scopri subito quali banche offrono il miglior mutuo per te. Usa il nostro comparatore sui mutui: è accessibile a tutti, imparziale e aggiornato ogni giorno.

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CONSIGLIO DELL'ESPERTO
Dopo il rialzo dei tassi deciso dalla BCE, il mutuo a tasso variabile può essere una scelta adatta soprattutto a chi dispone di redditi stabili e di un margine finanziario sufficiente per assorbire eventuali ulteriori aumenti della rata. La prospettiva di risparmiare nel breve periodo, infatti, va sempre bilanciata con il rischio di futuri rialzi dei tassi. Per chi invece punta a tutelare il bilancio familiare e a evitare sorprese, il tasso fisso continua a rappresentare l’opzione più prudente. Sebbene possa risultare inizialmente più costoso, offre un vantaggio fondamentale: la certezza della rata per tutta la durata del mutuo, consentendo di pianificare le proprie spese con maggiore tranquillità e prevedibilità.