IL MECCANISMO FORSE ILLEGALE, SICURAMENTE OPACO, CON CUI IL CORRIERE AGGIRA LA NORMATIVA SUI RINNOVI AUTOMATICI DEGLI ABBONAMENTI, CON LA COMPLICITA' DI GOOGLE
1. pago l'abbonamento digitale promozionale di euro 9,99 al Corriere da Paypal il 29 novembre 2025.
2. su Paypal mi risulta una transazione fatta a favore di Google Pay a cui al momento non faccio nemmeno caso.
3.dopo un anno mi arriva l'addebito automatico, sempre da Paypal/Google Pay di euro 59,99.
4. telefono all'Ufficio Abbonamenti/assistenza clienti del Corriere e mi dicono che io ho non acquistato da loro ma da Google, perciò di rivolgermi a loro, QUINDI SE NE LAVANO LE MANI.
5. Da un controllo su una mia email secondaria di gmail di Google vedo una comunicazione datata 22 novembre 2026 in cui mi si informa che tra una settimana, il 29 novembre 2026, si rinnoverà l'abbonamento al Corriere. Tutto questo tenendo presente che il Corriere mi invia regolarmente le sue news sulla mia email principale di Libero, quindi è lì che mi aspettavo il preavviso del rinnovo.
6. Faccio un reclamo direttamente a Google (che ha sede legale in Irlanda), sulla base del fatto che LA NORMATIVA (l'articolo 65-bis del Codice del Consumo ) RICHEDE UN PREAVVISO DI 30 GIORNI. Il reclamo viene respinto.
7 Segnalo sia il Corriere che Google all'Autorità Garante della Concorrenza per il Mercato (AGCM) per "pratica commerciale scorretta".
Mi aspetto un riscontro da parte dell'azienda e il rimborso del rinnovo abbonamento, attivato senza un mio esplicito consenso e aggirando una legge dello Stato.
Rosario Brancato, Lettore_8420424