Ho scritto a Biolaser tramite whatsapp dopo che mi hanno inviato un buono del 60% su una seduta di alcun tipo, con l’intento di prenotare una seduta laser all’inguine per provarlo. Mi è stata, invece, proposta una prova gratuita e ho fissato l’appuntamento per la stessa. Tuttavia mi è arrivata la notifica di appuntamento per una consulenza; ho quindi chiesto conferma se si trattasse di una consulenza oppure di una prova come mi avevano appena detto e mi hanno confermato fosse solo una prova.
Il giorno seguente mi sono recata al centro e invece mi hanno subito mandata in una stanza con la consulente che ha cominciato a propormi pacchetti da 18 sedute a prezzi assai considerevoli, insistendo molto sul fatto che facessi l’inguine totale, il cui prezzo era più del doppio dell’inguine bikini. Alla fine, dopo veramente tanta insistenza e pressione affinché concludessi l’acquisto (senza che mi avessero fatto fare la prova), valuto il percorso per l’inguine bikini; chiedo se però potevo fare la prova per la quale avevo prenotato e alla fine ricevo solo 30 secondi, non di più, di trattamento dove mi spiegano in cosa consiste la seduta e vengo rimandata subito dopo nella stanza con la consulente. Lei non perde un istante e mi fa subito pagare. Ne al momento del pagamento ne successivamente mi è stato dato alcuno scontrino e mi è stato fatto firmare tramite tablet un documento che non mi è stato fatto leggere e mi è stato detto fosse la conferma di pagamento. Dopo aver pagato e firmato mi mandano un preventivo senza nessuna firma, e sempre in quel momento, all’uscita dal negozio, mi passano la la ricevuta del pagamento con carta, quella che ti viene rilasciata quando il pin della carta è corretto, piegato con le scritte verso l’interno e mi vengono spigati i rischi del trattamento da una estetista (quindi dopo pagamento e firma) e non da colei che mi ha venduto il pacchetto. Ribadisco che comunque nessuno scontrino fiscale né fattura mi è stato rilasciato in nessun momento.
Solo quando sono tornata a casa però mi sono accorta dall’addebito sul conto che mi è stata addebitata la cifra dell’inguine totale, quindi ho immediatamente contattato la banca per bloccare il pagamento e al tempo stesso anche la sede Biolaser di Padova per richiedere il rimborso, che però non ha risposto per tutto il giorno, avvisando che solo a casa ho avuto problemi con l’acquisto, pensando ci fosse un malinteso. Tuttavia il giorno dopo mi sono recata tre volte diverse al centro per chiedere spiegazioni e ogni volta che ho chiesto di mandarmi ciò che mi hanno fatto firmare (che hanno affermato non fosse la conferma del pagamento ma il preventivo che mi hanno mandato in seguito al pagamento, che però preciso non avesse la mia firma). Mi è stato mandato per sei volte lo stesso preventivo privo di firma e le estetiste in turno hanno detto che non avevano il documento firmato. Solo quando sono tornata la terza volta e al negozio c’era anche la consulente, lei mi ha mostrato in fretta il documento firmato, senza però, di nuovo, mandarmelo.
Quando ho fatto notare che lei quel documento in cui c’è scritto che il pacchetto non è rimborsabile non me l’ha mai fatto leggere e tantomeno mi ha detto cosa ci fosse scritto, la consulente ha proceduto a chiedermi cosa ci fosse scritto precisamente nel foglio cartaceo relativo alla privacy ed eventuali problemi di salute firmato da me il giorno precedente, quando ho fatto la prova. Io le ho confermato quello che ci fosse scritto, ma lei ha sostenuto che dal momento che non ricordavo per filo e per segno i contenuti di 4 facciate, ciò avrebbe significato che non lo avevo letto, e che quindi di conseguenza non avrei letto nemmeno il preventivo (paragonando quindi l’autorizzazione a usare la mia mail per mandarmi pubblicità al pagamento di oltre 900 euro!). Insieme a mia madre, con la quale mi sono appunto recata lì la terza volta, ho provato a chiedere lo storno del pagamento, perché ritenevamo che se niente fosse stato fatto in malafede ma ci fosse solo stato un malinteso allora avrebbe semplicemente potuto bloccare il pagamento, come mi aveva anche spiegato la banca; infatti il pagamento era autorizzato ma non ancora contabilizzato. Anche questa opzione mi è stata negata perché la consulente ha detto di non avere il potere di farlo, ma non ha nemmeno provato a contattare la sede per spiegare la situazione.
Ho provato quindi a contattare diverse volte il servizio clienti ma mi hanno solo detto di mandare una mail e che al momento della visualizzazione mi sarebbe arrivata una mail del tipo “abbiamo preso in carico la sua richiesta” e da quel momento avrei dovuto attendere quattro giorni lavorativi. Tuttavia, a distanza di tre giorni la mail non è stata ancora nemmeno visualizzata.
Preciso quindi che la procedura di vendita si è svolta con modalità che ritengo non trasparenti e che mi hanno impedito di valutare consapevolmente l’acquisto. Ricordo infatti che:
- mi è stato richiesto il pagamento prima di ricevere o visionare un preventivo dettagliato. La ricevuta di pagamento risulta infatti emessa prima dell’invio del primo preventivo ricevuto via e-mail, mai visionato prima. Infatti tutti i prezzi dei pacchetti mi sono solo stati scritti a mano al momento su un foglio bianco;
- mi è stato chiesto di apporre una firma su tablet senza che mi fosse data la possibilità di leggere con attenzione il documento contrattuale;
- non mi è stata consegnata alcuna copia del contratto firmato, nonostante le mie ripetute richieste;
- ho ricevuto esclusivamente copie del preventivo, mentre il documento contrattuale con la mia firma mi è stato mostrato solo successivamente di persona, addirittura il giorno dopo che l’ho richiesto, senza tuttavia fornirmene effettivamente una copia.
Ad oggi, non ho ancora usufruito di alcuna seduta relativa al pacchetto acquistato.
Alla luce di quanto sopra esposto, ritengo che l’acquisto non sia avvenuto in condizioni di piena consapevolezza e trasparenza, anche in relazione agli obblighi informativi previsti dal Codice del Consumo.
Con la presente chiedo pertanto formalmente:
- la trasmissione immediata della copia integrale del contratto che risulterebbe da me sottoscritto, comprensiva della firma digitale apposta su tablet;
- l’annullamento del contratto e il rimborso dell’importo corrisposto, pari a euro 909, considerato che non ho usufruito di alcun trattamento e che in qualità di studentessa non sarebbe mai stato una spesa per me accessibile.
Sono inoltre disponibile a fornire prove di ciò che affermo.
In assenza di un riscontro e di una soluzione entro un termine ragionevole di massimo una settimana, mi vedrò costretta a tutelare i miei diritti rivolgendomi alle autorità competenti e agli organismi di tutela dei consumatori.