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Burger vegetali: non sono sempre sani, attenzione a sale, additivi e ingredienti ultraprocessati

Sembrano un’alternativa più salutare alla carne, ma non basta leggere “vegetale” in etichetta per portarli a tavola senza dubbi. Dal nostro test su 14 burger vegetali emerge che molti prodotti contengono ingredienti ultraprocessati, additivi e troppo sale.

Con il contributo esperto di:
articolo di:
23 marzo 2026
Insieme marche burger vegetali del test

Chi compra burger vegetali spesso lo fa per mangiare meno carne e variare la dieta, non necessariamente perché segue un’alimentazione vegana o vegetariana. Ma il punto, guardando davvero le confezioni, è un altro: questi prodotti sono spesso formulazioni industriali complesse, ben lontane dall’idea di una semplice polpetta di legumi. Le liste ingredienti includono spesso proteine concentrate, fibre aggiunte, amidi, aromi, estratti e additivi.

 

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Burger vegetali e salute: perché non basta che siano vegetali

La notizia da cui partire è chiara: i burger vegetali non sono automaticamente sani solo perché vegetali. Nel test sui 14 prodotti analizzati, il problema ricorrente è la presenza di ingredienti ultraprocessati e di sale in quantità spesso elevate. Molti consumatori li percepiscono come un secondo leggero e salutare, ma le ricette raccontano altro: alla base ci sono soprattutto soia, pisello o frumento, a cui vengono aggiunti oli, fibre, amidi, aromi e sostanze tecnologiche per migliorare consistenza, gusto e resa in cottura. Non è un motivo per escluderli del tutto dal carrello, ma per inserirli con consapevolezza in una dieta equilibrata.


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Ingredienti: cosa c’è davvero nell’etichetta

A guardare bene l’etichetta, gli ingredienti dei burger vegetali raccontano una storia diversa da quella che suggerisce il claim “veg”. La fonte proteica è in genere soia, pisello o frumento, a cui si aggiungono quasi sempre oli o grassi come girasole, cocco o colza, che incidono sul profilo dei grassi saturi. In alcuni burger ci sono poi le verdure: nei prodotti del test, per esempio, troviamo gli spinaci, che variano dal 12 al 33% . Poi arrivano amidi e fibre, usati per dare struttura, mentre aromi e additivi servono a migliorare consistenza e sapore. Anche il sale è una presenza costante. Tradotto: i burger vegetali non sono semplici preparazioni di legumi e verdure, ma spesso prodotti molto formulati, da scegliere leggendo con attenzione lista ingredienti e tabella nutrizionale.

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Burger vegetali ultraprocessati: perché molti prodotti sono troppo elaborati

Il test mostra che i burger vegetali non sono quasi mai preparazioni semplici. Tra gli ingredienti più frequenti compaiono proteine isolate o concentrate, fibre di diversa origine, amidi di patata, mais o tapioca, aromi, estratti vegetali e additivi come stabilizzanti, correttori di acidità e antiossidanti. In alcuni casi compaiono anche coloranti, come il rosso di barbabietola usato da Beyond Meat. Un dato colpisce più degli altri: solo un prodotto, il burger biologico agli spinaci Natura Sì, non contiene additivi. Tutti gli altri ne hanno almeno uno o due, mentre i burger agli spinaci Valsoia arrivano a quattro. La presenza di additivi non equivale automaticamente a un rischio per la salute, ma segnala un livello di trasformazione più elevato del prodotto.

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Troppo sale e valori nutrizionali molto variabili

Anche dal punto di vista nutrizionale i risultati sono molto disomogenei. L’energia media è di circa 190 kcal per 100 grammi, ma si va dalle 113 kcal del Valsoia burger spinaci alle 291 kcal dei Vemondo con spinaci di Lidl. Anche i grassi cambiano molto, da 2,9 a 19 grammi per 100 grammi, e la qualità dipende anche dall’olio usato: chi utilizza solo olio di girasole resta sotto 1 grammo di grassi saturi, mentre con olio o grasso di cocco si può arrivare a 6,5 grammi di saturi per 100 grammi. La vera nota dolente, però, è il sale. Nel test si va da 0,75 grammi per 100 grammi del Beyond Meat a 1,9 grammi del Coop burger vegetale, più del doppio. E proprio sul sale molti prodotti ricevono valutazioni basse.

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I veg-burger sostituiscono davvero la carne?

Non del tutto. Molti li considerano un sostituto della carne, ma sul piano nutrizionale il confronto non regge sempre. La carne, infatti, non è solo fonte di proteine: apporta anche ferro e vitamina B12. Nel test, solo 2 prodotti su 14 sono addizionati di vitamina B12 e nessuno è fonte di ferro. Quanto alle proteine, alcuni burger hanno valori simili a quelli della carne, altri molto meno. Per questo il messaggio è semplice: i burger vegetali possono essere un’alternativa comoda e ogni tanto utile, ma non vanno idealizzati come scelta automaticamente più sana o nutrizionalmente equivalente alla carne.

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Il migliore del test: il burger vegetale da scegliere

Il prodotto che si distingue nel test è Kioene Burger agli spinaci, che ottiene 60 punti su 100 ed è l’unico a raggiungere una qualità globale buona. È anche il più apprezzato nella degustazione alla cieca: a convincere i giudici sono stati soprattutto la morbidezza, la masticabilità piacevole e la presenza ben visibile degli spinaci, che arrivano al 33%, la quota più alta tra i prodotti analizzati. Qui trovi i risultati di tutti i burger testati.

Quando metti un burger vegetale nel carrello, il primo controllo da fare dunque è sull’etichetta. Più che fermarsi al claim “vegetale”, conviene guardare la lunghezza della lista ingredienti, la presenza di additivi e aromi, il contenuto di sale, la quantità di grassi saturi e il livello di trasformazione del prodotto. In altre parole, vegetale non significa automaticamente salutare. Il consiglio è scegliere i prodotti con formulazioni più semplici e consumarli solo ogni tanto.

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