Bacheca dei reclami

Reclama Facile è un servizio a disposizione di tutti gli utenti registrati al nostro sito che ha l’obiettivo di mettere in contatto il consumatore con l’azienda di suo interesse per risolvere i problemi che possono verificarsi nei quotidiani rapporti di fornitura di prodotti o servizi.
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
Tramite Reclama Facile potrai inviare un reclamo direttamente all’azienda di tuo interesse seguendo la nostra procedura guidata e avrai la possibilità di pubblicare il tuo reclamo sulla nostra Bacheca.
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G. D.
01/04/2026

Segnalazione per presunta pratica commerciale scorretta, rimborso e diffida ad adempiere

Buonasera, giorno 31 marzo 2026, alle ore 18:30 circa, durante l’apertura della porta della mia abitazione (unico ingresso esterno), la chiave si è bloccata a metà corsa, risultando impossibile da estrarre o inserire nuovamente. Dopo numerosi tentativi di sblocco, alle ore 18:47 ho contattato il servizio “Arthur Pronto Intervento – Servizi Emergenza” tramite il sito [https://arthur-prontointervento.it/services/Fabbro-Monza], poiché appariva associato a un numero fisso dell’area di Monza (0399301449), elemento che mi ha indotto a ritenere si trattasse di un fabbro locale. Solo successivamente ho scoperto che il numero visualizzato varia a ogni accesso al sito. L’operatrice mi ha comunicato un costo di uscita pari a 50 euro e un’attesa di circa quaranta minuti, senza alcun riferimento a tariffe maggiorate o a limiti massimi di spesa. Dopo circa cinquanta minuti è intervenuto un operatore privo di cartellino identificativo, riconducibile – come appreso solo dopo – alla società Apache Srl, diversa dalla ditta “Arthur” contattata telefonicamente. Dopo alcuni tentativi iniziali di sblocco, mi ha dichiarato che sarebbe stato necessario un intervento “più invasivo”, stimando verbalmente un costo alto, senza esplicitare natura dell’intervento, costi massimi o spese aggiuntive previste (es. cilindro, defender, manodopera). In una condizione di necessità, ho accettato. L’intervento di apertura si è svolto indicativamente tra le 19:38/19:45 e le 20:00/20:05 (video disponibili). Terminata l’apertura, l’operatore ha redatto un modulo fotocopiato della società Apache Srl, riportante unicamente P.IVA, IBAN ed e mail (apachesrl16@gmail.com), senza alcuna sede legale o recapiti telefonici. Mi è stato chiesto se intendessi procedere con la sostituzione del cilindro e del defender. Data l’ora (oltre le 20:00) e l’impossibilità di lasciare la porta aperta, mi sono trovato costretto ad accettare, scegliendo il componente meno costoso (a voce indicato in 80 euro circa). Solo in quel momento l’operatore ha comunicato, dopo aver contattato un altro operatore (presumo della stessa ditta) l’importo complessivo: 1.150 euro + IVA 22% = 1.403 euro, di cui 793 euro relativi alla sola apertura (importo oltre ogni ipotesi di costo). Mi è stato inoltre imposto il pagamento anticipato per consentirgli di recarsi a prendere i componenti in un non precisato “magazzino”. L’operatore è tornato dopo oltre un’ora; il montaggio è durato circa dieci minuti. Alle 21:53 ho effettuato il saldo dei restanti 610 euro per cilindro e defender di “media sicurezza”come l'operatore stesso ha indicato sul modulo. Alla richiesta di fattura, mi è stato risposto che sarebbe stata inviata successivamente. Alla data del 01/04/2026, non ho ricevuto alcun documento fiscale e non dispongo di numeri telefonici per sollecitarne l’invio. Con l’importo totale versato avrei potuto acquistare una porta blindata nuova. Ritengo pertanto che il prezzo applicato sia gravemente sproporzionato rispetto al mercato e all’attività svolta, configurando una potenziale pratica commerciale scorretta, se non una vera e propria truffa, posta in essere approfittando della situazione di urgenza. Preciso che la mia segnalazione non è rivolta all’operatore, ma alla società che applica tariffe spropositate. Pertanto con la presente diffido formalmente la società Apache Srl: - A emettere immediatamente la fattura fiscale come previsto dalla normativa vigente (art. 21 DPR 633/1972). Termine per adempiere: 5 giorni dal ricevimento della presente. - A fornire i recapiti aziendali completi (sede legale, PEC, numero telefonico), come richiesto dalle norme sul diritto all’informazione del consumatore (D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo). Inoltre, dalle verifiche effettuate presso diversi operatori locali e dai principali listini pubblici, risultano i seguenti valori medi di mercato: • Apertura porta da € 90 a € 180 • Sostituzione cilindro sicurezza media da € 70 a € 150 • Defender sicurezza media da € 80 a € 150 • Manodopera oraria € 40–€ 70 Il totale del mercato per un intervento equivalente è quindi tra € 250 e € 450. A fronte di tale evidenza, e in considerazione: • della comunicazione iniziale non trasparente, • dell’assenza di preventivo scritto, se non a lavoro già in parte effettuato, • dell’obbligo di pagare anticipatamente, • del divario enorme rispetto ai valori usuali, chiedo il rimborso della differenza, da quantificarsi come segue: • Importo pagato: € 1.403,00 • Valore massimo di mercato stimabile: € 450,00 • Differenza richiesta a rimborso: € 953,00 Invito pertanto la società a procedere al rimborso di € 953,00 entro 10 giorni dalla ricezione della presente comunicazione, tramite bonifico sull’IBAN utilizzato per l’addebito POS o altro mezzo tracciabile.

