Non si spiega come sia possibile che una società come questa possa ancora esistere sul mercato. La mancanza di adempimento agli obblighi contrattuali da me riscontrati non differiscono da quelli segnalati da una tanto triste quanto nutrita compagine di consumatori.
Tacitata dal tedioso replicarsi di prove di riformulazione concettuale (manco male per l’ormai svilita razza umana), la velleità dell’esclusiva lascia campo ad una sfumatura in dissolvenza riecheggiante un auspicando e accorato va (pensiero?) tra la prosaica cornice di scranni giudiziari.
XXXIV canto dell’inferno
Gentile cliente,
la riparazione non è attuabile,
si propone il rimborso.
Prosa.
Caro il nostro stolido ignaro foraggiatore, non ti ripareremmo un bel nulla, che già dobbiamo correre ai nostri di ripari. La “proposta”? Eh c’era ancora un comma a disposizione nel decreto referendario di annessione russo della Crimea… lo buttiamo via? Per il rimborso attendiamo notizie dalla contabilità; abbiamo incaricato il commissario Winchester di sfoderare la sua sempiterna macchina da scrivere invisibbbbbile.
Nella calda e confortevole convinzione che i profitti vostri un bel nulla abbiamo a valer qualcosa quando a fuoco non avrete che il bilancio tra ordine e caos prodotto nella vostra abbietta esistenza, mi congedo garantendovi la massima complicità per gli sviluppi futuri.
Parola di Lorem ipsum 3