Consigli

A cosa fare attenzione e a chi rivolgersi per comprare computer ricondizionati

Comprare un pc usato non deve più essere considerato un tabù. Con qualche accortezza si possono acquistare a un buon prezzo dispositivi di seconda mano ma ancora performanti.

14 febbraio 2023
PC portatili impilati

Se fino a pochi anni fa un elaboratore con cinque anni sulle spalle era già superato irrimediabilmente dallo sviluppo tecnologico dei modelli successivi (e poco utilizzabile con i nuovi software), oggi un buon pc di gamma medio-alta può ben figurare anche dopo qualche anno di servizio. E anche la mentalità dei compratori sta cambiando: lo abbiamo chiesto ai membri della nostra community (gli ACmakers presenti sulla nostra piattaforma collaborativa online), scoprendo che tre su quattro si sono dimostrati aperti all’idea di comprare un pc usato o comunque avevano già provato a farlo. Una probabile obiezione è che chi capisce poco di computer rischia di prendere la classica fregatura, acquistando un ferrovecchio buono solo come Raee. Niente paura, basta leggere il nostro articolo per capire come comportarsi e a cosa fare attenzione.

scarica il Pdf dell'articolo

Perchè comprare un pc ricondizionato

Premettiamo che chi acquista di seconda mano lo fa essenzialmente per due motivi: risparmio o ragioni etiche. Il primo sembra essere prevalente, o almeno così emerge dai nostri intervistati. Solo una piccola minoranza dichiara di volerlo fare per difendere l’ambiente e promuovere il riciclo e l’economia circolare. L’obiettivo principale è ottenere una macchina performante, pagandola qualcosa di meno di una nuova di zecca.

Naturalmente rivolgersi al mercato dell’usato è una buona strategia, ma solo se si ha ben chiaro in mente qual è lo scopo per il quale si acquista il computer. Secondo noi può andare bene se serve per una basilare gestione delle piccole e grandi pratiche della vita di tutti i giorni e delle faccende domestiche (posta elettronica, accesso ai siti della pubblica amministrazione e a quelli sanitari, documenti di testo...); o, ancora, per la seconda casa (e quindi da usare saltuariamente), o infine per dare ai propri figli la possibilità di fare i compiti senza rischiare di vedere una macchina nuova e costosa distrutta in poche settimane.

In questi casi la scelta può essere vincente e tradursi in un risparmio di qualche centinaio di euro. Anche perché l’effetto combinato della pandemia (che con la crisi dei microprocessori ha ridotto il numero di nuovi pc disponibili sul mercato) e dell’inflazione ha fatto aumentare i prezzi dei modelli appena usciti.

Dove comprare computer ricondizionati

I canali da cui acquistare prodotti di seconda mano sono essenzialmente tre.

Il passaparola era fino a qualche anno fa il canale classico e più usato. Amici o colleghi che conoscono qualcuno che vuole liberarsi di un vecchio pc. I pro sono la conoscenza diretta, che riduce il rischio di acquisti truffa; i contro sono legati al fatto che, spesso e volentieri, la macchina viene venduta così com’è. L’onere di cancellare la memoria del disco rigido, di aggiornare i programmi e di installare quelli che si vogliono avere spetta a chi compra. Inoltre il venditore semplicemente vuole liberarsi di una macchina usata e di computer probabilmente ne capisce poco: quindi magari non si accorge che il suo è ormai a fine vita.

Ci sono poi gli annunci privati sui siti online. In questo caso, si può avere il venditore occasionale, che è paragonabile a quello del passaparola e che quindi presenta gli stessi inconvenienti, con in più l’aggravante della mancata conoscenza diretta. Il vantaggio è che spesso il prezzo è negoziabile, perché non sempre chi vende ha ben chiaro quale sia il valore della macchina.

Oppure ci sono i venditori regolari che sanno qual è il prezzo giusto, ma che comunque sono ben consapevoli di quanto conti avere una buona reputazione online per l’andamento dei loro affari. Quindi sono più attenti alla soddisfazione del cliente e a venirgli incontro se dopo l’acquisto si presenta qualche problema.

Infine ci sono i venditori professionali, sia online che fisici, che offrono assistenza post vendita e che magari sono anche disponibili ad aggiornare la macchina prima di cederla.

Guarda le recensioni in rete

Pima di scegliere a chi rivolgersi, può essere utile dare un’occhiata alla reputazione e alle recensioni (spesso si trovano anche per gli operatori fisici e non solo per quelli online). Sono indicazioni che vanno prese con le molle (esistono sempre i troll), ma sono comunque sempre un buon segnale della serietà e affidabilità della controparte. Inoltre, se si acquista su un sito, è meglio diffidare di quelli che non prevedono punteggi e recensioni per i venditori. Nella pratica, il canale preferito resta quello dei venditori professionisti, almeno tra chi è presente sulla nostra piattaforma collaborativa: più di metà di chi ha comprato un pc di seconda mano è ricorso a loro. E la stragrande maggioranza ne è rimasta soddisfatta: pochi i contrattempi segnalati. Comunque, anche chi ha comprato da privati non ha denunciato particolari problemi, che si sono manifestati solo in un caso su dieci. Soddisfatti anche coloro che si sono rivolti a conoscenti o amici di conoscenti, usando il passaparola.

