con la presente desidero esprimere il mio profondo disappunto per i continui disservizi che, ormai da mesi, rendono estremamente difficenti gli spostamenti sulla tratta Milano–Bergamo, una linea che dovrebbe essere considerata prioritaria per il numero di pendolari coinvolti.
1. Disservizi ricorrenti
Da tempo riscontro:
ritardi costanti e ingiustificati, spesso superiori ai 10–15 minuti;
soppressioni improvvise, comunicate a ridosso della partenza;
treni estremamente poco frequenti, con un’offerta di servizio inadeguata: su una linea cruciale come la Milano–Bergamo spesso vi è un solo treno all’ora, rendendo la soppressione di una corsa un problema enorme per chi deve raggiungere il luogo di lavoro.
2. Episodio particolarmente grave – 29/01
Il giorno 29 gennaio 2026, giornata non interessata da scioperi, ho impiegato 4 ore per percorrere 48 km. (2216 cancellato - 2258 cancellato - 2206 cancellato. Al treno successivo - non ricordo il numero - ci hanno fatto scendere a Treviglio e attendere un'ora per il treno successivo).
Un’attesa e un disagio inaccettabili per chi paga regolarmente un abbonamento mensile.
3. Richiesta di rimborso
Alla luce dei disservizi subiti, chiedo un rimborso pari ad almeno 97 euro, corrispondenti al costo dell’abbonamento per la mensilità di gennaio.
4. Richiesta di aumento delle frequenze
Chiedo inoltre un intervento immediato per:
garantire frequenze più elevate, soprattutto nelle fasce di punta;
evitare che la cancellazione di una sola corsa produca ritardi e sovraffollamenti che si protraggono per ore.
5. Revisione dei criteri di rimborso (proposta)
Gli attuali criteri per l'“Indice di affidabilità” risultano troppo restrittivi e non tengono in considerazione il reale disagio dei pendolari.
In particolare, le soppressioni non vengono conteggiate come ritardi, creando una distorsione evidente.
Propongo che Trenord adotti criteri più equi, ad esempio:
Se oltre il 10% delle corse mensili di una linea registra un ritardo superiore ai 5 minuti oppure viene soppressa,
allora agli abbonati dovrebbe spettare un rimborso minimo del 50% del valore dell’abbonamento mensile per quella tratta.
Si tratta di una soglia ragionevole e rappresentativa del reale impatto sulla qualità del servizio.
Confido in un vostro riscontro scritto e in un rimborso adeguato, oltre a un miglioramento concreto e misurabile della qualità del servizio.
Cordiali saluti,
Erika Gurioli