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Card musei: comode ma poco convenienti

23 aprile 2016

23 aprile 2016

Un solo pass per accedere liberamente a mostre, collezioni permanenti, castelli e siti archeologici. Le card delle città d'arte sono una bella comodità. Ma la convenienza economica non è sempre assicurata. Ecco perché.

Quale occasione migliore delle calde giornate di primavera per ammirare le bellezze artistiche delle nostre città e concederti un weekend in una città d’arte? Decisa la destinazione e organizzati viaggio e pernottamento, resta un ultimo aspetto da definire: l’acquisto o meno di una card turistica. Si tratta di un super-biglietto che, a seconda della formula, consente di accedere liberamente ai luoghi d'arte e a vari servizi turistici. Si chiamano museum card, dette anche arte card, e sono dedicate esclusivamente ai beni culturali: danno libero accesso a musei, castelli, siti archeologici, palazzi e giardini, e qualche volta anche ai trasporti pubblici.

La nostra inchiesta

Nella nostra inchiesta ci siamo concentrati sulle museum card di sei principali città italiane: Firenze, Milano, Napoli, Roma, Torino e Venezia. Più ampio è invece il perimetro dei cosiddetti city pass, che includono l’accesso (o lo sconto sul biglietto), oltre che ai principali musei, anche ad attrazioni non museali: ascensori panoramici, crociere sui fiumi, bus turistici, agevolazioni in bar e ristoranti. I city pass sono perlopiù diffusi nelle capitali europee e non, spesso con formule tutt’altro che semplici. Ovviamente, il prezzo cambia in funzione dei servizi offerti e della durata della tessera, che in genere varia da un minimo di 24 ore a una settimana.

Risparmio sì, ma solo sulla carta

Comode sono comode: intanto perché, a differenza dei singoli biglietti di ingresso ai musei, la card si acquista una sola volta (in uno dei musei del circuito oppure su internet, prima della partenza). E poi perché in molti casi offrono un ingresso preferenziale, dando la possibilità di saltare le code, cosa peraltro consentita anche a tutti coloro che arrivano già muniti del biglietto (acquistato online). Assodati i vantaggi, resta però il dubbio sulla convenienza. Perché il risparmio non resti sulla carta, il costo della card non deve ovviamente superare il valore dei biglietti singoli dei musei visitati. Una volta raggiunto il pareggio, ogni visita in più è guadagnata.

Quali calcoli fare

Ma l’impresa in diversi casi è tutt'altro che semplice: per esempio, rendere conveniente la Torino + Piemonte Card di tre giorni (costo di 42 euro) è più facile se si includono nella rosa dei tre-quattro musei da visitare la Reggia di Venaria e i Giardini, il cui biglietto intero ha già un costo di 25 euro. Se invece ci si limita a vedere le tre collezioni blockbuster della città sabauda – cioè il Museo Egizio, il Museo del Cinema e il Polo Reale – si va in perdita di 7 euro. In pratica conviene acquistare i singoli biglietti, spendendo in totale 35 euro. Molto più semplice risparmiare con la Artecard Napoli (3 giorni, 21 euro), che include l’accesso gratuito ai primi tre musei visitati, lo sconto sul biglietto dal quarto museo in poi, e l'accesso illimitato ai trasporti pubblici. Basta visitare il Museo archeologico nazionale, la Certosa di San Martino e il museo di arte contemporanea MADRE per ammortizzare esattamente il costo della tessera. Così i 13,50 euro che spenderemmo in mezzi pubblici (biglietto giornaliero di 4,50 euro moltiplicato per tre) sono risparmiati.

L'arte di mischiare le card

È invece davvero arduo trovare la convenienza nella Omnia Card, la tessera emessa dal Vaticano: vale 72 ore ed è venduta a 108 euro. Visitiamo i Musei Vaticani e la Cappella Sistina (il biglietto intero con ingresso preferenziale ci costerebbe 20 euro), Basilica di San Pietro (18,50 euro con audioguida), Basilica di San Giovanni in Laterano e Chiostro (5 euro), Carcere Mamertino di San Pietro (5 euro); facciamo un giro turistico sull’Open Bus Roma Cristiana (12 euro); prendiamo i mezzi pubblici Atac (18 euro il biglietto di 72 ore); aggiungiamo Colosseo, Fori, Palatino (14 euro con accesso preferenziale) e Galleria Borghese (11 euro). Il totale dei biglietti singoli considerati farebbe 103,50 euro. In pratica, nonostante ritmi di visita massacranti, non siamo ancora riusciti a far fruttare la card. Se poi vogliamo considerare che l'ingresso in San Pietro è sempre gratuito per tutti, rinunciando all'audioguida, il totale farebbe addirittura 85 euro, contro i 108 della tessera vaticana. Insomma, alzarsi all’alba e trasformare la vacanza da momento di relax in attività frenetica non è sufficiente a rendere convenienti alcune card.

Il nostro consiglio

Queste card non sono da acquistare a occhi chiusi. Prima della partenza per un viaggio, è meglio organizzare un itinerario sostenibile e confrontare il prezzo della card con il totale dei biglietti dei singoli musei scelti. Tra l’altro così come esistono le riduzioni sui biglietti in base all’età del visitatore, all'appartenenza a determinate categorie professionali, all'affiliazione con associazioni convenzionate, così le card hanno una versione a prezzo ridotto: cosa che va tenuta presente. Da considerare anche che, oltre alle arte card, ci sono i biglietti cumulativi. Per esempio, chi si ferma per un paio di giorni a Firenze potrebbe trovare più vantaggioso il biglietto cumulativo del grande Museo del Duomo invece che la Firenze Card. Inoltre, la carta quasi sicuramente non conviene se il weekend di vacanza è il primo del mese: l’ingresso alla maggior parte dei musei è gratuito la prima domenica del mese, per tutti. E per chi ha meno di 18 anni quello ai musei statali lo è sempre.

Abbonamenti per residenti e non solo

Tutt’altro scopo hanno le arte card annuali. Sono destinate ai residenti o ai visitatori abituali di una città o dell’intera regione, con lo scopo di sostenere la domanda di cultura. La card annuale è una delle poche iniziative di welfare culturale da parte di enti pubblici e fondazioni culturali. La loro convenienza è un dato di fatto inoppugnabile: a fronte di un costo di 43-52 euro, consentono di accedere a un lunga lista di musei, 365 giorni l’anno. Quelle del Piemonte e della Lombardia addirittura non pongono alcuni limite al numero di visite: l'abbonato può tornare in ogni museo del circuito ogni volta che vuole. Talmente competitive da risultare convenienti anche per i turisti che hanno scelto un lungo soggiorno (da una settimana in su) o che pensano di ritornare in zona nei successivi dodici mesi.


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