Risolto
G. D.
01/04/2026

Segnalazione per presunta pratica commerciale scorretta, rimborso e diffida ad adempiere

Buonasera, giorno 31 marzo 2026, alle ore 18:30 circa, durante l’apertura della porta della mia abitazione (unico ingresso esterno), la chiave si è bloccata a metà corsa, risultando impossibile da estrarre o inserire nuovamente. Dopo numerosi tentativi di sblocco, alle ore 18:47 ho contattato il servizio “Arthur Pronto Intervento – Servizi Emergenza” tramite il sito [https://arthur-prontointervento.it/services/Fabbro-Monza], poiché appariva associato a un numero fisso dell’area di Monza (0399301449), elemento che mi ha indotto a ritenere si trattasse di un fabbro locale. Solo successivamente ho scoperto che il numero visualizzato varia a ogni accesso al sito. L’operatrice mi ha comunicato un costo di uscita pari a 50 euro e un’attesa di circa quaranta minuti, senza alcun riferimento a tariffe maggiorate o a limiti massimi di spesa. Dopo circa cinquanta minuti è intervenuto un operatore privo di cartellino identificativo, riconducibile – come appreso solo dopo – alla società Apache Srl, diversa dalla ditta “Arthur” contattata telefonicamente. Dopo alcuni tentativi iniziali di sblocco, mi ha dichiarato che sarebbe stato necessario un intervento “più invasivo”, stimando verbalmente un costo alto, senza esplicitare natura dell’intervento, costi massimi o spese aggiuntive previste (es. cilindro, defender, manodopera). In una condizione di necessità, ho accettato. L’intervento di apertura si è svolto indicativamente tra le 19:38/19:45 e le 20:00/20:05 (video disponibili). Terminata l’apertura, l’operatore ha redatto un modulo fotocopiato della società Apache Srl, riportante unicamente P.IVA, IBAN ed e mail (apachesrl16@gmail.com), senza alcuna sede legale o recapiti telefonici. Mi è stato chiesto se intendessi procedere con la sostituzione del cilindro e del defender. Data l’ora (oltre le 20:00) e l’impossibilità di lasciare la porta aperta, mi sono trovato costretto ad accettare, scegliendo il componente meno costoso (a voce indicato in 80 euro circa). Solo in quel momento l’operatore ha comunicato, dopo aver contattato un altro operatore (presumo della stessa ditta) l’importo complessivo: 1.150 euro + IVA 22% = 1.403 euro, di cui 793 euro relativi alla sola apertura (importo oltre ogni ipotesi di costo). Mi è stato inoltre imposto il pagamento anticipato per consentirgli di recarsi a prendere i componenti in un non precisato “magazzino”. L’operatore è tornato dopo oltre un’ora; il montaggio è durato circa dieci minuti. Alle 21:53 ho effettuato il saldo dei restanti 610 euro per cilindro e defender di “media sicurezza”come l'operatore stesso ha indicato sul modulo. Alla richiesta di fattura, mi è stato risposto che sarebbe stata inviata successivamente. Alla data del 01/04/2026, non ho ricevuto alcun documento fiscale e non dispongo di numeri telefonici per sollecitarne l’invio. Con l’importo totale versato avrei potuto acquistare una porta blindata nuova. Ritengo pertanto che il prezzo applicato sia gravemente sproporzionato rispetto al mercato e all’attività svolta, configurando una potenziale pratica commerciale scorretta, se non una vera e propria truffa, posta in essere approfittando della situazione di urgenza. Preciso che la mia segnalazione non è rivolta all’operatore, ma alla società che applica tariffe spropositate. Pertanto con la presente diffido formalmente la società Apache Srl: - A emettere immediatamente la fattura fiscale come previsto dalla normativa vigente (art. 21 DPR 633/1972). Termine per adempiere: 5 giorni dal ricevimento della presente. - A fornire i recapiti aziendali completi (sede legale, PEC, numero telefonico), come richiesto dalle norme sul diritto all’informazione del consumatore (D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo). Inoltre, dalle verifiche effettuate presso diversi operatori locali e dai principali listini pubblici, risultano i seguenti valori medi di mercato: • Apertura porta da € 90 a € 180 • Sostituzione cilindro sicurezza media da € 70 a € 150 • Defender sicurezza media da € 80 a € 150 • Manodopera oraria € 40–€ 70 Il totale del mercato per un intervento equivalente è quindi tra € 250 e € 450. A fronte di tale evidenza, e in considerazione: • della comunicazione iniziale non trasparente, • dell’assenza di preventivo scritto, se non a lavoro già in parte effettuato, • dell’obbligo di pagare anticipatamente, • del divario enorme rispetto ai valori usuali, chiedo il rimborso della differenza, da quantificarsi come segue: • Importo pagato: € 1.403,00 • Valore massimo di mercato stimabile: € 450,00 • Differenza richiesta a rimborso: € 953,00 Invito pertanto la società a procedere al rimborso di € 953,00 entro 10 giorni dalla ricezione della presente comunicazione, tramite bonifico sull’IBAN utilizzato per l’addebito POS o altro mezzo tracciabile.

