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Lavatrici connesse a internet, sempre di più ma difficili da usare

Gli elettrodomestici connessi sono in aumento, però manca un sistema unico di comunicazione tra apparecchi diversi. Scopri i limiti attuali e le prospettive future.

09 aprile 2019
lavatrice smart

In Italia stiamo assistendo alla crescita del mercato Smart Home, secondo i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano nel 2018 questo mercato ha generato 380 milioni di euro di fatturato, + 52% rispetto all’anno precedente, inoltre sta aumentando l’offerta degli elettrodomestici connessi a internet. Il 25% dei modelli lanciati dall’inizio del 2018 aveva una connessione con la possibilità di gestire l’elettrodomestico attraverso un’app. Nonostante l’incremento delle offerte, soltanto il 25% degli utenti che hanno un elettrodomestico connesso utilizza le funzionalità smart. Per differenti motivi: poca conoscenza dei nuovi sistemi, complessità delle fasi di registrazione e programmazione delle macchine, ma soprattutto per mancanza di un unico sistema di comunicazione tra differenti apparecchi.

Il limite principale delle lavatrici connesse a internet

Ogni produttore al momento sviluppa il proprio standard, la propria applicazione, il proprio sistema di comunicazione (WIFI, NFC, Bluetooth, ecc.) per gestire i prodotti del proprio marchio. L’utente quindi deve scegliere se acquistare tutti prodotti di un unico brand oppure districarsi tra le numerose app per interagire con i differenti apparecchi. Ultimamente un aiuto è arrivato dagli assistenti vocali, che hanno iniziato a colmare il gap tra prodotti con differenti protocolli di comunicazione e utente che vorrebbe usare un unico sistema. Alcune app permettono di regolare con lo smartphone numerosi parametri di lavaggio, mentre gli assistenti vocali potrebbero avere un numero di comandi inferiore.

Nel nostro test sulle lavatrici solo una trentina di modelli su circa 190 è dotata di connessione a internet (circa 19%). Per trovare la lavatrice più adatta alle tue esigenze, puoi consultare i risultati.

TROVA LA LAVATRICE MIGLIORE

Non è la prima volta che Altroconsumo si occupa di lavatrici con tecnologia smart. Nel 2013 abbiamo fatto delle piccole prove qualitative sulle prime lavatrici dotate di app per il controllo smart. Nel 2017 abbiamo pubblicato una news dopo prove funzionali simili su un altro modello evoluto.

Quanto costa una lavatrice

Mediamente una lavatrice costa 365 euro, ma il prezzo può variare in base alla capacità di carico e al numero di giri, con questa ultima caratteristica che incide maggiormente sul costo. Osservando infatti il costo delle lavatrici sulla base del numero di giri, notiamo che per l’acquisto di un modello che non superi i 1000 giri si spendono mediamente 270 euro. Se si passa ad un modello da 1200 giri, bisogna mettere in preventivo una maggiorazione di 80 euro e di spendere circa 350 euro. La differenza di prezzo tra una 1200 ed una 1400 è di 140 euro, per una 1400 giri si spendono circa 490 euro. Ulteriore aumento per le lavatrici da 1600 giri, che in media arrivano a costare 760 euro. Osservando le variazioni di prezzo in base alla capacità di carico, le 7 kg costano mediamente 340 euro, mentre una 8 kg costa 400 euro.

Quanto costa una lavatrice con connessione a internet

Per quanto riguarda i modelli che dispongono di connessione ad internet, questi non sono solo di fascia alta. Ci sono i modelli di Hoover con controllo vocale (avviene attraverso il telefono e non dialogando direttamente con la lavatrice) che costano in media più di 600 euro. Esistono però altre opzioni per le quali la spesa può rimanere contenuta: 350/400 euro.

Gestire la lavatrice con un’app, le diverse connessioni

Le applicazioni smart per le lavatrici hanno un’ampia differenziazione. Si va dai più semplici collegamenti via NFC, dove avvicinando lo smartphone alla lavatrice è possibile ricevere informazioni soprattutto inerenti eventuali codici di guasto per una più efficace connessione con i centri assistenza, ai più complessi sistemi di trasmissione via WiFi che permettono di ricevere, su apposita applicazione, molte più informazioni sullo stato dell’elettrodomestico e inoltre danno la possibilità di controllare le funzionalità principali: selezionare il programma di lavaggio, variare parametri del programma stesso, ricevere consigli sul bucato.

I limiti nel presente

La possibilità di utilizzare al meglio il proprio apparecchio connesso non dipende solamente dall’apparecchio stesso (che può costare anche di più per la presenza di tecnologia smart) ma anche dallo smartphone o tablet che si intende utilizzare. Le funzionalità smart sviluppate possono essere a volte incompatibili con alcuni sistemi, oppure funzionano in modo completo per alcuni e limitato per altri come abbiamo visto nel numero di Inchieste di marzo.

Cosa ci attende in futuro

Un passo importante per le funzionalità smart sarà quello non soltanto di poter gestire differenti apparecchi connessi di marche differenti, in modo che questi comunichino tra loro indipendentemente dal brand (una lavatrice di brand A avvisa l’asciugatrice del brand B del tipo di carico lavato impostando i parametri dell’asciugatrice in modo automatico). L’obiettivo sarà quello di gestire il funzionamento degli apparecchi anche sotto il profilo di consumi energetici dell’abitazione. Stiamo parlando delle “smart grid”, reti di distribuzione dell’energia di casa dotate di intelligenza per comunicare con gli apparecchi elettrici ad essa connessi. Grazie a questa modalità una lavastoviglie attenderà che l’asciugatrice termini il programma di asciugatura prima di avviarsi, in modo tale da evitare picchi di consumo che potrebbero sovraccaricare la rete domestica.