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Sigarette elettroniche: fanno male? Sono meno dannose delle sigarette?

Le sigarette elettroniche emettono meno sostanze tossiche in genere rispetto alle sigarette tradizionali, ma non sono innocue. Ecco cosa contengono e cosa dicono gli studi e le autorità sanitarie sui rischi. Possono davvero aiutare a smettere di fumare? Preoccupa soprattutto la diffusione tra i giovani che possono esserne particolarmente attratti, tra design tecnologico, aromi e marketing.

Con il contributo esperto di:
articolo di:
22 settembre 2026
Sigarette elettroniche di vario tipo e aromi

Le sigarette elettroniche spesso sono presentate come un’alternativa meno dannosa al fumo tradizionale. Ma è davvero così? Cosa contiene il liquido che si inala e quali sono i rischi di questi prodotti?

Non essendoci combustione del tabacco, generalmente si inalano quantità inferiori di molte delle sostanze tossiche e cancerogene presenti nel fumo di sigaretta. Ma questo non vuol dire che le e-cig non fanno male: l’aerosol contiene comunque sostanze potenzialmente nocive e ancora non si conoscono gli effetti che hanno su chi le utilizza per tanti anni. Inoltre, preoccupano la diffusione tra i giovani e le caratteristiche che le rendono attraenti proprio per loro, il ruolo degli aromi e l’uso combinato con le sigarette tradizionali.

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Che cos'è una sigaretta elettronica e come funziona

Le sigarette elettroniche (o anche e-cig, dall’inglese e-cigarette) sono dispositivi elettronici alimentati da una batteria che permette di riscaldare un liquido, generalmente a base di nicotina, e di trasformarlo in una sorta di aerosol che viene poi inalato. Questo “vapore” (come lo chiamano spesso produttori e venditori, anche se vapore non è) contiene sostanze potenzialmente nocive (tra cui nicotina, formaldeide e metalli pesanti), alcune delle quali causano il cancro e altri effetti dannosi per la salute.

La quantità, la concentrazione e la tossicità delle sostanze rilasciate dalle sigarette elettroniche dipendono da diversi fattori, come il tipo di liquido, di dispositivo e la modalità di utilizzo.

Come è fatta una e-cig

Quasi tutte le sigarette elettroniche sono composte dagli stessi elementi, tra cui i principali sono:

  • batteria: fornisce energia alla resistenza
  • serbatoio o cartuccia: contiene il liquido che viene poi vaporizzato
  • stoppino: assorbe il liquido e lo convoglia verso la resistenza
  • resistenza: riscalda il liquido trasformandolo in aerosol

Diversi tipi: ricaricabili, con cartuccia (pod) e usa e getta

Le sigarette elettroniche sono accomunate dallo stesso tipo di funzionamento (riscaldano un liquido trasformandolo in un aerosol), ma possono essere di tipi anche molto diversi.

Oggi il mercato comprende principalmente tre categorie di e-cig.

  • Sigarette elettroniche ricaricabili: hanno un serbatoio che viene riempito manualmente dall’utente con il liquido; c’è una batteria ricaricabile e possono essere utilizzate più volte, aggiungendo il liquido quando necessario.
  • Sigarette elettroniche con cartuccia o pod: anche questi dispositivi hanno una batteria ricaricabile, ma si usano con cartucce di liquido pre-riempite, da sostituire una volta terminate. Sono più compatte delle ricaricabili e richiedono poca manutenzione.
  • Sigarette elettroniche usa e getta (o Puff): contengono già il liquido da inalare e, una volta esaurite, non possono essere ricaricate, ma vanno buttate. La loro semplicità d'uso, il prezzo relativamente basso, gli aromi molto vari e il design colorato hanno contribuito alla loro rapida diffusione, soprattutto tra gli adolescenti. Sono infatti al centro di molte preoccupazioni da parte delle autorità sanitarie, ma anche ambientali; in alcuni Paesi come la Francia sono state persino vietate. Alle sigarette elettroniche usa e getta abbiamo dedicato anche una nostra inchiesta, mettendo in evidenza le irregolarità dei prodotti che venivano venduti online, i rischi per i più giovani e il problema legato a batterie e componenti elettronici destinati a diventare rapidamente rifiuti.