Risolto
G. D.
01/04/2026

Segnalazione per presunta pratica commerciale scorretta, rimborso e diffida ad adempiere

Buonasera, giorno 31 marzo 2026, alle ore 18:30 circa, durante l’apertura della porta della mia abitazione (unico ingresso esterno), la chiave si è bloccata a metà corsa, risultando impossibile da estrarre o inserire nuovamente. Dopo numerosi tentativi di sblocco, alle ore 18:47 ho contattato il servizio “Arthur Pronto Intervento – Servizi Emergenza” tramite il sito [https://arthur-prontointervento.it/services/Fabbro-Monza], poiché appariva associato a un numero fisso dell’area di Monza (0399301449), elemento che mi ha indotto a ritenere si trattasse di un fabbro locale. Solo successivamente ho scoperto che il numero visualizzato varia a ogni accesso al sito. L’operatrice mi ha comunicato un costo di uscita pari a 50 euro e un’attesa di circa quaranta minuti, senza alcun riferimento a tariffe maggiorate o a limiti massimi di spesa. Dopo circa cinquanta minuti è intervenuto un operatore privo di cartellino identificativo, riconducibile – come appreso solo dopo – alla società Apache Srl, diversa dalla ditta “Arthur” contattata telefonicamente. Dopo alcuni tentativi iniziali di sblocco, mi ha dichiarato che sarebbe stato necessario un intervento “più invasivo”, stimando verbalmente un costo alto, senza esplicitare natura dell’intervento, costi massimi o spese aggiuntive previste (es. cilindro, defender, manodopera). In una condizione di necessità, ho accettato. L’intervento di apertura si è svolto indicativamente tra le 19:38/19:45 e le 20:00/20:05 (video disponibili). Terminata l’apertura, l’operatore ha redatto un modulo fotocopiato della società Apache Srl, riportante unicamente P.IVA, IBAN ed e mail (apachesrl16@gmail.com), senza alcuna sede legale o recapiti telefonici. Mi è stato chiesto se intendessi procedere con la sostituzione del cilindro e del defender. Data l’ora (oltre le 20:00) e l’impossibilità di lasciare la porta aperta, mi sono trovato costretto ad accettare, scegliendo il componente meno costoso (a voce indicato in 80 euro circa). Solo in quel momento l’operatore ha comunicato, dopo aver contattato un altro operatore (presumo della stessa ditta) l’importo complessivo: 1.150 euro + IVA 22% = 1.403 euro, di cui 793 euro relativi alla sola apertura (importo oltre ogni ipotesi di costo). Mi è stato inoltre imposto il pagamento anticipato per consentirgli di recarsi a prendere i componenti in un non precisato “magazzino”. L’operatore è tornato dopo oltre un’ora; il montaggio è durato circa dieci minuti. Alle 21:53 ho effettuato il saldo dei restanti 610 euro per cilindro e defender di “media sicurezza”come l'operatore stesso ha indicato sul modulo. Alla richiesta di fattura, mi è stato risposto che sarebbe stata inviata successivamente. Alla data del 01/04/2026, non ho ricevuto alcun documento fiscale e non dispongo di numeri telefonici per sollecitarne l’invio. Con l’importo totale versato