Mutui: tassi invariati almeno fino a settembre. Cosa scegliere tra tasso fisso e tasso variabile
La BCE lascia invariati i tassi di riferimento dopo l’aumento deciso a giugno. Per le famiglie e per chi cerca casa è solo una pausa in vista di due possibili rialzi entro la fine dell’anno. Cosa cambia allora per chi vuole accendere un mutuo o ne ha già uno in corso? Ti aiutiamo a decidere. Se invece hai dei risparmi da investire, seguici su Altroconsumo Investi.
Nella riunione del 23 luglio, la Banca Centrale Europea ha deciso di lasciare invariati i tassi di riferimento. Dopo l’aumento di 0,25 punti deciso a giugno, Francoforte sceglie quindi una pausa estiva per osservare l’andamento dell’inflazione, dell’economia e soprattutto dei prezzi dell’energia.
La tregua, però, potrebbe durare poco. Le tensioni sui mercati energetici hanno riacceso i timori di un aumento dell’inflazione e gli operatori finanziari considerano ormai molto probabile un nuovo rialzo a settembre. Un secondo intervento potrebbe arrivare a dicembre, se i prezzi continueranno a salire e l’inflazione resterà sopra l’obiettivo della BCE. Non si tratta ancora di decisioni già prese: molto dipenderà dai dati dei prossimi mesi.
Per chi ha un mutuo a tasso variabile, dunque, la pausa di luglio non significa che il pericolo sia passato e deve invece prepararsi alla possibilità di nuovi aumenti. Chi ha già scelto un tasso fisso è invece al riparo da possibili conseguenze sulla rata. Chi cerca oggi un nuovo mutuo deve valutare con attenzione il vantaggio iniziale del variabile rispetto alla maggiore sicurezza offerta dal fisso.
Torna all'inizioNuovo mutuo: come scegliere tra fisso e variabile
Se avete bisogno di un mutuo per l’acquisto di un immobile, dovete riflettere sul tipo di tasso (fisso o variabile) e sulla durata da scegliere. Il tasso annuo nominale (TAN) di un mutuo dipende dall'Euribor per i mutui a tasso variabile o dall'IRS per i mutui a tasso fisso (leggi nella nostra news le offerte più interessanti di mutuo a tasso fisso sul mercato), più lo Spread. Sommando al TAN tutte le altre spese che caratterizzano questo finanziamento (come istruttoria e perizia) si arriva al TAEG (tasso annuo effettivo globale). Il mutuo migliore è quello che ha il TAEG più basso.
Meglio fisso o variabile?
Storicamente il tasso variabile è più basso del tasso fisso, quindi più conveniente, ma anche più rischioso perché può comportare aumenti repentini della rata. Oggi l’Euribor (tasso variabile) è vicino al 2,50%. Tuttavia, la rata di un mutuo a tasso variabile può aumentare del 30%, e in scenari di forte stress anche del 45%.
Esempio pratico
Capitale di 100.000 € a 30 anni, mutuo indicizzato all’Euribor 3 mesi + 0,30% di spread. Con Euribor vicino al 2,540%, il TAN si colloca intorno al 2,80% e la rata è di circa 411 euro al mese. Se nei prossimi mesi l’Euribor salisse al 4%, il TAN diventerebbe 4,30% e la rata arriverebbe a circa 495 euro al mese.
La fotografia dei tassi aggiornata all'23 luglio 2026
| Principali tassi di riferimento | Livello attuale |
|---|---|
| Tasso BCE sui depositi | 2,25% |
| Tasso BCE di rifinanziamento principale | 2,40% |
| Euribor 3 mesi | ≈ 2,50% |
| IRS 20 anni | ≈ 3,40% |
| IRS 30 anni | ≈ 3,30% |
Il rialzo deciso dalla BCE a giugno pesa soprattutto sui mutui a tasso variabile, perché l’Euribor tende a seguire più da vicino le decisioni e le aspettative sulla politica monetaria. La pausa di luglio non esclude però nuovi aumenti nei prossimi mesi: se i mercati continueranno ad aspettarsi ulteriori rialzi, l’Euribor potrebbe salire ancora e riflettersi sulle rate.
L’IRS, utilizzato come riferimento per i mutui a tasso fisso, non dipende invece direttamente dalla singola decisione della BCE, ma dalle attese sui tassi di lungo periodo, sull’inflazione e sui rendimenti dei titoli di Stato. Per questo il fisso può restare caro, o rincarare ulteriormente, anche durante una pausa della BCE.
Quanto si risparmia oggi con il tasso variabile?
Il variabile può ancora costare meno del fisso nella rata iniziale, ma il vantaggio si è ridotto. Facciamo un esempio su un mutuo da 100.000 euro a 30 anni.
• Tasso variabile: 2,8% → rata mensile circa 411 €
• Tasso fisso: 3,4% → rata mensile circa 443 €
• Differenza: il fisso costa 32 € in più al mese
Il risparmio iniziale del variabile è quindi di poco più di 30 euro al mese: una differenza reale, ma contenuta. Per scegliere bisogna chiedersi se valga la pena accettare il rischio di nuovi aumenti della rata per risparmiare oggi questa cifra.
Se la BCE tornasse ad alzare i tassi nei prossimi mesi, il vantaggio del variabile potrebbe ridursi rapidamente o persino scomparire. Chi ha un reddito stabile e un margine sufficiente per assorbire eventuali rincari può ancora valutarlo. Per chi invece vuole proteggere il bilancio familiare e avere una rata certa, il fisso resta la scelta più prudente.
