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BCE, nuovo rialzo dei tassi: cosa scegliere tra mutuo fisso e variabile

La BCE aumenta di 0,25 punti i tassi di riferimento per contrastare la nuova crescita dell’inflazione. Per chi ha un mutuo variabile aumenta il rischio di rate più pesanti, mentre chi cerca oggi un nuovo mutuo non dovrebbe contare su una rapida discesa dell’Euribor. Vediamo cosa conviene fare. Se invece hai dei risparmi da investire, ecco cosa puoi fare.

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11 settembre 2026
Modellino di casa con mani che tengono calcolatrice e contratto

Nella riunione del 10 settembre, la Banca Centrale Europea ha aumentato di 0,25 punti percentuali i tre tassi di riferimento. Dal 16 settembre, il tasso sui depositi sale al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%.

La decisione è stata presa per contrastare il nuovo aumento dell’inflazione, alimentato soprattutto dai rincari energetici legati al conflitto in Medio Oriente. Ad agosto l’inflazione dell’area euro è salita al 3,3%, rispetto al 2,9% di luglio, allontanandosi dall’obiettivo del 2%.

La BCE non ha già deciso quale sarà la prossima mossa: continuerà a valutare la situazione riunione dopo riunione. Le nuove proiezioni indicano però che l’inflazione potrebbe rimanere superiore all’obiettivo ancora a lungo, scendendo dal 3% medio del 2026 al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028.

Secondo l’analisi degli esperti di Altroconsumo Investi, per chi ha un mutuo variabile il pericolo di nuovi futuri rincari non è quindi passato. Chi ha già un tasso fisso continua invece a essere protetto dalle oscillazioni dei mercati. Chi cerca oggi un nuovo mutuo deve valutare se il risparmio iniziale del variabile sia sufficiente a compensare il rischio di una rata più alta in futuro.

Cosa potrebbe succedere a inflazione e tassi?

La BCE ha costruito uno scenario centrale e tre scenari alternativi per mostrare come potrebbero cambiare inflazione e crescita in base all’andamento della crisi energetica. Non assegna una probabilità ai diversi scenari: si tratta di simulazioni e non di previsioni su ciò che accadrà.


Scenario

Inflazione 2027

PIL 2027

Ipotesi
   
Più favorevole   
   
1,9%   
   
1,5%   

Rapida normalizzazione dei prezzi energetici
   
Centrale   
   
2,5%   
   
1,4%   

Graduale attenuazione dello shock
   
Avverso   
   
3,2%   
   
1,1%   

Rincari energetici più forti e persistenti
   
Grave   
   
5,4%   
   
0,4%   

Forte shock energetico, con conseguenze più ampie su prezzi e salari

Gli scenari mostrano che il rischio non è uguale nelle due direzioni. Se la crisi energetica si attenuasse rapidamente, l’inflazione potrebbe scendere più velocemente, favorendo in seguito una riduzione dei tassi. Se invece la situazione peggiorasse, l’aumento dei prezzi potrebbe essere molto più forte e duraturo, con possibili nuovi interventi della BCE e conseguenze più pesanti per i mutui a tasso variabile.

C’è però una cautela importante: nelle simulazioni alternative la BCE mantiene sostanzialmente invariata la risposta della politica monetaria rispetto allo scenario centrale. Nella realtà, di fronte a un’inflazione molto più elevata, potrebbe intervenire ancora sui tassi.

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Nuovo mutuo: come scegliere tra fisso e variabile

Se avete bisogno di un mutuo per l’acquisto di un immobile, dovete riflettere sul tipo di tasso (fisso o variabile) e sulla durata da scegliere. Il tasso annuo nominale (TAN) di un mutuo dipende dall'Euribor per i mutui a tasso variabile o dall'IRS per i mutui a tasso fisso (leggi nella nostra news le offerte più interessanti di mutuo a tasso fisso sul mercato), più lo Spread. Sommando al TAN tutte le altre spese che caratterizzano questo finanziamento (come istruttoria e perizia) si arriva al TAEG (tasso annuo effettivo globale). Il mutuo migliore è quello che ha il TAEG più basso.

Meglio fisso o variabile?

Storicamente il tasso variabile è più basso del tasso fisso, quindi più conveniente, ma anche più rischioso perché può comportare aumenti repentini della rata. Oggi l’Euribor (tasso variabile) è vicino al 2,65%.  Tuttavia, la rata di un mutuo a tasso variabile può aumentare del 30%, e in scenari di forte stress anche del 45%.