avrei potuto acquistare una porta blindata nuova. Ritengo pertanto che il prezzo applicato sia gravemente sproporzionato rispetto al mercato e all’attività svolta, configurando una potenziale pratica commerciale scorretta, se non una vera e propria truffa, posta in essere approfittando della situazione di urgenza. Preciso che la mia segnalazione non è rivolta all’operatore, ma alla società che applica tariffe spropositate. Pertanto con la presente diffido formalmente la società Apache Srl: - A emettere immediatamente la fattura fiscale come previsto dalla normativa vigente (art. 21 DPR 633/1972). Termine per adempiere: 5 giorni dal ricevimento della presente. - A fornire i recapiti aziendali completi (sede legale, PEC, numero telefonico), come richiesto dalle norme sul diritto all’informazione del consumatore (D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo). Inoltre, dalle verifiche effettuate presso diversi operatori locali e dai principali listini pubblici, risultano i seguenti valori medi di mercato: • Apertura porta da € 90 a € 180 • Sostituzione cilindro sicurezza media da € 70 a € 150 • Defender sicurezza media da € 80 a € 150 • Manodopera oraria € 40–€ 70 Il totale del mercato per un intervento equivalente è quindi tra € 250 e € 450. A fronte di tale evidenza, e in considerazione: • della comunicazione iniziale non trasparente, • dell’assenza di preventivo scritto, se non a lavoro già in parte effettuato, • dell’obbligo di pagare anticipatamente, • del divario enorme rispetto ai valori usuali, chiedo il rimborso della differenza, da quantificarsi come segue: • Importo pagato: € 1.403,00 • Valore massimo di mercato stimabile: € 450,00 • Differenza richiesta a rimborso: € 953,00 Invito pertanto la società a procedere al rimborso di € 953,00 entro 10 giorni dalla ricezione della presente comunicazione, tramite bonifico sull’IBAN utilizzato per l’addebito POS o altro mezzo tracciabile.

Risolto
S. F.
01/04/2026

Rimborso per importo errato

Spett.le Argos, con la presente si sollecita il rimborso dell’importo di € 500,00 circa relativo alla bolletta 20250001490318 emessa in data 01/12/2025 per presunti consumi di gas del mese di novembre 2025, addebitata tramite RID bancario in data 22/12/2025.. Tale importo non risulta dovuto in quanto il consumo è basato su dati stimati e non relai. Successivamente sono passato ad altro fornitore (Octopus). Nonostante precedenti comunicazioni inviate tramite PEC e attraverso il vostro sito, ad oggi non risulta ancora effettuato il rimborso della somma . E’ impossibile parlare con un operatore e, nelle due volte in cui ci sono riuscito, mi è stato detto che la somma sarebbe stata emessa ma ad oggi, dopo oltre tre mesi, ancora nulla. Con la presente si richiede pertanto l’immediata restituzione dell’importo indebitamente addebitato, con indicazione delle tempistiche previste per l’accredito sul c/c. In attesa di cortese e e sollecito riscontro, porgo distinti saluti.

