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Detrazioni per il risparmio energetico: la proroga e legge

19 novembre 2010
risparmio energetico

19 novembre 2010

Dopo il voto al Senato, la proroga della detrazione del 55% per le eco-ristrutturazioni è diventata legge. Grazie agli 8.600 che hanno firmato la nostra petizione.

Dopo il voto al Senato, la proroga della detrazione del 55% per le eco-ristrutturazioni è diventata legge. Grazie agli 8.600 che hanno firmato la nostra petizione.

Ci siamo mobilitati dopo lo stop dal Governo

Il Governo aveva bloccato la proroga della detrazione del 55% per i consumatori intenzionati a ristrutturare casa con un occhio al risparmio energetico. Il provvedimento è quindi riapparso nel testo della Finanziaria ed è stato quindi approvato. Evidentemente è servita anche la mobilitazione di chi, come noi, aveva contestato l'eliminazione degli incentivi.

Peccato però che la proroga sia stata fatta al momento solo fino alla fine del 2011. Sarebbe stato meglio fin da ora prevedere un tempo più lungo, come d'altro canto avevamo chiesto, anche per dare più continuità ai consumatori e alle aziende che investono in questo settore. Inoltre la detrazione viene ora ripartita in dieci rate annuali, mentre in precedenza erano cinque.

Il blocco sarebbe un danno per il Paese

Gli incentivi rappresentano un'importante occasione in termini di sostegno all'ambiente, all'occupazione e all'economia. A parlare sono i numeri. I contribuenti in 3 anni hanno speso quasi 8 miliardi di euro per riqualificare il patrimonio immobiliare italiano, il più inquinante d'Europa. Questi investimenti hanno fatto conseguire un risparmio energetico di 4.400 GWh totali, che equivalgono a quasi un milione di tonnellate di anidride carbonica non emessa.

La detrazione conviene anche al Governo

Il costo per lo Stato è elevato a causa della percentuale di detrazione che si rimborsa al cittadino, ma le imposte dirette e indirette incassate, superiori rispetto al normale trend annuale, solitamente più basso a causa dello sfruttamento del lavoro nero e della piaga dell'evasione fiscale che affligge il settore edilizio, hanno praticamente azzerato il costo sostenuto. Infine il sostegno all'occupazione, legato all'aumento degli interventi di riqualificazione, è stato ampiamente dimostrato dalle associazioni di categoria di settore.

A risentirne è anche la promozione di una cultura ambientale, parte della sensibilità che uno Stato dovrebbe dimostrare di avere nei confronti di temi cruciali come questi, per mantenere l'Italia al passo con il resto d'Europa. Ecco perché Altroconsumo aveva avviato una raccolta di firme online per far sentire al governo la voce dei consumatori, che sarebbero i primi danneggiati dallo stop agli incentivi.


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