Desidero segnalare un comportamento gravemente scorretto da parte della piattaforma Vinted in relazione a una controversia su una mia vendita. Ho venduto tramite Vinted una scatola contenente carte Pokémon al prezzo di 50 euro. Nell’annuncio era chiaramente indicato che si trattava di una vendita “a scatola chiusa”, ovvero un lotto completo senza descrizione dettagliata delle singole carte, in quanto non sono un esperto del settore e non ne conoscevo il valore specifico. L’acquirente ha acquistato consapevolmente il lotto senza richiedere ulteriori fotografie o dettagli. Dopo la consegna, mi ha scritto dichiarando che le carte “non gli piacevano” e che, a suo dire, “non valevano 50 euro”, chiedendo quindi il rimborso. Preciso che il semplice fatto che il contenuto non soddisfi le aspettative economiche dell’acquirente non costituisce motivo valido di contestazione, trattandosi di una vendita tra privati di un lotto acquistato volontariamente senza verifica preventiva del contenuto. A fronte del mio rifiuto di accettare il reso, l’acquirente ha modificato la propria versione dei fatti, iniziando a sostenere che avrei rimosso alcune carte rispetto a presunte foto (mai inviate), il lotto contenesse carte non Pokémon e che le carte fossero contraffatte, affermazioni che risultano totalmente infondate e contraddittorie rispetto alla prima motivazione addotta (“non valgono 50 euro”). Durante la controversia ho fornito a Vinted alcune fotografie delle carte (scattate in precedenza per un altro potenziale acquirente) e ho dichiarato di essere in possesso di un video realizzato al momento dell’imballaggio del pacco, prova concreta dell’integrità del contenuto spedito. Tuttavia, la piattaforma non mi ha mai fornito un indirizzo email o una modalità alternativa per inviare tale video, poiché nella chat interna non è possibile caricare video. Nonostante l’assenza di prove oggettive da parte dell’acquirente e senza aver acquisito il mio video difensivo, Vinted ha unilateralmente deciso di rimborsare l’acquirente, dichiarando di non essere in grado di verificare l’autenticità delle carte e classificandole quindi come “potenzialmente contraffatte”, senza alcuna perizia tecnica o accertamento oggettivo. Ho richiesto che almeno mi venisse restituita la merce, ma l’acquirente si è rifiutato e la piattaforma non ha tutelato in alcun modo la mia posizione. Mi sono opposto fin da subito al reso proprio perché il comportamento dell’acquirente appariva strumentale: prima lamentava il valore economico, poi ha cambiato motivazione inserendo accuse gravi e non dimostrate, circostanza che fa ragionevolmente sospettare un tentativo di trattenere le carte di maggiore valore ottenendo contestualmente il rimborso. Ritengo di essere stato danneggiato sia economicamente sia nei miei diritti di venditore, non avendo ricevuto adeguata tutela né possibilità effettiva di difesa, e avendo inoltre ricevuto un richiamo minacciando l’eliminazione del mio profilo se avessi venduto altri articoli contraffatti. Resto a disposizione per fornire tutta la documentazione in mio possesso (chat, screenshot, video di imballaggio).