Chiuso
E. R.
01/04/2026

Presunto mancato pagamento pedaggio

Ho ricevuto in data 01.04.2026 presso il mio domicilio una lettera da parte di YOUVERSE recupero crediti in cui mi viene intimato il pagamento di 64,80 euro entro il 01.04.2026 per il mancato pagamento di un pedaggio. Il dettaglio del transito riporta in entrata il biglietto smarrito e in uscita FI Scandicci ore 09:38. Quanto riportato nella Vs lettera è totalmente falso, mi trovavo a casa, dormivo e la mia macchina era parcheggiata. Pertanto richiedo foto e video che documentino il passaggio al casello senza pagare il pedaggio. Data la natura fraudolenta della Vs richiesta, al fine di tutelarmi, intendo effettuare denuncia alle forze dell' ordine per truffa e procedere per vie legali. Non sono allegate foto, si chiede di fornire le ricevute dopo ben 4 mesi dall'accaduto! Si da solo la possibilità (con perdita di tempo, quando dovrebbero essere loro ad effettuare le verifiche prima di scrivere, a meno che non sia una truffa) di inviare un modulo di dichiarazione che, in caso di mancanze di prove, comporterebbe l'aggravio di oneri di accertamento (una minaccia ai limiti della legalità). Pertanto l'accertamento va annullato a mezzo di nuova comunicazione al medesimo indirizzo,in mancanza del quale provvederò a sporgere denuncia.

Risolto
F. B.
01/04/2026

ADDEBITI NON GIUSTIFICATI

Buongiorno A metà gennaio 2026 seguo la procedura guidata online per sottoscrivere dei contratti che mi avrebbero garantito dei canoni gratuiti per un tot di mesi. Per telefono vengo rassicurato dall'operatore che, come vede a pannello, la procedura è andata a buon fine e che godrò dei vantaggi che ho sottoscritto. Per motivi personali decido di recedere dai contratti e seguo quindi la procedura guidata. Chiamo il servizio clienti e l'operatore mi ASSICURA che non riceverò penali o addebiti, pertanto procedo con la chiusura dei contratti, che risolvo tra il 20 e il 26/01/2026, con la restituzione dei dispositivi e l'effettiva chiusura dei contratti. In data 02/03/2026 ricevo i due addebiti come da oggetto. Il giorno stesso chiamo il servizio clienti per avere chiarimenti che non mi vengono dati e per i quali sono invitato ad aspettare 7 giorni (l'operatore non fa distinzione tra giorni lavorativi o non lavorativi) perché possa avere una risposta via email. Passati 7 giorni lavorativi richiamo il servizio clienti e un altro operatore, oltre a sollecitare il reparto predisposto a rispondermi, mi ASSICURA che i gli addebiti che vedo sono frutto di un errore riconosciuto da TELEPASS e che verrò rimborsato non appena l'azienda ripianerà l'errore. Passano i giorni e richiamo a più riprese il servizio clienti, la risposta è la stessa: è un errore riconosciuto, il reparto è stato sollecitato, mi risponderanno nel più breve tempo possibile e verrò rimborsato. Non sono stato contattato né rimborsato. L'ultimo colloquio col servizio clienti risale al 29/03/2026, 27 giorni dopo la prima chiamata secondo cui avrei avuto risposta compìta in 7 giorni. Risposta che non è mai arrivata. Siamo al 01/04/2026 e domani sarà un mese esatto che TELEPASS ha ritenuto opportuno addebitarmi del denaro, che gli operatori mi hanno tutti detto essersi trattato di un errore riconosciuto dall'azienda, che avrei avuto le risposte che chiedo e che, soprattutto, sarei stato rimborsato. In un mese non ho ancora ricevuto una risposta che sia una e sono francamente svilito dal trattamento riservato al cliente e, non di meno, dal fatto che pare che nessuno sappia giustificare la natura di questi addebiti. Con tutta la cortesia che mi rimane chiedo una risposta SERIA, che una volta per tutte risolviate i vostri errori interni e che rispondiate ai reclami dei clienti aperti da 1 MESE ("le risponderanno in 7 giorni"...) . Un saluto Fabio