Le e-cig non vanno confuse, come spesso accade, con i dispositivi a tabacco riscaldato (tipo IQOS), a cui abbiamo dedicato un approfondimento specifico: le prime riscaldano un liquido, che può contenere o meno nicotina, i secondi invece utilizzano tabacco, che contiene nicotina.

Come si è evoluto il mercato

Il mercato è cambiato molto negli ultimi anni e l’offerta è diventata sempre più ampia. Nel tempo è aumentata la varietà dei liquidi, con diverse concentrazioni di nicotina e diversi tipi di aromi.

Anche la forma si è evoluta molto: i primi modelli, spesso ingombranti e solo ricaricabili manualmente, sono stati progressivamente sorpassati da dispositivi sempre più piccoli, semplici da usare e pronti all’uso, come le e-cig con cartucce pre-ricaricate o le usa e getta. Alcune sigarette elettroniche assomigliano a chiavette usb, penne, evidenziatori o giocattoli dal design tecnologico.

Altre – le cosiddette “smart vape” – hanno caratteristiche simili a quelle degli smartphone: schermi digitali, giochi, sistemi di ricompensa per lo svapo, come punti e classifiche; caratteristiche discutibili, che le rendono ancora più attraenti per i giovani, i più a rischio con questi prodotti.

Siagrette elettroniche smart con schermo digitale

 

 

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Cosa contiene il liquido della sigaretta elettronica

I liquidi delle e-cig contengono: acqua, glicole propilenico, glicerina vegetale e aromi.

La nicotina può essere anche assente, ma i prodotti più utilizzati la contengono, in quantità variabile e, per legge, non superiore ai 20 mg per millilitro (le e-cig con nicotina non possono essere vendute online).

A prima vista alcuni ingredienti possono sembrare poco preoccupanti, anche perché il glicole propilenico, la glicerina e molti aromi sono utilizzati anche nell’industria alimentare. Nelle sigarette elettroniche, però, non vengono ingeriti: vengono riscaldati e inalati. Ed è proprio questo a fare la differenza, perché è con il riscaldamento che alcuni componenti possono trasformarsi e dare origine a nuove sostanze.

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Cosa contiene il "vapore" che si inala

La composizione dell'aerosol inalato non coincide, dunque, con quella del liquido. Il riscaldamento a temperature elevate può infatti trasformare alcuni ingredienti e favorire la formazione di nuove sostanze, anche potenzialmente dannose. Inoltre, come si legge nel report Nasem (National Academies of Sciences Engeenering and Medicine), molto può cambiare in base alle caratteristiche del dispositivo: potenza della batteria, tipo e materiale della resistenza e durata del riscaldamento. Questi fattori, infatti, determinano quanto si scalda il liquido e quindi anche quali e quante sostanze si formano. In generale, più alta è la temperatura raggiunta, maggiore può essere la formazione di nuovi composti potenzialmente tossici, come alcune aldeidi.

Anche se è difficile stabilire con precisione a quali e quante sostanze potenzialmente nocive si è esposti in media, ci sono in generale alcune sostanze comuni.

Nicotina

La nicotina provoca forte dipendenza ed è presente nella maggior parte delle e-cig. Una volta inalata, viene rapidamente assorbita nel flusso sanguigno e inizia ad agire sul cervello innescando il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore associato al piacere e a meccanismi di ricompensa: è questo che spinge gli utilizzatori a desiderarne sempre di più e a sentire sintomi di astinenza se non se ne fa uso.

Negli adulti la nicotina può aumentare la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa; può inoltre causare vari effetti negativi sul sistema cardiovascolare. Per questo è particolarmente sconsigliata a chi soffre di problemi cardiaci e circolatori.

