Oggetto: Segnalazione pratica commerciale potenzialmente vessatoria – buoni pasto non trasferibili
Spett.le Altroconsumo,
la sottoscritta Amalia Ragni (membro nr. 8156219-71) intende sottoporre alla Vostra attenzione una pratica commerciale che ritiene meritevole di valutazione sotto il profilo della tutela dei consumatori.
In occasione della prenotazione trattandosi di un viaggio marittimo A/R, di piú di 20 ore per tratta, (su Grandi Navi Veloci), sono stati acquistati due buoni pasto prepagati (da 50 euro ciascuno) per l´andata e due analoghi per il ritorno, da utilizzare a bordo.
Successivamente è stata effettuata una modifica della tratta del viaggio di ritorno (che peró dura solo 10 ore notturne) tramite servizio clienti
All´atto della variazione sono stati comunque allegati due dei quattro buoni pasto giá acquistati per il ritorno, oggetto della modifica.
(In tale occasione non è stato comunicato che i buoni pasto sarebbero divenuti non utilizzabili su altre tratte se non quella del biglietto né trasferibili su altra prenotazione).
In questa ignoranza, ho ricontattato il servizio clienti qualche giorno dopo, per chiedere di stornare almeno uno dei due buoni del ritorno (che non avrei mai avuto la possibilitá di spendere, vista la riduzione drastica del tempo di navigazione), sulla tratta dell´andata.
Il servizio clienti mi ha qui riferito che tali buoni:
• non sono rimborsabili
• non sono trasferibili
• non sono convertibili in voucher o forme alternative di utilizzo
Tale impostazione comporta la perdita integrale del valore del servizio acquistato, pur permanendo il rapporto contrattuale con il medesimo operatore.
Non si richiede alcun rimborso personale, ma si segnala la possibile sussistenza di una clausola e di una pratica commerciale potenzialmente squilibrata ai sensi della normativa a tutela del consumatore, con particolare riferimento a:
• assenza di alternative di utilizzo del servizio acquistato
• rigidità assoluta anche in caso di modifica del contratto di trasporto
• possibile carenza informativa al momento della variazione della prenotazione
Si richiede una valutazione del caso ai fini di eventuali iniziative di tutela individuale e/o collettiva.
Penso anche che, al di lá del caso specifico, la pratica del definire alcuni pagamenti di servizi "non rimborsabili" si stia espandendo un pó troppo. Capisco che il gestore di un hotel possa avere difficoltá a compensare una prenotazione dell´ultimo minuto ma oramai questa é diventata una pratica selvaggia che, lungi dal garantire sconti per cui valga la pena di una "roulette russa", sembra ormai volta solo a garantire alle aziende introiti ekstra, a tutto danno dei consumatori.
Distinti saluti
Amalia Ragni