Chiuso
P. B.
01/04/2026

TRUFFATORI

Buongiorno REC ENERGY sono dei truffatori, promettono costi più bassi, poi nella bolletta aggiungono costi fissi enormi , esempio Di gas solo per la cucina pagavo con ENI ogni due mesi dai 40 - 50 euro, Invece con loro .. solo un mese ho ricevuto una bolletta di 115 euro … di cui 90 e passa di costi fissi non detti prima. Ti chiamano 100 volte per volere sapere quando li paghi, ma nessuno invece ha saputo darmi risposte TRUFFATORI STATE ATTENTI

Risolto
E. F.
01/04/2026

richiesta di penale contrattuale da parcheggio privato

Buon giorno ho richiesto via mail alla societa Parkdepot l'annullamento di due penali per violazione delle condizioni di parcheggio privato, per le seguenti ragioni: 1)segnaletica non chiara , assenza di erogazione di biglietto e sbarra aperta 2) due richieste di violazione consecutive per due giorni consecutivi 3) notifica con posta ordinaria 3) gestione tramite telecamere. Allego le due letterte di violazione inviatemi e contestate

Chiuso
F. E.
01/04/2026
Solo Moda Shop

Richiesta intervento per mancato rimborso reso

Spett. Solo Moda Shop In data 23 febbraio 2026 ho acquistao un prodotto dal vostro negozio online (n. ordine 27377) , al prezzo di €50. Ho comunicato la richiesta di recesso in data 3 marzo 2026, entro i termini previsti dal vostro regolamento online, e ho ricevuto conferma dell’accettazione del recesso il 4 marzo 2026. Ho spedito il reso a mie spese il 6 marzo 2026. In data 10 marzo 2026 mi avete comunicato che il recesso sarebbe scaduto il 5 marzo 2026, sostenendo erroneamente che il termine decorre dalla consegna del pacco e ignorando la conferma ricevuta il 4 marzo, nonché la normativa vigente (art. 52 Codice del Consumo), che prevede 14 giorni per comunicare il recesso. Nonostante ripetuti tentativi di contatto via WhatsApp, ad oggi non ho ancora ricevuto il rimborso di €50. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti. Allego: ricevuta di pagamento, conferma del recesso, documentazione di spedizione del reso e screenshot dei messaggi e delle FAQ con indicazione dei termini di recesso. Distinti saluti, Francesca Esposito

Chiuso
F. E.
01/04/2026
Solo Moda Shop

Negato rimborso

Ho acquistato un prodotto da Solo Moda a Castellammare di Stabia, ricevuto il 23 febbraio 2026. Ho comunicato la richiesta di recesso il 3 marzo 2026, come previsto dal loro regolamento online (comunicare entro 10 giorni e attendere conferma). Il 4 marzo mi hanno confermato il recesso e il 6 marzo ho spedito il reso a mie spese. Il 10 marzo mi hanno contattato sostenendo che il recesso sarebbe scaduto il 5 marzo perché “il pacco è stato consegnato il 23 febbraio e il termine è di 10 giorni”, ignorando sia la conferma ricevuta il 4 marzo sia il fatto che la normativa vigente (art. 52 Codice del Consumo) prevede 14 giorni per comunicare il recesso. Sul sito sono presenti informazioni contraddittorie: nelle FAQ viene indicato correttamente il termine di 14 giorni (ho gli screen, in quanto adesso hanno modificato a 10 giorni noncuranti della legge), mentre nel regolamento si parla di 10 giorni. Nonostante ripetuti tentativi di contatto via WhatsApp, non ho ricevuto il rimborso di €50. Ho documentazione di pagamento, messaggi e spedizione del reso e chiedo l’intervento delle autorità competenti per la tutela dei consumatori.

Risolto

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