Nei giovani la nicotina preoccupa particolarmente, perché il cervello continua a maturare fino a circa 25 anni e l’esposizione durante l’adolescenza può interferire con le aree coinvolte nell’attenzione, nell’apprendimento, nell’umore e nel controllo degli impulsi. La nicotina può inoltre favorire una futura dipendenza da altre sostanze e, nei giovani, avere effetti “a breve termine” come irritabilità, ansia, difficoltà di concentrazione e umore depresso.

Aldeidi

Quando il glicole propilenico e la glicerina vegetale presenti nei liquidi vengono riscaldati subiscono una trasformazione chimica e producono aldeidi, tra cui formaldeide, acetaldeide acroleinasi tratta disostanze pericolose presenti anche nel fumo di tabacco e associate al rischio, ad esempio, di malattie cardiovascolari.

L'inalazione di queste sostanze chimiche nel tempo può causare anche infiammazione delle vie respiratorie e danni al tessuto polmonare, che a loro volta possono portare a malattie respiratorie croniche.

Aromi

La varietà degli aromi utilizzati nelle sigarette elettroniche è enorme: ne sono stati descritti migliaia e solo una piccola parte richiama il gusto del tabacco. La maggioranza riproduce sapori dolci, fruttati o di bevande, come vaniglia, cioccolato, lampone, mela, caffè, zucchero filato o gomma da masticare. Secondo alcuni studi, negli e-liquid gli aromi possono essere presenti in concentrazioni che vanno dall’1% al 4%.

Alcuni aromi possono comportare problemi quando vengono inalati, inoltre sono uno degli elementi che rendono le sigarette elettroniche particolarmente attraenti per i giovani: ne parliamo a seguire in modo più approfondito data la problematicità di queste sostanze.

Metalli pesanti

Sia nei liquidi che negli aerosol delle sigarette elettroniche sono stati rilevati diversi metalli pesanti: ad esempio nichel, cromo, cadmio e piombo, con concentrazioni molto variabili tra dispositivi.

Alcuni metalli sono tossici o cancerogeni e la loro presenza costituisce quindi un’ulteriore fonte di preoccupazione, soprattutto per i giovani.

Composti organici volatili (COV)

Nell’aerosol sono stati rilevati anche composti organici volatili come benzenetoluene e xilene. Alcuni COV sono irritanti e alcuni, come il benzene, sono classificati come cancerogeni.

Idrocarburi policiclici aromatici (IPA)

Gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) sono una famiglia di sostanze che comprende diversi cancerogeni (tra quelli identificati negli studi ci sono naftalene, fenantrene, fluorantene e pirene). Queste sostanze sono presenti in ciò che si inala con le e-cig, ma in concentrazioni comunque molto inferiori rispetto a quelle del fumo di sigaretta.

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Le sigarette elettroniche fanno male?

Sì, secondo quanto confermano le principali autorità sanitarie internazionali (come l’Oms e il Nasem) e società scientifiche (come la European Respiratory Society e l'American Heart Association ). Le sigarette elettroniche non possono essere considerate sicure per la salute perché espongono l’organismo a sostanze potenzialmente tossiche e i dati al momento disponibili, anche se non definitivi, mostrano già un’associazione a diversi problemi di salute.

Un’analisi pubblicata nel 2026, che ha preso in esame 124 studi, ha rilevato un’associazione tra l’uso delle sigarette elettroniche e una maggiore probabilità di malattie cardiovascolari, ictus, asma e Bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva). E l’associazione risultava ancora maggiore per chi utilizzava contemporaneamente sigarette elettroniche e sigarette tradizionali.

Si tratta di risultati che rafforzano le preoccupazioni sugli effetti dello svapo sulla salute anche se, per le caratteristiche degli studi analizzati, non permettono ancora di stabilire un rapporto causa-effetto: non dimostrano, cioè, che siano state le e-cig a causare questi problemi.

Se da un lato si sa già che fanno male, dall’altro non si sa ancora quanto fanno male e quanto siano meno dannose rispetto alle sigarette tradizionali.

