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Regno Unito: proposte di legge anche via internet

01 marzo 2011

01 marzo 2011
Anche nel Regno Unito la politica è troppo distante dai cittadini. Stufo di sentirselo ripetere, il governo conservatore del premier britannico David Cameron ha pensato che fosse giunto il momento di coinvolgere la gente nelle proposte di legge da discutere in parlamento. Come? Tramite internet, ovviamente.
Nasce così l’dea dell’e-petizione popolare, una sorta di spazio sul sito del governo di Sua Maestà (direct.gov.uk), attivo dall’inizio dell’anno, dove qualunque cittadino (purché avente diritto al voto) può presentare o sottoscrivere proposte di legge destinate ad arrivare sulla scrivania di Downing Street.
Il governo inglese assicura che verranno prese in considerazione (quindi discusse e magari approvate con corsia preferenziale) tutte le petizioni sottoscritte da almeno 100 mila persone.
I pericoli però non mancano. Lo sanno bene i labouristi del precedente governo, quando a causa di una simile iniziativa dovettero discutere proposte molto scomode, come l’abolizione dei pedaggi autostradali (votata da più di 2 milioni di inglesi) o le cento mila firme per le dimissioni di Tony Blair.

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