Esempio pratico

Capitale di 100.000 € a 30 anni, mutuo indicizzato all’Euribor 3 mesi + 0,30% di spread. Con Euribor vicino al 2,65%, il TAN si colloca intorno al 2,95% e la rata è di circa 418 euro al mese. Se nei prossimi mesi l’Euribor salisse al 4%, il TAN diventerebbe 4,30% e la rata arriverebbe a circa 495 euro al mese.

Attenzione quindi ai rischi: il tasso fisso incorpora un’assicurazione contro qualsiasi scenario per tutta la durata del mutuo. Potete valutare le migliori soluzioni con il nostro servizio online per comparare i mutui.

La fotografia dei tassi aggiornata all'11 settembre 2026 


Principali tassi di riferimento

Livello attuale

Tasso BCE sui depositi
   
2,5%   

Tasso BCE di rifinanziamento principale
   
2,65%   
   
Euribor 3 mesi   
   
≈ 2,65%   
   
IRS 20 anni   
   
≈ 3,60%   
   
IRS 30 anni   
   
≈ 3,50%   

Il rialzo deciso dalla BCE pesa soprattutto sui mutui a tasso variabile, perché l’Euribor tende a seguire più da vicino le decisioni e le aspettative sulla politica monetaria. Attenzione, il rialzo dei tassi del 10 settembre non esclude però nuovi aumenti nei prossimi mesi: se i mercati continueranno ad aspettarsi ulteriori rialzi, l’Euribor potrebbe salire ancora e riflettersi sulle rate.

L’IRS, utilizzato come riferimento per i mutui a tasso fisso, non dipende invece direttamente dalla singola decisione della BCE, ma dalle attese sui tassi di lungo periodo, sull’inflazione e sui rendimenti dei titoli di Stato. Per questo il fisso può restare caro, o rincarare ulteriormente, anche durante una pausa della BCE.

Quanto si risparmia oggi con il tasso variabile?

Il variabile può ancora costare meno del fisso nella rata iniziale, ma il vantaggio si è ridotto. Facciamo un esempio su un mutuo da 100.000 euro a 30 anni.

• tasso variabile del 2,95%: rata di circa 418 euro
• tasso fisso del 3,80%: rata di circa 466 euro
• differenza: circa 47 euro al mese.

Il risparmio iniziale del variabile è quindi di circa 47 euro al mese: una differenza reale, ma contenuta. Per scegliere bisogna chiedersi se valga la pena accettare il rischio di nuovi aumenti della rata per risparmiare oggi questa cifra.

Se la BCE tornasse ad alzare i tassi nei prossimi mesi, il vantaggio del variabile potrebbe ridursi rapidamente o persino scomparire. Chi ha un reddito stabile e un margine sufficiente per assorbire eventuali rincari può ancora valutarlo. Per chi invece vuole proteggere il bilancio familiare e avere una rata certa, il fisso resta la scelta più prudente.

Perché l’IRS continua a salire?

L’IRS, il parametro utilizzato per i mutui a tasso fisso, non dipende direttamente dalle decisioni della BCE, ma riflette le aspettative dei mercati sull’andamento dell’economia e dei tassi nei prossimi decenni.

Si tratta di un indicatore con un orizzonte di lungo periodo, influenzato da fattori come le previsioni sull’inflazione e l’andamento dei rendimenti dei titoli di Stato, in particolare dei Bund tedeschi. Per questo motivo può accadere che l’IRS continui a salire anche quando i tassi ufficiali vengono tagliati, se gli investitori si attendono inflazione più elevata o condizioni finanziarie meno favorevoli nel lungo termine.

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Hai un mutuo a tasso fisso? Ecco cosa fare

Per chi ha già stipulato un mutuo a tasso fisso l'andamento dell’IRS (interest rate swap) non dà alcuna preoccupazione perché il tasso, fissato il giorno della stipula del mutuo, resta sempre lo stesso. Il grande vantaggio di un mutuo a tasso fisso è la rata certa che non cambia mai nel corso del tempo. Se avete un mutuo a tasso fisso inferiore al 3,5% potete restare fermi e dormire sonni tranquilli. Se invece avete un tasso fisso più alto è meglio monitorare l’andamento dei tassi e valutare una surroga per ridurre il costo del vostro mutuo.