Le sigarette elettroniche sono infatti relativamente recenti e non ci sono ancora studi che possono quantificare con precisione i rischi associati a un uso protratto per molti anni. Inoltre, la composizione dell’aerosol dipende da una grande varietà di liquidi, dispositivi, potenze di riscaldamento e modalità di utilizzo e questo rende difficile definire quanto fanno male.

Causano il cancro?

Ad oggi non è possibile stabilire se l’uso prolungato delle sigarette elettroniche aumenti il rischio di tumori, né quantificare quanto l’eventuale rischio sia inferiore rispetto a quello legato alle sigarette tradizionali. 

Molti tumori possono richiedere decenni prima di manifestarsi e questi prodotti sono relativamente recenti, per questo mancano ancora studi osservazionali sufficientemente lunghi, cioè che abbiano seguito gli utilizzatori per abbastanza tempo osservandone lo stato di salute.

Detto ciò, però, in letteratura esistono alcuni segnali: una analisi di 100 studi pubblicata nel 2026 sulla rivista Carcinogenesis ha rilevato un’associazione tra l’uso di sigarette elettroniche e danni al dna, stress ossidativo, infiammazione e modifiche al funzionamento dei geni.

Si tratta dei risultati di studi di laboratorio (non su utilizzatori reali sul lungo periodo): non dimostrano, quindi, un aumento dei tumori tra chi usa sigarette elettroniche ma, allo stesso tempo, meritano attenzione.

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Fanno meno male delle sigarette tradizionali?

Le sigarette elettroniche non bruciano tabacco e, rispetto alle sigarette tradizionali, generalmente espongono a quantità inferiori di molte sostanze tossiche e cancerogene presenti nel fumo. Su questo punto esiste un ampio consenso scientifico da parte delle autorità e società sanitarie: il Nasem (Accademie Nazionali di Scienze, Ingegneria e Medicina degli Stati Uniti), ad esempio, considera ormai conclusive le prove che la sostituzione completa delle sigarette tradizionali con le e-cig riduca l’esposizione a numerose sostanze tossiche e cancerogene.

Quello che non è ancora possibile stabilire, però, è quanto questa minore esposizione si traduca, dopo molti anni, in un minor rischio di malattie cardiovascolari, respiratorie o tumori.

A preoccupare le autorità sanitarie c’è anche un altro aspetto: dopo anni di progressiva riduzione del fumo, la diffusione delle e-cig e di altri nuovi prodotti rischia di avvicinare alla nicotina persone che altrimenti potrebbero non aver mai fumato, soprattutto giovani e adolescenti. A questo si aggiungono l’attrattività di aromi e strategie di marketing e il fatto che molti fumatori non sostituiscano completamente le sigarette tradizionali, ma utilizzino contemporaneamente entrambi i prodotti. L’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) insiste soprattutto su questi aspetti e mette in guardia dal presentare le e-cig come una semplice strategia di riduzione del danno, senza considerarne le possibili conseguenze sulla salute dell’intera popolazione.

Usarle insieme alle sigarette annulla il vantaggio

In Italia nel 2023, tra gli utilizzatori di e-cig, il 61,5% fumava anche sigarette tradizionali: è il cosiddetto uso duale. Ma se la sigaretta elettronica si aggiunge al fumo tradizionale anziché sostituirlo del tutto, i possibili benefici legati al passaggio alla e-cig, ovviamente, potrebbero ridursi.

Gli effetti a lungo termine dell’uso duale, inoltre, non sono ancora ben quantificati. Alcuni studi però danno segnali preoccupanti: lo associano infatti a rischi maggiori (rispetto ai soli fumatori) di malattie cardiovascolari, ictus, asma, bronchiti croniche, alterazioni metaboliche e problemi di salute orale.

Fanno meno male del tabacco riscaldato?

Non esistono prove scientifiche sufficienti per poter dire che le sigarette elettroniche fanno meno male del tabacco riscaldato.

