In data Aprile 2025, con il veicolo che aveva percorso circa 100.000 km, si riscontravano gravi anomalie di funzionamento (rumori metallici dal vano motore) riconducibili all’usura precoce della catena dell’albero a camme. Temendo per la propria sicurezza stradale e l’integrità del motore, il sottoscritto provvedeva a contattare preventivamente il Servizio Clienti/Rete Ufficiale Peugeot, ricevendo tuttavia un netto rifiuto di assistenza in garanzia o correntezza commerciale, con la motivazione che il veicolo (anno 2018) non rientrava in alcuna copertura. Mi veniva inoltre prospettato un preventivo orale di circa € 2.500,00. Vista l’urgenza dell’intervento e la necessità del mezzo per spostamenti lavorativi settimanali, il sottoscritto si vedeva costretto a rivolgersi ad un riparatore di fiducia per l'esecuzione della riparazione d'urgenza (sostituzione castelletto, kit catena distribuzione e componenti correlati), sostenendo una spesa documentata di € 1.593,80.
In data Dicembre 2025, ho ricevuto da parte di Stellantis una raccomandata (Rif. MXL) che comunica ufficialmente l’esistenza di un difetto di fabbrica proprio sulla catena dell'albero a camme per il mio specifico veicolo, offrendo una "Special Coverage" fino a 10 anni o 240.000 km, nella quale il mio veicolo rientra pienamente.
Ho pertanto provveduto ad invio raccomandata A/R chiedendo il rimborso della spesa e inviando reclamo sul portale Stellantis-support.com allegando tutta la documentazione attestante la corretta manutenzione del veicolo e la fattura dell'intervento sostenuto, come da istruzioni ricevute. Il reclamo è stato rigettato due volte dalla Peugeot motivando che la riparazione doveva essere eseguita nella rete approvata. Il motivo per cui l’intervento non è stato eseguito presso la rete autorizzata risiede esclusivamente in una errata e negligente informazione fornita dall' assistenza Peugeot ad Aprile 2025. Nonostante avessi segnalato le anomalie tipiche del difetto in oggetto, mi fu categoricamente comunicato che il veicolo non godeva di alcuna copertura e che l’onere dell’intervento sarebbe stato integralmente a mio carico (con un preventivo prospettato di circa € 2.500,00). Essendo stato indotto in errore sulla spettanza della copertura (che oggi confermate esistente con la loro raccomandata MXL di dicembre 2025), sono stato costretto a intervenire privatamente presso un’officina terza per garantire la sicurezza del mezzo e minimizzare il danno economico, stante l'onerosità della cifra preventivata dalla rete ufficiale. Nel secondo reclamo effettuato, ho ricordato a Stellantis quanto segue:
- Vizio Occulto e Codice del Consumo: La campagna MXL certifica che il difetto della catena 1.5 BlueHDi è un vizio di progettazione/fabbricazione presente sin dall’origine (ex art. 1490 c.c.). Il diritto al ripristino del bene è un obbligo del produttore che non può essere limitato da condizioni procedurali rese impossibili dalla vostra stessa rete di assistenza.
- Giurisprudenza e Libera Concorrenza: Secondo il Regolamento UE 461/2010, il consumatore ha il diritto di rivolgersi a officine indipendenti senza perdere i diritti legati ai difetti di conformità o vizi di fabbrica, specialmente qualora la rete ufficiale fornisca informazioni errate o preventivi sproporzionati.
- Principio di Buona Fede: Il rigetto basato su "condizioni della rete approvata" viola il principio di buona fede contrattuale, poiché è stata Stellantis a negarmi l'accesso a tali condizioni fornendo una diagnosi di non-copertura ad aprile 2025.
La risposta è stata ugualmente negativa da parte di Stellantis.