Buonasera,
giorno 31 marzo 2026, alle ore 18:30 circa, durante l’apertura della porta della mia abitazione (unico ingresso esterno), la chiave si è bloccata a metà corsa, risultando impossibile da estrarre o inserire nuovamente. Dopo numerosi tentativi di sblocco, alle ore 18:47 ho contattato il servizio “Arthur Pronto Intervento – Servizi Emergenza” tramite il sito [https://arthur-prontointervento.it/services/Fabbro-Monza], poiché appariva associato a un numero fisso dell’area di Monza (0399301449), elemento che mi ha indotto a ritenere si trattasse di un fabbro locale. Solo successivamente ho scoperto che il numero visualizzato varia a ogni accesso al sito.
L’operatrice mi ha comunicato un costo di uscita pari a 50 euro e un’attesa di circa quaranta minuti, senza alcun riferimento a tariffe maggiorate o a limiti massimi di spesa.
Dopo circa cinquanta minuti è intervenuto un operatore privo di cartellino identificativo, riconducibile – come appreso solo dopo – alla società Apache Srl, diversa dalla ditta “Arthur” contattata telefonicamente. Dopo alcuni tentativi iniziali di sblocco, mi ha dichiarato che sarebbe stato necessario un intervento “più invasivo”, stimando verbalmente un costo alto, senza esplicitare natura dell’intervento, costi massimi o spese aggiuntive previste (es. cilindro, defender, manodopera). In una condizione di necessità, ho accettato.
L’intervento di apertura si è svolto indicativamente tra le 19:38/19:45 e le 20:00/20:05 (video disponibili). Terminata l’apertura, l’operatore ha redatto un modulo fotocopiato della società Apache Srl, riportante unicamente P.IVA, IBAN ed e mail (apachesrl16@gmail.com), senza alcuna sede legale o recapiti telefonici. Mi è stato chiesto se intendessi procedere con la sostituzione del cilindro e del defender. Data l’ora (oltre le 20:00) e l’impossibilità di lasciare la porta aperta, mi sono trovato costretto ad accettare, scegliendo il componente meno costoso (a voce indicato in 80 euro circa).
Solo in quel momento l’operatore ha comunicato, dopo aver contattato un altro operatore (presumo della stessa ditta) l’importo complessivo:
1.150 euro + IVA 22% = 1.403 euro, di cui 793 euro relativi alla sola apertura (importo oltre ogni ipotesi di costo). Mi è stato inoltre imposto il pagamento anticipato per consentirgli di recarsi a prendere i componenti in un non precisato “magazzino”. L’operatore è tornato dopo oltre un’ora; il montaggio è durato circa dieci minuti. Alle 21:53 ho effettuato il saldo dei restanti 610 euro per cilindro e defender di “media sicurezza”come l'operatore stesso ha indicato sul modulo.
Alla richiesta di fattura, mi è stato risposto che sarebbe stata inviata successivamente. Alla data del 01/04/2026, non ho ricevuto alcun documento fiscale e non dispongo di numeri telefonici per sollecitarne l’invio.
Con l’importo totale versato avrei potuto acquistare una porta blindata nuova. Ritengo pertanto che il prezzo applicato sia gravemente sproporzionato rispetto al mercato e all’attività svolta, configurando una potenziale pratica commerciale scorretta, se non una vera e propria truffa, posta in essere approfittando della situazione di urgenza.
Preciso che la mia segnalazione non è rivolta all’operatore, ma alla società che applica tariffe spropositate.
Pertanto con la presente diffido formalmente la società Apache Srl:
- A emettere immediatamente la fattura fiscale come previsto dalla normativa vigente (art. 21 DPR 633/1972).
Termine per adempiere: 5 giorni dal ricevimento della presente.
- A fornire i recapiti aziendali completi
(sede legale, PEC, numero telefonico), come richiesto dalle norme sul diritto all’informazione del consumatore (D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo).
Inoltre, dalle verifiche effettuate presso diversi operatori locali e dai principali listini pubblici, risultano i seguenti valori medi di mercato:
• Apertura porta da € 90 a € 180
• Sostituzione cilindro sicurezza media da € 70 a € 150
• Defender sicurezza media da € 80 a € 150
• Manodopera oraria € 40–€ 70
Il totale del mercato per un intervento equivalente è quindi tra € 250 e € 450.
A fronte di tale evidenza, e in considerazione:
• della comunicazione iniziale non trasparente,
• dell’assenza di preventivo scritto, se non a lavoro già in parte effettuato,
• dell’obbligo di pagare anticipatamente,
• del divario enorme rispetto ai valori usuali,
chiedo il rimborso della differenza, da quantificarsi come segue:
• Importo pagato: € 1.403,00
• Valore massimo di mercato stimabile: € 450,00
• Differenza richiesta a rimborso: € 953,00
Invito pertanto la società a procedere al rimborso di € 953,00 entro 10 giorni dalla ricezione della presente comunicazione, tramite bonifico sull’IBAN utilizzato per l’addebito POS o altro mezzo tracciabile.