Spett.le Altroconsumo,
desidero segnalare un comportamento che ritengo scorretto da parte di La Repubblica in merito alla gestione del mio abbonamento digitale.
In data 13/11 ho sottoscritto un’offerta di prova al costo di 2 €, con email account varonmirco@gmail.com .
Alla scadenza del periodo promozionale, in data 13/02, è stato effettuato il rinnovo automatico al prezzo pieno di 13,99 €, come previsto dalle condizioni contrattuali.
Successivamente ho tentato di disattivare l’abbonamento, ma per un problema tecnico o un mio errore la procedura non è andata a buon fine. Di conseguenza, in data 13/03 è stato effettuato un ulteriore addebito di 13,99 €.
La mattina immediatamente successiva, il 14/03, ho contattato il servizio clienti segnalando tempestivamente l’accaduto e richiedendo il rimborso di entrambi gli importi:
l’addebito del 13/02, precisando di non aver mai utilizzato il servizio;
l’addebito del 13/03, avvenuto poche ore prima della mia segnalazione.
L’assistenza ha risposto nel giro di poche ore, negando il rimborso di entrambe le somme. Pur comprendendo, seppur con riserva, il diniego relativo all’importo del 13/02, ritengo del tutto ingiustificato il rifiuto di rimborso per l’addebito del 13/03. La richiesta è stata infatti inoltrata a distanza di poche ore dal rinnovo e in totale buona fede, ma mi è stato risposto che, essendo l’abbonamento “attivo”, non sarebbe possibile procedere.
A tal proposito, segnalo che il Codice del Consumo, in particolare agli artt. 33 e ss., tutela il consumatore rispetto a clausole vessatorie e pratiche che determinano un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi contrattuali. Inoltre, gli artt. 52 e seguenti disciplinano il diritto di recesso nei contratti a distanza, mentre l’art. 20 e seguenti vietano pratiche commerciali scorrette, comprese quelle contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare il comportamento economico del consumatore.
Ritengo che, alla luce della tempestività della mia segnalazione e dell’assenza di utilizzo del servizio (per quanto riguarda almeno uno dei periodi), il rifiuto opposto possa configurare una condotta eccessivamente rigida e potenzialmente non conforme ai principi di correttezza e buona fede contrattuale.
Chiedo pertanto un vostro parere in merito alla correttezza di tale comportamento e se vi siano margini per ottenere il rimborso o per intraprendere eventuali azioni a tutela dei miei diritti di consumatore.
Allego screenshot dei pagamenti e della corrispondenza con il servizio clienti. L'id ZADM 33955 è relativo alla corrispondenza con l'assistenza.
Cordiali saluti,
Mirco Varon