Quello che sappiamo è che comunque sono prodotti diversi, che producono emissioni differenti: le e-cig infatti riscaldano un liquido, mentre i prodotti a tabacco riscaldato utilizzano vero tabacco. E, per entrambi, gli studi mostrano un’esposizione generalmente inferiore a molte sostanze tossiche rispetto alle sigarette tradizionali, ma questo non consente comunque di costruire una “graduatoria” tra e-cig e tabacco riscaldato.

Alcuni studi sperimentali hanno rilevato nelle sigarette elettroniche concentrazioni inferiori di diverse sostanze tossiche e studi sperimentali sulla tossicità per le cellule hanno mostrato effetti peggiori per i dispositivi a tabacco riscaldato. Anche se queste analisi sembrano suggerirlo - però - non è ancora possibile concludere che le e-cig siano meno dannose del tabacco riscaldato, perché si tratta di studi che comunque non sono ancora abbastanza solidi dal punto di vista scientifico.

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Gli aromi nelle e-cig: quali sono i rischi

Sul mercato sono disponibili migliaia di liquidi aromatizzati, con gusti che spaziano dalla frutta ai dolci, fino alle bevande e ai cocktail. Molti liquidi contengono più aromi (in media circa sei) e quelli dal gusto dolce tendono ad avere una composizione ancora più complessa. Da tempo, però, gli aromi sono al centro del dibattito scientifico e regolatorio, per due motivi.

Rendono le e-cig più attraenti, soprattutto per i giovani

Secondo molti studi gli aromi favoriscono l’uso delle sigarette elettroniche tra adolescenti e giovani adulti.

sapori dolci e fruttati, come zucchero filato, caramello, frutta o dessert, rendono infatti l'esperienza di svapo più gradevole e possono attenuare il gusto amaro della nicotina, contribuendo a dare della sigaretta elettronica un'immagine più piacevole e meno pericolosa.

Secondo un'indagine del Cdc americano (il Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie), oltre l'80% dei giovani che utilizzano e-cig sceglie prodotti aromatizzati.

Da diversi studi risulta inoltre che gli aromi alla frutta - non solo vengono percepiti dagli adolescenti come meno dannosi rispetto agli aromi al tabacco - ma possono spingere i giovanissimi ad iniziare e anche a svapare più frequentemente.

Proprio per rendere le e-cig meno attraenti per i più giovani, in molti Paesi - e anche a livello europeo - è in corso il dibattito su limitazioni o divieti per alcuni aromi.

Sicuri negli alimenti non significa sicuri se inalati

Un secondo motivo di preoccupazione riguarda la sicurezza degli aromi dal punto di vista tossicologico. Molte delle sostanze utilizzate per aromatizzare i liquidi delle sigarette elettroniche sono impiegate anche negli alimenti e considerate sicure quando vengono ingerite. Questo, però, non significa che siano automaticamente sicure anche quando vengono inalate: nei polmoni entrano in contatto con tessuti diversi da quelli dell’apparato digerente e, inoltre, il riscaldamento può modificarne la composizione.

Gli aromi possono contenere alcuni composti potenzialmente irritanti o tossici: è il caso, per esempio, di alcune aldeidi, come la benzaldeide, utilizzata soprattutto negli aromi fruttati e alla ciliegia, e la cinnamaldeide, tipica degli aromi alla cannella. In alcuni studi sperimentali queste sostanze sono state associate a irritazione delle vie respiratorie e, per la cinnamaldeide, anche a danni alle cellule.

Inoltre, il BfR (Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio) ha richiamato l’attenzione sul fatto che il riscaldamento e la vaporizzazione degli aromi possono portare alla formazione di sostanze tossiche per le vie respiratorie.

Gli aromi dal gusto burroso o cremoso sono particolarmente attenzionati: alcuni infatti possono contenere diacetile e acetoina, sostanze aromatiche associate a problemi respiratori.

Più in generale, diversi aromi e sostanze che si formano durante il loro riscaldamento hanno mostrato in laboratorio la capacità di favorire stress ossidativo, infiammazione e danno cellulare. Sono studi sperimentali e serviranno ulteriori ricerche per confermarne i risultati, ma i segnali emersi meritano attenzione.