Perché l’IRS continua a salire?
L’IRS, il parametro utilizzato per i mutui a tasso fisso, non dipende direttamente dalle decisioni della BCE, ma riflette le aspettative dei mercati sull’andamento dell’economia e dei tassi nei prossimi decenni.
Si tratta di un indicatore con un orizzonte di lungo periodo, influenzato da fattori come le previsioni sull’inflazione e l’andamento dei rendimenti dei titoli di Stato, in particolare dei Bund tedeschi. Per questo motivo può accadere che l’IRS continui a salire anche quando i tassi ufficiali vengono tagliati, se gli investitori si attendono inflazione più elevata o condizioni finanziarie meno favorevoli nel lungo termine.
Torna all'inizioHai un mutuo a tasso fisso? Ecco cosa fare
Per chi ha già stipulato un mutuo a tasso fisso l'andamento dell’IRS (interest rate swap) non dà alcuna preoccupazione perché il tasso, fissato il giorno della stipula del mutuo, resta sempre lo stesso. Il grande vantaggio di un mutuo a tasso fisso è la rata certa che non cambia mai nel corso del tempo. Se avete un mutuo a tasso fisso inferiore al 2,5% potete restare fermi e dormire sonni tranquilli. Se invece avete un tasso fisso più alto è meglio monitorare l’andamento dei tassi e valutare una surroga per ridurre il costo del vostro mutuo.
Al momento, chi ha stipulato un mutuo a tasso fisso superiore al 4% può valutare una surroga, soprattutto se riesce a ottenere un tasso fisso più basso o una rata più sostenibile. Il passaggio al variabile va invece considerato con maggiore prudenza, perché la pausa decisa dalla BCE a luglio non esclude nuovi rialzi nei prossimi mesi.
Torna all'inizioHai un mutuo a tasso variabile? Cosa cambia per la rata
Per chi ha un mutuo a tasso variabile, la pausa decisa dalla BCE a luglio non elimina il rischio di nuovi aumenti nei prossimi mesi. La rata viene ridefinita periodicamente, di solito ogni mese o ogni tre mesi, sommando lo spread, che resta fisso, all’Euribor di riferimento. Se l’Euribor sale, anche la rata può aumentare.
L’impatto concreto dipende da quando è stato stipulato il mutuo, dal capitale ancora da restituire e dal punto in cui ci si trova nel piano di ammortamento. Nei primi anni, quando la quota interessi pesa di più, l’aumento dei tassi può incidere maggiormente sulla rata. Più si è avanti nel rimborso, invece, l’effetto tende a essere più contenuto.
Chi ha un variabile dovrebbe fare subito una verifica pratica: quanto salirebbe la rata se l’Euribor aumentasse ancora di mezzo punto o di un punto? Se l’aumento mettesse in difficoltà il bilancio familiare, conviene valutare una surroga verso il tasso fisso o una rinegoziazione con la propria banca.
Torna all'inizioVuoi cambiare mutuo? Ecco cosa sapere
Chi ha un mutuo in corso può sempre valutare una surroga (la cosiddetta “portabilità del mutuo” che ti spieghiamo in questo articolo) e cambiare banca, tipologia di tasso e durata. Si tratta di una buona possibilità che consente di rimodulare il mutuo in base alle nuove esigenze personali o familiari.
Ricordiamo che le banche impongono dei vincoli nelle offerte di surroga, i principali vincoli da rispettare sono questi:
- Rata sostenibile: la nuova rata non può superare il 33% del reddito familiare netto.
- Valore immobile: la banca finanzia al massimo l’80% del prezzo o della perizia.
- Debito residuo: occorrono almeno 60 mila € ancora da restituire.
Le due strade per cambiare mutuo senza spese
Per cambiare mutuo ci sono sostanzialmente due strade.
- Fare una surroga
Si tratta di un'operazione che permette di trasferire il mutuo in un'altra banca, cambiando tasso e durata del finanziamento. A rimanere fisso è il debito residuo del mutuo che viene trasferito. Dal 2007, grazie al decreto “Bersani-bis”, l’operazione è a costo zero. Nel nostro servizio di comparazione online si trovano le migliori soluzioni per la surroga. - Rinegoziare il mutuo
In alternativa è possibile chiedere di rinegoziare il mutuo con l'attuale banca, passando da un tasso variabile a un tasso fisso e viceversa. La banca non è obbligata a offrire una rinegoziazione, ma è più facile che faccia una proposta di rinegoziazione se abbiamo già in mano le offerte di surroga di altre banche.
In entrambi i casi parliamo di operazioni gratuite per il mutuatario. Per scegliere il mutuo più vicino alle tue esigenze, non dimenticare che c'è sempre il comparatore mutui di Altroconsumo, costantemente aggiornato.
Mini glossario
IRS = parametro dei mutui fissi, riflette i tassi di lungo periodo.
Euribor = parametro dei mutui variabili, segue le mosse BCE.
Spread = maggiorazione fissa che la banca aggiunge al parametro.
TAN = parametro + spread. Tasso d’interesse puro applicato al capitale.
TAEG = TAN + spese obbligatorie (istruttoria, perizia, incasso rata).
Scopri subito quali banche offrono il miglior mutuo per te. Usa il nostro comparatore sui mutui: è accessibile a tutti, imparziale e aggiornato ogni giorno.
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