Tutto sugli additivi alimentari

E551 - Biossido di silicio

E551

Giudizio: Poco raccomandabile

Funzione principale:
Antiagglomerante
Altre funzioni:
Agente antischiumogeno, Supporto
Famiglia:
Silicati
Può causare allergia:
no
Autorizzato nel bio:
sì (erbe e spezie essiccate in polvere, aromi e propoli)
DGA (dose giornaliera accettabile) mg/Kg pc/die:
dati insufficienti

Commento

Il biossido di silicio e i silicati sono usati come antiagglomeranti, specialmente negli alimenti in polvere ma anche in alcuni prodotti della confetteria (caramelle, mandorle zuccherate, gomme da masticare) per impedire loro di aggregarsi. Il biossido di silicio è uno degli additivi che possono contenere nanoparticelle. Ebbene, diversi studi in vitro suggeriscono un possibile effetto tossico (stress ossidativo) delle nanoparticelle di silice su alcune cellule dell'intestino. La valutazione del rischio in vivo è nel complesso limitata dalla mancanza di studi e dati tossicologici che tengano conto delle esposizioni effettive. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato a gennaio 2018 la rivalutazione del biossido di silicio e raccomanda in particolare di effettuare una chiara caratterizzazione della distribuzione dimensionale delle particelle che costituiscono l'additivo. Raccomanda inoltre di effettuare studi di tossicità cronica che tengano conto della presenza di una frazione nanoparticolata nell'additivo. Nel giugno 2019, un team di ricercatori francesi (Bouchard et al.) ha pubblicato uno studio che cerca di valutare l'impatto sui topi dell'esposizione ripetuta e a lungo termine alle nanoparticelle di silice amorfa. L'esposizione è avvenuta nell'arco di 18 mesi tramite l'acqua da bere, ad una dose paragonabile al consumo stimato tramite additivi alimentari in una dieta corrente. Sono state rilevate anomalie istologiche nei tessuti renali dei topi esposti, così come risposte epatiche infiammatorie.

Continua a leggere

Commento

Il biossido di silicio e i silicati sono usati come antiagglomeranti, specialmente negli alimenti in polvere ma anche in alcuni prodotti della confetteria (caramelle, mandorle zuccherate, gomme da masticare) per impedire loro di aggregarsi. Il biossido di silicio è uno degli additivi che possono contenere nanoparticelle. Ebbene, diversi studi in vitro suggeriscono un possibile effetto tossico (stress ossidativo) delle nanoparticelle di silice su alcune cellule dell'intestino. La valutazione del rischio in vivo è nel complesso limitata dalla mancanza di studi e dati tossicologici che tengano conto delle esposizioni effettive. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato a gennaio 2018 la rivalutazione del biossido di silicio e raccomanda in particolare di effettuare una chiara caratterizzazione della distribuzione dimensionale delle particelle che costituiscono l'additivo. Raccomanda inoltre di effettuare studi di tossicità cronica che tengano conto della presenza di una frazione nanoparticolata nell'additivo. Nel giugno 2019, un team di ricercatori francesi (Bouchard et al.) ha pubblicato uno studio che cerca di valutare l'impatto sui topi dell'esposizione ripetuta e a lungo termine alle nanoparticelle di silice amorfa. L'esposizione è avvenuta nell'arco di 18 mesi tramite l'acqua da bere, ad una dose paragonabile al consumo stimato tramite additivi alimentari in una dieta corrente. Sono state rilevate anomalie istologiche nei tessuti renali dei topi esposti, così come risposte epatiche infiammatorie.

Prodotti in cui può essere contenuto

In tutte le categorie di alimenti, perlo più con limiti (solo se sotto forma di polvere essiccata o di compresse) e anche in alcuni prodotti lattiero-caseari affettati o grattugiati (formaggio di pasta dura e semidura, altri prodotti caseari e analoghi, preparati per la macchiatura di bevande), formaggio fuso, emulsioni di oli e grassi (anche spray) solo per ungere le teglie, per il trattamento sperficiale nei prodotti di confetteria, zuccheri e sciroppi sotto forma di compresse ed essiccati in polvere, edulcoranti da tavola, sale e suoi succedanei, condimenti, chewing-gum (solo per il trattamento superficiale), cereali secchi per bambini e lattanti, integratori alimentari.