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Aiutano a smettere di fumare?

Secondo le prove scientifiche disponibili le sigarette elettroniche (in particolare se con nicotina) possono aiutare alcuni fumatori a smettere di fumare, ma soprattutto se vengono utilizzate in un percorso strutturato, cioè con il sostegno di operatori sanitari e supporto psicologico (come quello che si può avere nei centri antifumo): con questa combinazione le probabilità di riuscire smettere potrebbero quasi raddoppiare rispetto a chi riceve solo supporto comportamentale o a chi usa solo l’e-cig (a suggerirlo sono alcuni studi, che però non sono ancora definitivi). Gli studi sono meno concordi, invece, sull’utilità dell’e-cig per smettere di fumare quando usata al di fuori di percorsi strutturati.

Cosa significa davvero "smettere di fumare"

Per smettere di fumare e di essere dipendenti dalla nicotina esistono alcuni farmaci autorizzati, come i sostituti della nicotina (cerotti, gomme, spray, pastiglie), la vareniclina e la citisina (l'Aifa ha recentemente approvato la rimborsabilità di quest’ultima per i fumatori che intraprendono un percorso nei centri antifumo).

Quello che potrebbe succedere usando le sigarette elettroniche da soli, invece, potrebbe essere diverso da un vero “smettere”: si potrebbe riuscire ad abbandonare il fumo, sì, ma continuando poi a usare la sigaretta elettronica con nicotina. E questo vorrebbe dire comunque restare dipendente.

In molti casi, poi, si potrebbe continuare sia a fumare che a svapare, e non solo in una prima fase di passaggio: secondo un’analisi che ha preso in considerazione più studi, il 77% di questi “policonsumatori”, dopo due anni, continuava a usare entrambi o anche solo a fumare. In questo modo, evidentemente, non si sta smettendo davvero e, anzi, si rischia anche di aumentare i danni.

Esiste "la migliore e-cig per smettere di fumare"?

No. Molte persone cercano online "qual è migliore sigaretta elettronica per smettere di fumare", ma non esiste una specifica marca o un particolare modello secondo le prove scientifiche disponibili. Negli studi i risultati migliori sono stati osservati con le e-cig che contengono nicotina, ma l'efficacia vera dipende soprattutto dall'inserimento della sigaretta elettronica all'interno di un percorso per smettere ben strutturato come dicevamo e dal fatto che sostituisca completamente le sigarette tradizionali.

 

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Lo "svapo" passivo fa male?

L’aerosol delle sigarette elettroniche non è semplice vapore acqueo. Una delle più autorevoli istituzioni scientifiche statunitensi, il Nasem (Accademie Nazionali di Scienze degli Stati Uniti), considera ormai provato che l’uso delle e-cig aumenti le concentrazioni nell’aria di nicotina e particolato negli ambienti chiusi. Inoltre, l’aerosol può contenere aldeidi, metalli e altre sostanze potenzialmente nocive, per cui l’esposizione passiva sarebbe da evitare (soprattutto per bambini, donne in gravidanza e persone con malattie respiratorie o cardiovascolari).

Ed è qualcosa a cui fare attenzione perché - essendo spesso presentate come "più sicure" o "a rischio ridotto" - le e-cig potrebbero indurre a sottovalutare “lo svapo passivo” e quindi a utilizzarle anche in ambienti chiusi, in casa, in auto ecc. vicino ad altre persone; al contrario di quello che accade con le sigarette tradizionali, per le quali ormai è più diffusa l'abitudine di non fumare in presenza di altri negli spazi chiusi, sia grazie ai divieti ormai consolidati nei luoghi pubblici sia per la maggiore consapevolezza dei danni provocati dal fumo passivo.

