MacBook Neo: recensione del nuovo portatile economico Apple
Apple entra per la prima volta nel mercato dei laptop economici con il nuovo MacBook Neo. Prezzo più basso rispetto ai MacBook Air, ma anche alcune rinunce su memoria, display e connettività. Analizziamo caratteristiche, limiti e a chi conviene davvero questo portatile per capire se rappresenta un buon affare per chi vuole entrare nell’ecosistema Apple spendendo meno.
Apple ha abituato i suoi utenti a portatili premium e costosi. Con il nuovo MacBook Neo, presentato a inizio 2026, l’azienda tenta invece qualcosa di diverso: portare l’esperienza macOS in una fascia di prezzo più accessibile.
Conviene comprarlo?
La risposta breve è: dipende da che cosa cerchi in un laptop. Il MacBook Neo può essere un buon punto d’ingresso nell’ecosistema Apple, ma comporta alcune rinunce tecniche che potrebbero farsi sentire nel tempo.
Torna all'inizioMacBook Neo: prezzi e versioni
Il MacBook Neo è il nuovo portatile entry-level di Apple pensato per chi vuole un Mac spendendo meno rispetto ai modelli Air o Pro. Il prezzo parte da 699 euro (per la versione da 256GB) fino a 799 euro (per la versione da 512GB); una cifra decisamente più bassa rispetto ai MacBook Air 2026, che partono da circa 1249 euro, mentre alcune versioni precedenti dell’Air si trovano ancora attorno ai 900 euro. Il vero rivale del MacBook Neo non è quindi il MacBook Air, ma i laptop economici Windows nella stessa fascia di prezzo.
Nonostante sia il modello economico della gamma, Apple non rinuncia a uno dei suoi elementi distintivi: il guscio in lega leggera, tipico dei MacBook. Il portatile sarà disponibile in quattro colori: alluminio, rosa pastello, giallo agrume e indaco. È disponibile all'acquisto a partire dall'11 marzo.
Puoi acquistare qui la versione da 256GB
Il nuovo MacBook Neo è disponibile anche nella versione da 512GB, acquistabile anche su Amazon, a 100 euro in più.
Torna all'inizioUn chip da smartphone in un laptop
La scelta più interessante di Apple riguarda il processore. Il MacBook Neo utilizza il chip A18 Pro, progettato originariamente per smartphone e tablet. Questa strategia rientra nella tendenza dell’azienda a unificare l’architettura hardware tra telefoni, tablet e computer, differenziando i prodotti principalmente per potenza e configurazione. Nel contesto di un laptop, il chip beneficia di:
- una batteria più grande;
- una migliore dissipazione del calore.
Questi fattori permettono al processore di lavorare più a lungo alla massima potenza rispetto a quanto accade negli smartphone. Nonostante ciò, il divario con i chip della serie Apple M, progettati specificamente per i Mac, rimane.
Torna all'inizioDove Apple ha risparmiato
Per contenere il prezzo, Apple ha dovuto fare alcune rinunce. La più evidente riguarda la memoria RAM, che si ferma a 8 GB, mentre molti portatili moderni – anche nella stessa fascia di prezzo – offrono ormai almeno 16 GB. Questo limite può farsi sentire con applicazioni pesanti o multitasking intenso.
Anche la larghezza di banda della memoria è inferiore rispetto ai MacBook con chip serie M: tra il 25% e il 50% in meno, con possibili effetti sulle prestazioni di software più esigenti o giochi. Sul fronte del display e della tastiera troviamo altre semplificazioni:
- tastiera senza retroilluminazione;
- schermo senza supporto alla gamma colore DCI-P3;
- assenza della regolazione automatica del colore in base alla luce ambientale.
Sono caratteristiche che difficilmente peseranno per un uso base, ma possono essere importanti per chi lavora con grafica o contenuti visivi.
Torna all'inizioConnettività ridotta e qualche scelta discutibile
Il MacBook Neo dispone di due porte USB-C, ma non sono equivalenti: una supporta solo lo standard USB 2.0, molto più lento rispetto alle versioni moderne. È una scelta che può creare un po’ di confusione per gli utenti, soprattutto perché entrambe le porte utilizzano lo stesso connettore.
Un’altra particolarità riguarda la confezione: in Europa il computer verrà venduto senza alimentatore. Per ricaricarlo servirà un caricatore USB da almeno 20 W. La ricarica può avvenire da entrambe le porte, quindi molti utenti useranno probabilmente quella più lenta per alimentare il dispositivo e lasceranno libera l’altra per periferiche o monitor esterni.
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