Controlla la qualità del prodotto

Scelto il venditore, è meglio cercare di vedere la macchina dal vivo. È vero che solo un sesto degli intervistati si è detto interessato a esaminare materialmente il computer, però secondo noi un’ispezione fisica del prodotto è importante. Il motivo è presto detto: può aiutare a cogliere alcuni segnali sulla qualità dello stesso. Prima di tutto la presenza di imperfezioni e difetti estetici. In realtà l’assenza di questi non è garanzia di un lungo funzionamento futuro (perché l’elettronica è capricciosa, il guasto spesso compare all’improvviso e ben difficilmente si manifesta all’esterno), ma comunque è un segnale che la macchina è stata ben tenuta. Un’occhiata alle porte e ai connettori può essere illuminante: se sono ossidati e/o le feritoie di raffreddamento sono piene di polvere è segno che il computer è stato usato in modo intensivo e magari in un ambiente non molto pulito. Lo stesso vale per le plastiche dai colori sbiaditi. Altro segnale di un pc molto usato è la tastiera consumata: i tasti hanno una superficie satinata che con il tempo e l’usura diventa liscia. Guardando controluce la tastiera è possibile verificarlo.

Fai attenzione all’hardware

I vecchi computer con configurazioni già piuttosto povere al momento della loro comparsa sul mercato, cioè quando erano nuovi, hanno prezzi molto allettanti (anche meno di 100 euro). Però, secondo noi, non sono un buon acquisto, proprio perché scarsamente performanti fin dall’origine; saggiamente, i nostri intervistati sono sulla nostra stessa lunghezza d’onda. Per loro, infatti, usato non deve significare affatto logoro o obsoleto: cercano un pc che sia funzionante in tutto e per tutto e che sia in grado di far girare gli applicativi più recenti.

Quindi, se la macchina risale agli anni tra il 2015-2017, è opportuno verificare che abbia almeno questa dotazione di base: - processore Intel Core i3, i5 o i7 (meglio evitare Atom, Pentium, Celeron) oppure AMD A8, A10 (meglio evitare processori serie E, A4, A6); - 4 Gigabyte di Ram, meglio ancora 8; - disco fisso da almeno 500 GB (meglio se SSD, ma in quegli anni erano rari); - sportellini per poter aggiornare la Ram e il disco rigido: spesso i computer compatti (ultrabook, ultraleggeri…) hanno la memoria e il disco direttamente saldati; in caso di rottura, la riparazione è impossibile o comunque troppo cara. Non ci sembra importante la presenza di un processore grafico dedicato, visto l’uso di base al quale dovrebbe essere destinato il pc. Solitamente è presente sulle macchine di gamma alta e serve solo se si cerca espressamente questa caratteristica. Qualora si sia scelto un venditore professionale e la macchina abbia un disco rigido vecchio tipo, una buona idea è chiedere se è possibile aggiornarlo con un SSD da almeno 128 Gigabyte. Se è possibile e se la spesa resta all’interno del 25% del prezzo di acquisto, l’aggiornamento è conveniente. Le prestazioni miglioreranno in tutti i campi.

Dopo l’acquisto: venditori professionisti

Un ostacolo “psicologico” all’acquisto dell’usato può essere la paura di non avere alcuna garanzia in merito. Diciamo subito che, per gli acquisti da venditori professionisti, la legge prevede una garanzia di due anni sui vizi della cosa venduta, sia che si tratti di beni nuovi sia di seconda mano. Il venditore, sull’usato, la può ridurre a un anno, ma deve informarne chiaramente l’acquirente. L’eventuale clausola “come visto e piaciuto”, che spesso accompagna i beni usati, riguarda solo i vizi manifesti e non quelli occulti.

Nel caso si manifesti un difetto, bisogna far valere la garanzia attraverso la denuncia del vizio al venditore, entro i termini di validità della stessa. Inoltre, a ulteriore tutela del compratore, anche per l’acquisto online di prodotti usati vale la norma del diritto di recesso entro 14 giorni dalla consegna del bene. In più il venditore professionista è tenuto a garantire il funzionamento del software e a tenere informato l’acquirente sugli aggiornamenti disponibili, anche di sicurezza, necessari al fine di mantenere il pc in grado di lavorare per un periodo di tempo ragionevole (in base alle caratteristiche della macchina acquistata: più è recente più lungo sarà il periodo).

Dopo l’acquisto: venditori privati

Il discorso cambia se si acquista da un venditore privato (occasionale o regolare). La garanzia prevista dal Codice civile vale infatti solo per gli acquisti dai professionisti. Anche in questo caso, la clausola come “Visto e piaciuto” vale solamente per i vizi manifesti e il venditore ha sempre la responsabilità di comunicare tutti i difetti noti di un oggetto non più nuovo. Eventuali contestazioni, quindi, avrebbero come tema la vendita di un bene senza che sia stata data un’informazione completa. In assenza di garanzia, la denuncia del vizio va effettuata entro 8 giorni da quando compare ed entro il limite di un anno dall’acquisto, insieme alla richiesta di restituzione di quanto pagato e al risarcimento degli eventuali danni causati dal difetto del prodotto.

Questo in teoria, ma poi nella pratica come ci si deve comportare? Se si acquista senza passare attraverso piattaforme online e la denuncia del vizio non produce gli effetti sperati, l’unica alternativa è andare in giudizio per chiedere l’annullamento del contratto. Tenuto conto che generalmente il costo del bene è contenuto, probabilmente in casi come questo il gioco non vale la candela. Se invece l’acquisto è transitato attraverso un sito online, ci potrebbero essere servizi dedicati a tutela di chi si affida ai loro motori di ricerca per trovare annunci e scambiare beni. Alcune piattaforme prevedono anche il rimborso di quanto speso, se l’acquirente che sostiene di aver subito un torto riesce a portare argomenti convincenti a sostegno della sua tesi.

Sul nostro sito trovi le regole per fare acquisti online in tutta sicurezza.

Articolo realizzato o aggiornato nell’ambito del progetto REPper, finanziato dal programma Interreg Euro-MED dell'Unione europea e volto a incentivare la riparazione dei prodotti.