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Hai un mutuo a tasso variabile? Cosa cambia per la rata

Per chi ha un mutuo a tasso variabile, l’ultima decisione della BCE non elimina il rischio di nuovi aumenti nei prossimi mesi. La rata viene ridefinita periodicamente, di solito ogni mese o ogni tre mesi, sommando lo spread, che resta fisso, all’Euribor di riferimento. Se l’Euribor sale, anche la rata può aumentare.

L’impatto concreto dipende da quando è stato stipulato il mutuo, dal capitale ancora da restituire e dal punto in cui ci si trova nel piano di ammortamento. Nei primi anni, quando la quota interessi pesa di più, l’aumento dei tassi può incidere maggiormente sulla rata. Più si è avanti nel rimborso, invece, l’effetto tende a essere più contenuto.

Chi ha un variabile dovrebbe fare subito una verifica pratica: quanto salirebbe la rata se l’Euribor aumentasse ancora di mezzo punto o di un punto? Se l’aumento mettesse in difficoltà il bilancio familiare, conviene valutare una surroga verso il tasso fisso o una rinegoziazione con la propria banca.

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Vuoi cambiare mutuo? Ecco cosa sapere

Chi ha un mutuo in corso può sempre valutare una surroga e cambiare banca, tipologia di tasso e durata. Si tratta di una buona possibilità che consente di rimodulare il mutuo in base alle nuove esigenze personali o familiari.

Ricordiamo che le banche impongono dei vincoli nelle offerte di surroga, i principali vincoli da rispettare sono questi:

  • Rata sostenibile: la nuova rata non può superare il 33% del reddito familiare netto.
  • Valore immobile: la banca finanzia al massimo l’80% del prezzo o della perizia.
  • Debito residuo: occorrono almeno 60 mila € ancora da restituire. 

Le due strade per cambiare mutuo senza spese

Per cambiare mutuo ci sono sostanzialmente due strade.

  • Fare una surroga
    Si tratta di un'operazione che permette di trasferire il mutuo in un'altra banca, cambiando tasso e durata del finanziamento. A rimanere fisso è il debito residuo del mutuo che viene trasferito. Dal 2007, grazie al decreto “Bersani-bis”, l’operazione è a costo zero. Nel nostro servizio di comparazione online si trovano le migliori soluzioni per la surroga.
  • Rinegoziare il mutuo
    In alternativa è possibile chiedere di rinegoziare il mutuo con l'attuale banca, passando da un tasso variabile a un tasso fisso e viceversa. La banca non è obbligata a offrire una rinegoziazione, ma è più facile che faccia una proposta di rinegoziazione se abbiamo già in mano le offerte di surroga di altre banche.

In entrambi i casi parliamo di operazioni gratuite per il mutuatario. Per scegliere il mutuo più vicino alle tue esigenze, non dimenticare che c'è sempre il comparatore mutui di Altroconsumo, costantemente aggiornato.

Mini glossario

IRS = parametro dei mutui fissi, riflette i tassi di lungo periodo.
Euribor = parametro dei mutui variabili, segue le mosse BCE.
Spread = maggiorazione fissa che la banca aggiunge al parametro.

TAN = parametro + spread. Tasso d’interesse puro applicato al capitale.
TAEG = TAN + spese obbligatorie (istruttoria, perizia, incasso rata).

Scopri subito quali banche offrono il miglior mutuo per te. Usa il nostro comparatore sui mutui: è accessibile a tutti, imparziale e aggiornato ogni giorno.

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CONSIGLIO DELL'ESPERTO
Donato Todisco - Esperto di mutui e finanziamenti
Ancora una volta, le famiglie rischiano di pagare due volte il conto dell’inflazione: prima attraverso l’aumento del costo della vita, dalle bollette ai prodotti alimentari, e poi con il possibile rincaro della rata del mutuo, provocato dalla risposta della BCE all’aumento dei prezzi. Se le tensioni energetiche dovessero durare, inflazione e tassi potrebbero restare elevati più a lungo. Per questo, oggi è più prudente scegliere il tasso fisso, soprattutto se il vantaggio iniziale del variabile è contenuto. Anche chi ha già un mutuo a tasso fisso, pur essendo protetto dagli aumenti della rata, deve essere prudente: nei prossimi mesi le famiglie potrebbero dover spendere di più per soddisfare i bisogni essenziali e, a parità di reddito, avere meno risorse disponibili per pagare il mutuo.