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Cibo a domicilio: come e quando si usa questo servizio

Chi ordina il cibo a domicilio? Quante volte al mese? Quanto spende? La nostra inchiesta racconta il fenomeno in crescita del food delivery.

23 ottobre 2019
Food delivery

Dalla pizza al sushi, dal vegano all’hamburger: il mondo del food delivery sta conquistato fette sempre più ampie di consumatori. Oggi l’offerta è diversificata e spazia dal fast food fino a vere e proprie pietanze gourmet, salutiste o etniche. Farsi consegnare i pasti a casa rappresenta non solo una soluzione da utilizzare in emergenza quando il frigo è vuoto, ma anche un’occasione per assaporare una cena diversa dal solito.

A chi consegnano i riders? Quanto si spende in media per un pasto già bello e pronto? Quando si preferisce usare questo servizio? A rispondere a queste e altre domande ci sono i dati raccolti dalla nostra inchiesta, che ha coinvolto in Italia quasi 2.500 persone.

Uno su tre ordina

Oggi il giro d'affari del food delivery su scala globale vale 35 miliardi di dollari e la proiezione al 2030 (fonte Ubs research) parla di 365 miliardi di dollari, con una crescita anno su anno del 20%. Un giro d'affari anche nel nostro paese stimato intorno a 566 milioni di euro (fonte Osservatorio Politecnico). La consegna a domicilio va di moda ed è usata da una buona fetta di italiani. Quanti? Altroconsumo ha intervistato 2.500 persone di età compresa tra 18 e 69 anni per capire più a fondo le dinamiche del fenomeno. I dati confermano che nel nostro Paese è un servizio sempre più diffuso: il 35% degli intervistati ha ordinato negli ultimi tre mesi cibo a domicilio. Di questi la metà l’ha fatto dalle tre alle dieci volte mentre il 13% più di 10 volte.  

 Un business da governare

Il food delivery sembrerebbe il business del secolo, se non fosse per alcuni punti deboli che ciclicamente vengono a galla: dalle condizioni precarie di lavoro dei ciclofattorini che consegnano il cibo a domicilio, alle violazioni delle norme antinfortunistiche e di sicurezza stradale, fino allo sfruttamento dei lavoratori. Sul tema riders e food delivery si è messa subito al lavoro la neo ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, che ha di recente annunciato un accordo nella maggioranza per tutelare i ciclo-fattorini. Il lieto fine, però, non c'è ancora: i rider, infatti, si dividono tra chi spera che le condizioni di lavoro migliorino e chi invece protesta. È l’eterno conflitto tra regole e tutele da una parte e libertà di guadagnare dall’altra.