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Tariffe acqua: bollette in netto rialzo

27 novembre 2011
tariffe bollette

27 novembre 2011

Aumenti spropositati nell'ultimo biennio: in media oltre il 12%, con punte massime fino al 42. Firenze è la città con la spesa annua più elevata.

L'inchiesta sulle tariffe dell’acqua ha fornito cattive notizie. Nell’ultimo biennio i costi sono aumentati quasi ovunque: il rincaro più alto è stato riscontrato ad Aosta (42%). Rialzi a doppia cifra sono stati segnalati a Palermo (35%), Trieste (25%), Roma (21%), Milano, Pescara e Genova (17%), Ancona (15%), Bari (13%), Arezzo (12%), Bologna, Cremona e Verona (11%), Ferrara (10%). Soltanto tre città hanno mantenuto i prezzi uguali: Campobasso, Catanzaro e Salerno. Pochi gli aumenti contenuti: Catania (+1%), Brescia e Potenza (+3%). Scarica accanto l'articolo completo.

Differenze tra le città
A parità di consumi – prendendo il dato più diffuso: 200 metri cubi all’anno – il capoluogo più caro è stato Firenze: 503 euro all’anno. Subito dietro Arezzo (494), Pesaro (478), Pisa (461) e Ravenna (445). Molto meno dispendiose sono risultate città del Nord come Bergamo (198), Varese (187), Udine (182) e Milano (129), quest’ultima in assoluto la più economica in Italia. Bari, Ancona, Bologna e Firenze erano già sopra la media e oggi si ritrovano nel gruppo segnalato per i maggiori aumenti. Dal punto di vista geografico si può notare come l’acqua costi mediamente meno al Sud (254 euro). In Italia centrale è richiesto un esborso più alto rispetto al Nord: 371 euro contro 271.

Ci vogliono più regole
Fino a oggi è mancato nel nostro Paese un sistema di controllo centralizzato delle efficienze di gestione, in grado di vigilare sul funzionamento corretto del settore e sull’applicazione trasparente delle tariffe. La bolletta è già aumentata in molte città ed è concreto il rischio che ciò accada ancora. È necessario quindi definire al più presto un quadro di regole e avviare l’attività dell’Agenzia nazionale, che sia autorevole e indipendente, per vigilare sull’applicazione delle tariffe e la raccolta dati a livello nazionale sui soggetti gestori. Così che eventuali rincari futuri siano legati a investimenti e non a inefficienze.

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