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Sigarette elettroniche e giovani: diffusione e rischi

Le sigarette elettroniche sono ormai diffuse anche tra gli adolescenti, più che la sigaretta tradizionale. Secondo i dati più recenti dell’Istituto Superiore di Sanità, il 5,2% degli studenti tra 11 e 13 anni e il 30,8% di quelli tra 14 e 17 anni ha usato una e-cig negli ultimi 30 giorni. Rispetto al 2025, l’uso è diminuito tra i più piccoli (dal 6,3% al 5,2%), mentre è aumentato tra i 14-17enni (dal 29,9% al 30,8%).

Tra i ragazzi che usano la sigaretta elettronica è frequente anche il policonsumo, cioè l’uso di almeno due prodotti (ma spesso anche tre, cioè sigarette tradizionali, e-cig e tabacco riscaldato): nel 2026 il policonsumo riguarda il 51,4% degli 11-13enni svapatori e il 69,5% dei 14-17enni svapatori.

A rendere questi prodotti particolarmente attraenti per i giovani contribuiscono diversi elementi.

Le e-cig sono piccole, tecnologiche e facilmente trasportabili, spesso con design curato, colori accesi e forme che ricordano dispositivi elettronici di uso quotidiano. A questo si aggiungono aromi dolci e fruttati, che rendono lo svapo più gradevole, e una comunicazione che passa anche attraverso i social, canali particolarmente efficaci nel raggiungere adolescenti e giovani; in passato, nelle nostre inchieste, avevamo documentato anche il ricorso agli influencer per promuovere questi prodotti. La promozione dei nuovi dispositivi elettronici è un aspetto particolarmente importante e per questo Altroconsumo ritiene necessario rafforzare e rendere più esplicite le restrizioni alla pubblicità di questi prodotti: una richiesta che abbiamo inserito anche nella nostra petizione su sigarette elettroniche e tabacco riscaldato

Anche il prezzo, relativamente contenuto, può avere un ruolo nell'attrarre i giovani: negli Stati Uniti, una recente analisi di Truth Initiative mostra persino che, tra il 2015 e il 2021, il prezzo medio di un millilitro di liquido è diminuito del 16%, diventando così sempre più accessibili per i ragazzi.

Tra i rischi di tutto ciò, per i ragazzi, non c’è solo la dipendenza dalla nicotina (particolarmente preoccupante nei giovani), ma anche la possibilità che le e-cig rappresentino una porta d’ingresso alle sigarette tradizionali: gli studi disponibili mostrano che gli adolescenti che utilizzano e-cig hanno una maggiore probabilità di iniziare successivamente a fumare.

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Come si smaltiscono le sigarette elettroniche

Le sigarette elettroniche non devono essere buttate nell'indifferenziata. Contengono infatti una batteria al litio, componenti elettronici e metalli che le classificano come Raee - Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (in uninchiesta di qualche tempo fa avevamo sollevato anche il problema ambientale rappresentato, in particolare, dalle e-cig usa e getta). Smaltirle correttamente è importante non solo per evitare la dispersione nell'ambiente di sostanze potenzialmente inquinanti ma anche per poter recuperare materiali preziosi.

Come tutti i piccoli Raee, le e-cig possono essere portate presso le isole ecologiche comunali oppure consegnate ai rivenditori autorizzati. In molti casi i negozi che vendono sigarette elettroniche e le tabaccherie aderenti ai circuiti di raccolta possono ritirare gratuitamente le e-cig o comunque avere box appositi per lo smaltimento (come nel caso dei punti di raccolta mappati con il progetto Recycle-Cig/T-Collect). 

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IL CONSIGLIO DELL'ESPERTA
Sonia Mazzamurro - Biologa
L'uso delle sigarette elettroniche può essere utile solo per smettere di fumare, e all’interno di percorsi strutturati con i centri antifumo. Per chi fuma, infatti, passare alla sigaretta elettronica può ridurre l’inalazione di molte sostanze tossiche e cancerogene, purché si abbandoni totalmente la sigaretta tradizionale. Negli altri casi non c’è motivo di svapare: le e-cig non sono innocue e contengono sostanze potenzialmente dannose. Soprattutto nei giovani, inoltre, possono favorire dipendenza e sono associate a una maggiore probabilità di iniziare a fumare